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Martedì, 18 Giugno 2024
La sfida

Primarie Pd: i programmi di Stefano Bonaccini ed Elly Schlein a confronto

Si vota domenica 26 febbraio. La mozione "Energia popolare" contro "Parte da noi". Lavoro, diritti, tasse, le idee di partito e di Paese: cosa propongono i due candidati per la guida del Partito democratico

Stefano Bonaccini ed Elly Schlein si sfidano alle primarie del Partito democratico in programma domenica 26 febbraio 2023. Sono gli unici due candidati rimasti nella corsa alla segreteria nell'era post Enrico Letta, dopo che Gianni Cuperlo e Paola De Micheli sono risultati rispettivamente terzo e quarta per numero di preferenze ottenute nel voto nei circoli. I dati dei congressi di circolo (150mila votanti in tutte le regioni) vedono Bonaccini nettamente in testa con il 52,87% delle preferenze e Schlein seconda con il 34,88%. Più staccati gli altri due sfidanti: Cuperlo ha raccolto il 7,96% dei voti, De Micheli il 4,29%.

Solo i primi due, dunque, hanno avuto accesso al voto di domenica, aperto a tutti e con l'incubo affluenza, dopo il flop alle politiche del 25 settembre 2022 e una certa costante disaffezione del "popolo di sinistra": se ai gazebo dovessero presentarsi meno di un milione di persone, sarebbe difficile parlare di successo. Il governatore dell'Emilia-Romagna, in ogni caso, parte favorito. Ma cosa propongono Bonaccini e Schlein? Qual è la loro idea di partito e di Paese? E il lavoro, i diritti, le tasse, l'ambiente, le pensioni? Di seguito, un confronto tra i programmi dei due candidati alle primarie del Pd 2023, punto per punto (qui e qui si possono scaricare in versione integrale-Pdf).

Il programma di Stefano Bonaccini alle primarie Pd 2023

"Ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno". La mozione di Bonaccini, intitolata "Energia popolare", comincia con questa frase di Enrico Berlinguer. E nei suoi 18 punti si concentra prima di tutto sulla ricostruzione del rapporto con gli elettori e con gli iscritti. Per farlo, il governatore dell'Emilia-Romagna propone, tra le altre cose, referendum vincolanti tra tutti gli iscritti sulle grandi scelte, una scuola di politica per formare la nuova classe dirigente e per ascoltare le sue proposte, e corsi per i nuovi amministratori locali. Bonaccini propone un finanziamento sul modello europeo e microdonazioni. Fra le sue proposte, si legge che "serve un finanziamento pubblico per non lasciare la politica solo ai privilegiati, nella più totale e rigorosa trasparenza e tracciabilità, con lo strumento delle fondazioni. Servirà stimolare la comunità democratica sul 2×1000, sul crowdfunding - la raccolta fondi trasparente online aperta a tutti -, e sulle donazioni, con un meccanismo che premi i territori e le federazioni".

Lavoro, cuneo fiscale e stipendi

Capitolo lavoro. Bonaccini introduce le sue proposte parlando di "politica per la crescita" e "nuova agenda": industria 4.0, formazione, incentivi al "reshoring" (il rientro in patria delle aziende che in precedenza avevano delocalizzato, ndr) e "infrastrutture produttive per i nostri distretti". Per realizzare questi progressi, propone un patto tra politica e parti sociali per rimettere al centro il lavoro e la questione salariale, rafforzando la contrattazione collettiva e detassando gli aumenti per i lavoratori. Per i settori non coperti dalla contrattazione si introdurrebbe il salario minimo legale.

