Perché oggi si torna a parlare del Ponte sullo Stretto di Messina

Un sogno, per qualcuno. Uno spreco inutile, per altri. Un fertile terreno di polemiche, per tutti e da decenni. Tutto inizia con le parole di Musumeci: secco no del Movimento 5 stelle

Renato Accorinti del comitato No Ponte mentre protesta davanti all' auditorium / 12 febbraio 2010. Sarà sindaco di Messina dal 2013 al 2018 - ANSA/FRANCESCO SAYA

Si torna a parlare del ponte sullo Stretto di Messina. Un sogno, per qualcuno. Uno spreco inutile, per altri. Un fertile terreno di polemiche, per tutti e da decenni. Tutto inizia con le parole di Nello Musumeci, governatore della Sicilia, che durante la presentazione dell’accordo tra Caronte&Tourist (la società che gestisce i traghetti tra la Sicilia e la Calabria) e Basalt (un fondo internazionale) ha detto: “Il Ponte di Messina non è un capriccio per la Sicilia ma una necessità“. “Spero che tutti abbiano capito che l’approccio non può essere ideologico – ha aggiunto Musumeci- e spero che abbiamo compreso anche i più recalcitranti e i più diffidenti che il Ponte sullo Stretto è una necessità ormai non più rinviabile”. L'amministratore delegato di Caronte, Vincenzo Franza, è favorevole al ponte: “Sarebbe un sogno che si realizza, perché interpreterebbe il senso dell’interesse dello Stato verso la nostra terra, migliorando soprattutto il collegamento ferroviario, perché il ponte là farebbe veramente la differenza, quindi le merci ne trarrebbero grande giovamento".

Ponte sullo Stretto: secco no del M5s

La replica dei deputati siciliani M5s in commissione Trasporti non si è fatta attendere: "Se non arrivasse da una regione con un deficit infrastrutturale così grave, con linee ferroviarie obsolete quando non assenti e strade abbandonate prive di manutenzione, l’endorsement di Musumeci per il Ponte sullo Stretto sarebbe da definire ridicolo ai limiti del patetico”.

“Stiamo facendo ogni sforzo per dotare la Sicilia e il Sud di un trasporto ferroviario e di strade all’altezza di un Paese moderno. Sentire che nel frattempo il presidente della Regione farnetica di Ponte sullo Stretto accentua la nostra preoccupazioni per le sorti delle infrastrutture siciliane e in generale per il futuro della regione. Musumeci non solo non ha il senso delle priorità, ma a questo punto dobbiamo constatare che gli manca il senso della realtà. E' lo stesso Musumeci che pochi giorni fa ha richiesto lo stato di emergenza per lo stato delle strade secondarie siciliane, accettando la mano tesa dal ministro Danilo Toninelli durante la sua ultima visita in Sicilia. Il Governo del cambiamento adesso indicherà un commissario straordinario che potrà intervenire con celerità sulle tante emergenze delle strade siciliane e sui fondi che da anni ci sono ma non vengono spesi. Di fronte ad una situazione infrastrutturale regionale veramente critica, Musumeci non solo dimostra di non avere il senso delle priorità, ma a questo punto dobbiamo constatare che gli manca il senso della realtà. Pensi piuttosto a colmare l’enorme gap infrastrutturale che lui e tutti i governi regionali hanno prodotto” concludono i deputati.

La pensa allo stesso modo il sottosegretario alle Infrastrutture e ai trasporti, Michele Dell’Orco: “Il governatore della Sicilia Musumeci vuole una posizione netta del Governo sul ponte sullo Stretto? Eccola: No. Piuttosto pensi a infrastrutture fondamentali dell’Isola, visto che il Governo sta facendo la sua parte con 2,8 miliardi di nuovi investimenti ferroviari nel recente contratto Rfi-Mit”. A sinistra, contrario il deputato regionale Claudio Fava: "Mentre le annunciate riforme restano solo mitologia elettorale, un governo moribondo rispolvera l’idea del ponte sullo Stretto, nella regione dove non esiste una rete ferroviaria degna di questo nome e le strade crollano letteralmente a pezzi. A questo punto per Musumeci l’unica via d’uscita dignitosa sono le dimissioni".

La modernità, il Ponte sullo Stretto e i gufi

La replica di Musumeci

"Emiliano Dell'Orco, a nome del Governo nazionale, dice no al Ponte sullo Stretto. Ha perso un'occasione per tacere. Spero straparli a titolo personale". Così sui social il governatore siciliano Nello Musumeci.

"Qualcuno spieghi allo sprovveduto sottosegretario che la realizzazione delle mega infrastrutture (autostrade, strade e porti) nelle regioni spetta al Governo di Roma- dice -Quanto alle ferrovie, si faccia portare il report sugli investimenti di Rfi degli ultimi dieci anni in Sicilia. E proverà vergogna. Alle infrastrutture secondarie stiamo pensando noi, con oltre 150 milioni di euro di interventi".

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Nel corso dei decenni (anzi, dei secoli), sono stati presentati vari progetti di ingegneria civile per l'attraversamento stabile stradale e ferroviario dello stretto di Messina e collegare così Sicilia e Calabria. Addirittura nel 1866 l'allora Ministro dei Lavori Pubblici Jacini aveva incaricato l'ingegner Cottrau, tecnico di fama internazionale, di studiare un progetto di ponte tra Calabria e Sicilia. Tra progetti diversi, bandi, concorsi di idee, lavori propedeutici, prese di posizione dei governi che si sono succeduti e appalti decaduti, sono passati più di 150 anni. Il ponte non c'è, e forse mai ci sarà.

"Il Ponte sullo Stretto è una follia", da Messina barricate contro Renzi 

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