Domenica, 7 Marzo 2021

Prescrizione, c'è l'accordo Salvini-Di Maio: interrotta dopo il primo grado (ma dal 2020)

All’incontro di stamattina a Palazzo Chigi presenti anche il premier Conte e il ministro della Giustizia Bonafede. Cosa cambia per i processi

Quadra trovata sulla riforma della prescrizione, dopo il vertice a Palazzo Chigi durato meno di un'ora tra il premier Conte, i due viceministri Salvini e Di Maio e il guardasigilli Bonafede. A quanto si apprende da fonti di governo, "la prescrizione si approva subito nel ddl anticorruzione, ma entra in vigore tra un anno. Contemporaneamente si approva un disegno di legge delega a Bonafede per riformare il processo penale".

La maggioranza, dunque, ha trovato un accordo su un tema che, nelle ultime ore, aveva generato non poche fibrillazioni tra i due alleati di governo. E l'intesa prevede che la riforma verrà approvata subito, ma entrerà in vigore successivamente, da gennaio 2020. Questo per consentire una riforma complessiva del processo penale - la legge delega scade a dicembre 2019 - e assicurare, nelle intenzioni del governo, tempi certi alla giustizia. Proprio il rischio che i processi divenissero infiniti era stato denunciato da molti esponenti della magistratura, non ultimo il procuratore della Cassazione, che aveva chiesto "una riforma organica" del processo penale.

"La norma sulla prescrizione è nel ddl Anticorruzione e approderà in Aula la prossima settimana. Resta lo stop dopo la sentenza di primo grado, entrerà in vigore con la riforma del processo penale il prossimo anno", ha precisato Bonafede. Il vicepremier Matteo Salvini ha confermato l'accordo trovato dalla maggioranza "ma solo con tempi certi" per la conclusione dei processi: "La mediazione è stata positiva, accordo trovato in mezz'ora. Voglio tempi brevi per i processi. In galera i colpevoli, libertà per innocenti", ha detto al termine del vertice. "La norma sulla prescrizione sarà nel ddl ma entra in vigore da gennaio del 2020 quando sarà approvata la riforma del processo penale. La legge delega, che scadrà a dicembre del 2019, sarà all'esame del senato la prossima settimana", ha aggiunto il vicepremier.

Positivo il giudizio di Giulia Bongiorno, il ministro della P.A. che aveva bocciato l'emendamento dei 5 Stelle che riformava la prescrizione. Questo accordo "permetterà di creare un sistema armonico. L'accordo è per noi positivo. Si farà una legge delega sul processo penale con tempi certi: entro dicembre 2019 ci sarà questa legge. Intanto ci sarà l'approvazione del ddl Anticorruzione con la norma sulla prescrizione che entrerà in vigore il prossimo anno".

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Intanto, chiamate a decidere se allargare il perimetro del ddl anticorruzione, nel corso della seduta delle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia le opposizioni fanno melina, in particolare Fi e Pd. Enrico Costa di Forza Italia punta il dito contro Bonafede (impegnato al vertice di Palazzo Chigi) accusandolo di disertare il confronto con la Commissione. Roberto Speranza di Liberi e Uguali parla di "colpo di mano": "E' una materia che stravolge l'assetto dell'ordinamento giuridico di questo Paese - sottolinea -. Credo che una delegazione di tutte le opposizioni alla fine di questa Commissione debbano recarsi dal presidente Fico e porre questo tema. Chiedo che non si proceda sull'allargamento di questo perimetro". Dall'Anm, il presidente Francesco Minisci, ospite di Agorà su Raitre, lancia invece l'allarme: "Se si pensa solo alla sospensione del decorso della prescrizione dopo la sentenza di primo grado si fanno più danni" denuncia il presidente dell'associazione nazionale magistrati. "Noi siamo d'accordo alla sospensione dopo il primo grado ma non se resta un provvedimento isolato", spiega Minisci, ribadendo la posizione dell'Anm.
 

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