Primarie Pd 2023: chi vince tra Bonaccini e Schlein

E ancora: taglio strutturale del cuneo contributivo almeno del 10% per tutti e del 30% per i giovani in ingresso nel mercato del lavoro. Via i tirocini extracurricolari e sostegno all'apprendistato come canale privilegiato di ingresso nel lavoro dipendente. Ulteriore stretta su finte partite Iva e collaborazioni e contrasto alle pratiche di subordinazione imposte da progresso tecnologico e algoritmi. Una legge sul caporalato per contrastare lo sfruttamento e investimenti per la sicurezza sul lavoro. Nel programma di Bonaccini ci sono anche interventi per il lavoro autonomo, di cui si punta a rafforzare le tutele. E poi investimenti nella formazione: l'introduzione di un sistema di formazione permanente di massa, di un "reddito di formazione" e la riforma del reddito di cittadinanza. Nel suo programma si parla anche di parità salariale tra uomini e donne, e di congedi parentali - obbligatori e facoltativi - prevedendo che siano "ben retribuiti e uguali per entrambi i genitori".

Bonaccini propone un taglio strutturale del 30% dei contributi previdenziali per le assunzioni a tempo indeterminato al Sud. Nel suo programma ci sono anche 300mila nuovi lavoratori nelle pubbliche amministrazioni del Mezzogiorno e la piena attuazione delle cosiddette "zone economiche speciali (Zes)", per attrarre aziende nel Mezzogiorno con misure specifiche di vantaggio fiscale e semplificazione amministrativa.

Tasse e pensioni

Le tasse? Bonaccini propone di semplificare il fisco con "un'unica imposta" che sia "realmente progressiva" e che tocchi "tutti i redditi" per favorire l'uguaglianza, "superando i troppi regimi speciali esistenti, favorendo i pagamenti elettronici, chiedendo di pagare anche alle multinazionali", ma anche di aumentare la tassazione "sulla rendita e sulla ricchezza". Sulla previdenza, Bonaccini punta a ripristinare l'opzione donna e a introdurre una "pensione di cura" che riconosca i periodi di cura svolti dalle donne. E poi una pensione contributiva di garanzia per i giovani che valorizzi i periodi di formazione e il riscatto agevolato della laurea.

Scuola, sanità e ambiente ("60 milioni di alberi in più")

Per quanto concerne la scuola pubblica, Bonaccini parla di servizi educativi da 0 a 6 anni universali e gratuiti. Obbligo scolastico a 18 anni, potenziamento del diritto allo studio. Il suo programma prevede anche un piano di edilizia scolastica per migliorare la sicurezza nelle scuole. Valorizzazione degli insegnanti e del personale scolastico, a partire dall'adeguamento retributivo e dalla cura verso le condizioni di lavoro. Bonaccini parla di 5 miliardi in più sul sistema sanitario nazionale per riportare la spesa sanitaria stabilmente oltre il 7% del Pil, "garanzia dei livelli essenziali di assistenza in tutto il territorio nazionale". Vorrebbe anche un investimento sul personale, il superamento del numero chiuso nelle facoltà di medicina e la valorizzazione delle figure professionali, con un maggior utilizzo dei medici di medicina generale e il potenziamento della rete di servizi territoriali.

Chi può votare alle primarie Pd

E veniamo all'ambiente. Bonaccini propone una legge nazionale per la protezione del clima e un piano nazionale di riforestazione. Punta a 60 milioni di alberi in più, uno per ogni cittadino. Investimenti nelle rinnovabili e massima diffusione delle comunità energetiche, oltre al sostegno alle imprese che riducono le emissioni. Bonaccini non è invece a favore dell'attuale tecnologia del nucleare. Nel programma ci sono anche una legge che promuova la rigenerazione urbana e un grande "piano nazionale di resistenza e resilienza per la cura e la protezione del territorio". Per quanto riguarda i rifiuti, il governatore dell'Emilia-Romagna propone di massimizzare la raccolta differenziata per i cittadini e di creare nuove filiere d'impresa in chiave di sostenibilità. Vuole inoltre chiudere le infrazioni aperte in materia di scarichi e di qualità dell'aria e potenziare le infrastrutture della mobilità sostenibile nazionali e del trasporto pubblico locale. E poi pensa a un piano sulla conservazione dell'acqua, per prevenire e contrastare la siccità.

