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Martedì, 27 Febbraio 2024
L'ipotesi

Draghi: "Preferiamo la pace o il condizionatore acceso?"

Il premier ha commentato l'ipotesi dell'embargo del gas russo

Il presidente del Consiglio Mario Draghi lascia aperte tutte le ipotesi sul possibile embargo, anche se, sottolinea il premier in conferenza stampa al termine del Cdm dopo l'approvazione del Def, al momento la misura non è sul tavolo così come non è in discussione un piano di razionamento dell'energia: "Non c'è niente di questo, se dovessero cessare le forniture di gas oggi, fino a tardo ottobre saremmo coperti con le riserve, le conseguenze non ci sarebbero", ha rassicurato il premier.

L'ipotesi, quindi, non è al momento oggetto di discussione. Ma allo stesso tempo, ha sottolineato Draghi, l'obiettivo del Paese deve essere mettere in campo le misure che possano portare più facilmemente alla pace. "Preferiamo la pace o il condizionatore acceso? Questa è la domanda che ci dobbiamo porre", ha detto Draghi. "Noi andiamo con quello che decide l'Unione europea - ha sottolineato - Se ci propongono l'embargo sul GAS e se l'Unione europea è uniforme su questo, noi saremo ben contenti di seguire, qualunque sia lo strumento che considereremo più importante ed efficace per permettere una pace".

Sul gas il premier ha chiesto che sia l'Europa a fissare un tetto al prezzo. "Mettere un tetto al prezzo del gas sarebbe la cosa più razionale da fare, ma si può fare solo a livello collettivo. L'Europa è di fatto l'unico compratore e ha un forte potere di mercato, che si può esercitare attraverso l'imposizione di un prezzo, che non sia stravagante come quello di oggi visto che il prezzo in ogni parte del mondo è molto più basso".

Draghi ha poi rilanciato un'azione nazionale, qualora Bruxelles non attivasse tutti i provvedimenti necessari per fissare un prezzo del gas, sottolineando però la distanza di vedute e necessità tra l'Italia e la Germaia e l'Olanda. Il premier però non chiude il dialogo e rilancia una discussione in Consiglio Ue, con l'auspicio che entro il mese di maggio si arrivi a un punto di incontro e soluzione sul tema. "Ma non possiamo solo aspettare in sede Ue, la nostra intenzione è andare avanti con provvedimenti 'nazionali'", ha ribadito preannunciando probabili decisioni future.  

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