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Sabato, 27 Novembre 2021
Legge elettorale

Il Porcellum ha "partorito" un topolino

Addio premio di maggioranza e liste bloccate: il Porcellum è incostituzionale. Ma i parlamentari restano al loro posto e studiano una nuova legge elettorale: la decisione della Corte aumenta il caos

ROMA - Alla fine è stato un "caos calmo". Perché i quindici giudici della Corte Costituzionale hanno deciso di non decidere. O meglio: di fare decidere ad altri. Così, nel tardo pomeriggio di ieri, hanno dichiarato incostituzionale parte del Porcellum, il premio di maggioranza e le liste bloccate, invitando il Parlamento a prendere provvedimenti mirati e urgenti. 

Il tutto, però, con delle "postille" grandi quanto tutto Palazzo Chigi: "Resta fermo che il Parlamento può sempre approvare nuove leggi elettorali, secondo le proprie scelte politiche, nel rispetto dei principi costituzionali". Ancora: la sentenza sarà effettiva solo "dopo la pubblicazione delle motivazioni" che avverrà nelle prossime settimane e "vengono fatti salvi gli effetti di legge per il passato". 

Tradotto: il tanto temuto terremoto istituzionale non c'è stato perché la sentenza non è "retroattiva", i giudici non hanno spiegato cosa succederà da quando la legge sarà a tutti gli effetti "fuori legge", i parlamentari eletti con una legge incostituzionale resteranno al loro posto e - paradossi italiani - agli stessi parlamentari toccherà adesso partorire una nuova legge elettorale. 

Spogliata del premio di maggioranza senza soglia d'accesso e delle liste bloccate senza preferenze, infatti, la "legge porcata" del 2005 diventa, se possibile, una "porcata" ancora più grossa. Una decisione, quindi, va presa. 

Ma, in questo caso, regna il "caos caotico". Le possibili strade sono tante, forse troppe. Se si votasse oggi si andrebbe alle urne con il Porcellum perché la sentenza non è ancora effettiva. Se si votasse con le motivazioni depositate, "vincerebbe" un Porcellum "monco": senza voto di preferenza. In questo caso potrebbe essere il Parlamento, con un decreto, o il governo, con una leggina, a mettere una toppa inserendo il voto di preferenza. Oppure si voterebbe con una legge imperfetta con il rischio di "scontentare" nuovamente Aldo Bozzi, l'avvocato della "battaglia" contro la legge Calderoli. E' chiaro, quindi, come una soluzione del genere sarebbe, ancora una volta, una soluzione d'emergenza. 

L'ipotesi più probabile sarebbe un ritorno al Mattarellum con la Corte che ieri si è divisa, hanno vinto i "no" 8 a 7, su una possibile "reviviscenza" della legge di Sergio Mattarella. Se Mattarellum sarà, si voterà con un sistema maggioritario a turno unico per il 75% dei seggi e proporzionale per l'altro 25%. 

Sul tavolo, bello pieno di proposte, restano anche il sistema tedesco "all'italiana"- 50% maggioritario con collegio uninominale, 50% proporzionale con preferenza - il doppio turno alla francese - proporzionale puro - e il sistema spagnolo. Finito? Ancora no. Perché c'è Forza Italia che spinge per il progetto mai abbandonato di un semipresidenzialismo e Renzi, sempre più futuro segretario del Pd, che da sempre sogna delle urne modello elezione dei sindaci. 

Il "Porcellum" ha partorito un topolino. E tanto, tanto, caos. 

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