Il tema dei diritti

Nel suo programma, il candidato alle primarie del 26 febbraio contro Elly Schlein parla anche di tutela dei diritti delle donne, partendo dalla prevenzione a scuola. Tutela della comunità LGBTQI+: matrimonio egualitario, riforma del sistema delle adozioni, garanzia del diritto all'identità di genere, tutela delle persone intersessuali. Bonaccini vorrebbe introdurre lo ius soli e lo ius scholae per avere la cittadinanza italiana. E poi c'è la tutela dei diritti dei migranti e dei richiedenti asilo: "Passare dall'emergenza al governo di flussi programmati, con l'istituzione di un'agenzia di coordinamento delle politiche migratorie", scrive Bonaccini.

Il candidato menziona anche l'allestimento di corridoi umanitari, che poggi su un "sistema di accoglienza e integrazione (SAI)" diffuso sul territorio e ancorato al mondo delle associazioni. E "stop alla criminalizzazione delle ong". Nel programma di Bonaccini c'è anche il "diritto alla dignità per l'ultima ora", per garantire "la libertà di auto-determinazione, per un fine vita di dignità, con la famiglia e in alleanza coi medici, tutelando il diritto di ciascuno di scegliere per la propria persona, non per pratiche clandestine o espatri forzati".

Il programma di Elly Schlein alle primarie Pd 2023

Tra lavoro, conversione ecologica, fisco, Europa e diritti, ecco invece le proposte presenti nel programma di Elly Schlein, ex vicepresidente della regione Emilia-Romagna, intitolato "Parte da noi". "Non ci serve un partito degli eletti, né un partito delle correnti, ma un partito che dia voce alla sua base, che non abbia timore di consultarla su alcune scelte fondamentali, di investire nella intelligenza collettiva che una comunità larga e plurale esprime. Senza la base, scordatevi le altezze", scrive Schlein. Che vorrebbe cambiare il Pd destinando ai circoli almeno il 30% del 2X1000 del partito, e varando una serie di referendum degli iscritti e dei sostenitori sulle proposte più importanti (come Bonaccini).

Sulle regole interne, Schlein propone che ci sia "incompatibilità tra incarichi di partito e funzioni pubbliche e amministrative, fermando la pratica dei doppi incarichi". Collegata alla riforma del partito, c'è anche la volontà di cambiare le regole del gioco, con una riforma politica: nel suo programma Schlein fa esplicito riferimento all'idea di riformare il sistema elettorale, tornando a lasciar scegliere ai cittadini chi mandare in Parlamento (in caso contrario è necessario, sostiene, che vengano mantenute le primarie).

Lavoro e reddito di cittadinanza

Il lavoro è un punto centrale del programma della candidata dell'ala sinistra alla segreteria Pd. Schlein propone il superamento del Jobs Act renziano, considerato "una frattura con il mondo del lavoro e con i lavoratori". A questo proposito l'intenzione è quella di contrastare la precarietà limitando i contratti a termine, rendendo più conveniente il lavoro stabile, abolendo le forme più precarie come gli stage extracurriculari e gratuiti. Altra intenzione di Schlein è quella di formulare una proposta sul salario minimo, insieme alle altre forze di opposizione. Elly Schlein non si mostra contraria al reddito di cittadinanza, reputato un buono strumento anti povertà. Per questo, propone di recuperarlo e migliorarlo, in base anche alle indicazioni date dal comitato scientifico di valutazione del reddito di cittadinanza guidato dalla professoressa Chiara Saraceno, e ascoltando le proposte di enti locali e delle realtà che in Italia si occupano di povertà.

