Lunedì, 1 Marzo 2021
Politica

Primarie Pd, passano Fassina e Finocchiaro, out Gori e D'Antoni

Solo il 2 gennaio si avranno i risultato ufficiali delle 'parlamentarie' democratiche. Ma i primi risultati sono già certi: il vero boom è per il responsabile economico di Bersani, quel Fassina 'ala sinistra' del Pd

Ce la fanno, e con un pieno di preferenze, Anna Finocchiaro e Stefano Fassina, la prima a Taranto, il secondo a Roma. Bocciato invece in Sicilia l'ex leader della Cisl, Sergio D'Antoni. Sono questi, secondo i primi dati ufficiosi, alcuni dei risultati delle primarie del Pd per la scelta dei parlamentari.

Si è votato in alcune regioni sabato e in altre domeniche. Il voto del primo giorno ha confermato Rosy Bindi a Reggio Calabria, Barbara Pollastrini a Milano, Cesare Damiano a Torino. Insieme a molti volti nuovi, giovani e donne, tra questi l'ex rottamatore Pippo Civati.

E qualche sorpresa: bocciato a Bergamo l'ex dirigente Mediaset Giorgio Gori, vicinissimo al sindaco di Firenze ed ex sfidante di Bersani Matteo Renzi.

I risultati ufficiali dovrebbero essere pubblicati sul sito delle primarie soltanto il 2 gennaio, ma per il momento, secondo i dati ufficiosi che arrivano dalle sedi locali del partito, man mano che viene conteggiato lo spoglio, emerge che avrebbero partecipato un milione di persone, più o meno un terzo di quelle che avevano votato lo scorso novembre per la scelta del candidato a premier del centrosinistra.

A Milano, la candidata più votata sarebbe Barbara Pollastrini ma in generale, a parte alcune conferme, i gruppi parlamentari risulterebbero massicciamente rinnovati rispetto a quelli uscenti grazie all'ingresso di molti dirigenti locali al loro primo accesso in Parlamento. Nel Lazio, dove primeggia Fassina, gli altri candidati dovrebbero essere Umberto Marroni, Marco Miccoli, Matteo Orfini, Micaela Campana, Ileana Argentin e Monica Cirinnà. In Puglia, secondo un primo spoglio, primeggerebbe il deputato uscente Francesco Boccia.

In Lombardia, dietro Civati, arriva un altro segnale significativo di rinnovamento. Sono i trenta-quarantenni a vincere le primarie: Veronica Tentori, ventisettenne, a Lecco; Alan Ferrari a Pavia e Chiara Braga a Como (sotto i quaranta entrambi). Dietro Pollastrini a Milano, arriva un'atra donna: Lia Quartapelle. In Piemonte, dietro Damiano, si classificano Paola Bragantini e Francesca Bonomo (28 anni). Penalizzati i deputati uscenti, si salverebbero solo Stefano Esposito e Anna Rossomando.

In Liguria, primi in classifica sono Lorenzo Basso, segretario regionale, e Mario Tullo, deputato uscente. La prima delle donne è Roberta Pinotti, senatrice uscente. A Imperia vince Donatella Albano, ex consigliere comunale a Bordighera, la prima a denunciare le infiltrazioni della mafia nel suo comune. In Campania, si impongono Antonio Amato (consigliere regionale), Enzo Cuomo (ex sindaco di portici), Fulvio Bonavitacola (deputato uscente), Salvatore Piccolo (deputato uscente). Prime tra le donne, Valeria Valente, Assunta Tartaglione, Angelica Saggese. Conferma per Pina Picierno, deputato uscente, a Caserta. Tra le donne più votate, Stefania Pezzopane, ex presidente della provincia dell'Aquila.

In Umbria, dovrebbero aver ottenuto un posto in lista Gianpiero Bocci, Gianluca Rossi, Giampiero Giulietti, Anna Ascani, il deputato orvietano Carlo Emanuele Trappolino e Nicoletta Valli. In Emilia Romagna sono in testa il renziano Matteo Richetti e la ventottenne Giuditta Pini, segretaria regionale dei giovani del Pd giovani democratici vince a sorpresa. In provincia di Bologna si affermano Andrea De Maria, Claudio Broglia, Sergio Lo Giudice, Paolo Bolognesi. Tra le donne, si segnalano i risultati positivi di Marilena Fabbri, Rita Ghedini, Donata Lenzi e Sandra Zampa. In Emilia, non dovrebbero essere confermati due parlamentari uscenti: Salvatore Vassallo e Paolo Nerozzi.

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