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Lunedì, 6 Dicembre 2021
PRIMARIE PD

Scandalo tessere, le primarie Pd come il Tour di Armstrong: dopate

Reggio Calabria più 315,9%, Matera 304,3%, Napoli 303,0%, Campobasso 293,3%: sono solo alcuni dei dati riguardanti i tesserati Pd in tempo di congresso. E il partito sta implodendo

Stop al televoto? No, stop al tesseramento, sempre che i candidati alla segreteria del Pd siano tutti d’accordo. Tutti e quattro. Dopo il caso Armstrong, imbattibile al Tour e nella speciale classifica di chi si è prodigato ad offendere il ciclismo e lo sport, la piaga del doping si è abbattuta anche in casa dei democratici. E non si tratta né di sangue né di urine, ma di tessere. Troppe, quelle che sono spuntate nelle ultime settimane. Un’impennata anomala di nuovi simpatizzanti, quando la partita congressuale non è che stia esaltando troppo la piazza elettorale. Un po’ come se, improvvisamente, il curling si prendesse gli spettatori di una finale di Champions. E non si fosse alle Olimpiadi. La faccenda puzzerebbe di bruciato (senza offesa per gli amanti delle bocce su ghiaccio). Gli esempi più eclatanti, riportati nel documento di Gianni Principe, membro della commissione garanzia del congresso, sono i dati percentuali di Reggio Calabria (più 315,9%), Matera (304,3%), Napoli (303,0%), Campobasso (293,3%) e Termoli (264,2%).

EPIFANI – Da qui al prossimo lunedì quindi il segretario pro tempore dei dem, Guglielmo Epifani, proverà a convincere Civati e Pittella che la storia delle tessere si deve chiudere. Il segretario ha fatto sua la ‘mozione’ Cuperlo – il primo a chiedere l’alt dei nuovi iscritti –, ha strappato il sì di Renzi, ma deve fare i conti con le resistenze degli altri due. “Abbiamo pensato – ha spiega il segretario democratico – di consentire l'iscrizione fino a sabato e domenica prossimi, in modo tale che chi non ha potuto iscriversi lo possa fare. Si consentirà inoltre di rinnovare la tessera fino all’ultimo momento a chi l'aveva lo scorso anno. Questo è l’orientamento della segreteria, ma è ovvio che ci vorrà il consenso dei candidati. In fondo è una piccola modifica al regolamento”.

Ora, la questione dei nuovi tesserati parrebbe marginale. Anzi, fuor di congiuntivo, con le questioni urgenti di cui si dovrebbe occupare il Pd - almeno per quel che riguarda l’agenda di governo - lo è. Eppure la politica ha le sue dinamiche – ai più incompressibili e decisamente marginali – che spesso nascondono questioni di potere. Che in questo caso sono regolate dal metodo, quello scelto per la partita congressuale: prima il basso, i circoli e i congressi provinciali, poi il voto degli iscritti per la prima scrematura dei candidati, poi, infine, le primarie vere e proprie per la segreteria, l’8 dicembre, per l’Immacolata.

E così, fino ad oggi, 320mila iscritti hanno chiuso la partita per 88 congressi provinciali. Al netto delle polemiche tra Cuperlo e Renzi su chi si è accaparrato più ‘distretti’ – polemica davvero sterile, noiosa e falsa, visto che in almeno 14 casi le due sponde rivali si sono accordate su un candidato unico (della serie, di cosa stiamo parlando) – la partita vera inizia ora. Non c’è di mezzo solo l’eliminazione di un candidato, visto che il regolamento contempla solo tre candidati ufficiali alla sfida dell’8, e quindi la guerra fratricida tra Civati e Pittella. Di mezzo c’è una questione nella questione: con chi sta il partito tra Renzi e Cuperlo.

Attenzione, non chi vincerà le primarie (per quello la pratica sembra totalmente ad appannaggio del sindaco di Firenze). Ma sulla classifica di gradimento dei candidati che decreterà da qui al 24 novembre la pancia dei dem, gli iscritti al partito appunto. Che di per sé non vuol dir niente, e vuol dir tutto. Cuperlo sa già – in primis lo sa D’Alema – che è troppo il terreno da recuperare su Renzi in campo aperto, dentro al giochino delle primarie aperte, dove bastano due euro per mettersi in fila ai gazebo. Dove non conta l’appartenenza.
Per questo punta ad essere il più amato tra le mura di casa.

Perché un conto è perdere nella somma degli affezionati e delle crocette una tantum, con gli affezionati che fanno il tifo per te, un conto è perdere e basta. È un po’ come essere il giocatore più acclamato della curva. E domani, dar conto al segretario, del peso di questo amore. La battaglia sulle tessere, che sono salite a 620mila sta tutta qua. Con i bersaniani, che stanno con Cuperlo, ad accusare i renziani di aver portato in casa un po’ tutti pur di non concedere questo primato al delfino di D’Alema.

RENZI – Da qui la richiesta di Cuperlo: stoppare, temporaneamente, l’emorragia delle tessere. Almeno fino alle primarie. Con Renzi, zitto fino a ieri (e che ha pubblicato un editoriale sul bimestrale della fondazione dalemiana ‘ItalianiEuropei’ sul ruolo dei sindaci nel mondo – della serie prove di disgelo con il mio miglior nemico) ha dato il suo via libera: “Grazie a simpatiche intuizioni di alcuni comitati elettorali, siamo piombati nella discussione sulle false tessere, spinti da un irrefrenabile desiderio di tornare a litigare sulle regole e fare la conta, fasulla, sui segretari provinciali. Perché, sì, dai, facciamoci del male: un atteggiamento che in casa PD conosciamo bene, ma che dall'8 dicembre finalmente cambierà. Per me il confronto vero non può essere su questi temi. Non sono intervenuto fino ad oggi, non lo farò adesso: quello che decide il segretario Epifani mi sta bene. Punto. Vogliono bloccare il tesseramento, come propone Cuperlo? Lo blocchino, nessun problema. Accetto le proposte altrui, le decisioni altrui, le regole altrui. L'importante è che finalmente il PD torni a discutere di questioni concrete. Chiarito questo, possiamo tornare a fare politica? Grazie”.

CIVATI – Da Palazzo Vecchio, via Facebook, è arrivato il semaforo verde alla proposta Cuperlo-Epifani. Per Pippo Civati, invece, il semaforo è rosso fuoco: “Epifani, Cuperlo e Renzi sono d’accordo per fermare il tesseramento. Proposta tardiva e insufficiente. Le irregolarità si sono consumate nelle scorse settimane trentaquattro federazioni su centodiciotto, ovvero quasi una su tre, non hanno fornito dati sul tesseramento e sono da considerare, quindi, irregolari”. Da qui la proposta: “Sanzionare il tesseramento selvaggio, senza penalizzare chi intende aderire al partito democratico genuinamente e neppure le federazioni che si sono comportate correttamente”. Con un di più, eliminare la scrematura del 24 novembre: della serie, tutti ammessi alle primarie. Una proposta che Epifani ha già rispedito al mittente.

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