I diritti civili e il "superamento del patriarcato"

Grande spazio nel suo programma è riservato ai diritti civili, alla lotta alle disuguaglianze e alle discriminazioni. "Dobbiamo batterci per una legge contro l'omobilesbotransfobia, l'abilismo (la discriminazione nei confronti delle persone disabili, ndr) e il sessismo. Vogliamo che il matrimonio sia un istituto aperto a tutte e tutti, con il pieno riconoscimento dei diritti delle famiglie omogenitoriali e la fine della discriminazione subita dalle loro figlie e figli", scrive Schlein. A questo si aggiunge anche la battaglia per lo ius soli, "perché la cittadinanza non sia riconosciuta per sangue".

In tema di diritti delle donne, la candidata alla segreteria dem propone di attuare pienamente la legge 194 "e andare anche oltre, garantendo una percentuale di medici non obiettori in tutte le strutture". E rivendica l'applicazione delle nuove linee guida sulla pillola abortiva Ru486, "che dovrebbe essere accessibile gratuitamente nei consultori". Schlein dichiara di voler superare il patriarcato. "Una sinistra all’altezza delle sfide del presente non può che essere femminista - scrive -. Siamo una società patriarcale in cui le donne subiscono discriminazioni strutturali in ogni sfera di vita. Dobbiamo pensare e realizzare ogni politica pubblica guardando al mondo attraverso un dimensione di genere che assicuri di scrivere ogni politica attraverso lo sguardo delle donne, e non sulle donne".

Ambiente, tasse green e sanità

Il suo programma comincia con questa dichiarazione di intenti: "Giustizia sociale e climatica sono inscindibili. Non si può lottare efficacemente contro le diseguaglianze se non si affronta nello stesso tempo l'emergenza climatica, che ne è insieme concausa ed effetto. E viceversa non si può attuare una vera conversione ecologica senza accompagnare in essa tutta la società, a partire da chi lavora e dalle fasce più fragili e più esposte, per non lasciare indietro nessuno". In ambito green, il programma della deputata, contraria al nucleare, prevede maggiori investimenti sulle energie rinnovabili, sul risparmio energetico e sulle comunità energetiche.

Sul fronte urbanistico, invece, l'idea è quella di varare una legge nazionale sul consumo zero di suolo, a cui si aggiunge l'impegno riguardo a una legge sulla decarbonizzazione che aiuti chi resta indietro. Tra i punti di Schlein c'è anche l'intenzione di varare un piano fiscale "eco-friendly", in grado di azzerare progressivamente i sussidi ambientalmente dannosi e legare le imposte indirette alle emissioni di Co2. In questo modo ci sarebbe una pressione fiscale maggiore se rapportata alle emissioni, con conseguenti premi per chi ha comportamenti virtuosi per l'ambiente.

La sanità è un altro punto essenziale nel programma dell'ex vicepresidente dell'Emilia-Romagna: viene considerata "sottofinanziata" e vittima di un progressivo squilibrio tra pubblico e privato e tra Stato e regioni. Per questo la deputata dem sottolinea come sia necessario sostenere maggiormente il sistema sanitario nazionale, in termini di personale e risorse economiche, riaccompagnandolo ad un ruolo più forte da parte dello Stato.

La politica estera e l'immigrazione

Sui migranti, Schlein sostiene come sia necessario trattare il tema a livello europeo, riformando il trattato di Dublino sulle richieste di protezione internazionale, ma mettendo in atto il principio di solidarietà e di un'equa ripartizione delle responsabilità tra tutti gli Stati Ue. "Non si fa politica sulla pelle dei migranti tenendoli bloccati in mare o nei porti. Servono meccanismi di redistribuzione", ha dichiarato lo scorso gennaio. Per quanto riguarda la politica estera, il sostegno di Schlein alla causa ucraina non è in discussione (così come, d'altra parte, quello di Bonaccini). La deputata dem, tuttavia, ribadisce la necessità che l'Unione europea si faccia portavoce di una soluzione di pace per risolvere il conflitto. Inoltre, sostiene "come sia necessario rilanciare con forza il progetto federalista europeo, per un'Unione più democratica, multilateralista, sociale ed ecologista".

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