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Domenica, 23 Gennaio 2022
PRIMARIE PDL

Primarie Pdl, c'è la data ufficiale: 16 dicembre

Le primarie del Pdl si svolgeranno in un turno unico il prossimo 16 dicembre. Lo riferisce ai cronisti l’ex ministro Maurizio Sacconi

ROMA - Le primarie del Pdl si svolgeranno in un turno unico il prossimo 16 dicembre. Lo riferisce ai cronisti l’ex ministro Maurizio Sacconi, lasciando la riunione del tavolo tecnico del partito a Via dell’Umiltà a Roma.

La decisione è arrivata dopo il vertice di Palazzo Grazioli tra il segretario Angelino Alfano e Silvio Berlusconi, tenutosi ieri a Roma, che non era bastato a sciogliere il nodo delle primarie nel Popolo della Libertà.

"Faremo le primarie il 16 dicembre come già annunciato lo scorso ottobre", ha spiegato il segretario del Pdl, Angelino Alfano, rientrando a via dell'Umiltà per proseguire il confronto con i coordinatori regionali e provinciali del partito.

A chi gli chiede se la stessa data vale anche per le primarie a livello locale, Alfano risponde: "Di questo non abbiamo parlato. Abbiamo stabilito le primarie a livello nazionale, non mi sembra poco".

Ha vinto, quindi, la linea del segretario Pdl, per il quale spostare più in là la data delle primarie sarebbe stato troppo rischioso e avrebbe dato più tempo a chi vorrebbe cercare di mandare all'aria la competizione. Il lungo, e pare piuttosto serrato, incontro di ieri sera tra Silvio Berlusconi e l'ex Guardasigilli non era bastato, infatti, a sciogliere definitivamente il nodo. La soluzione è arrivata solo nel primo pomeriggio, dopo il nuovo scossone giudiziario che ha visto il finanziere Alessandro Proto, uno dei candidati alle primarie Pdl, indagato dalla procura di Milano per truffa e aggiotaggio.

Due erano le ipotesi al vaglio del centrodestra: 16 dicembre o 13 gennaio. Sulla prima, quella appoggiata dal partito, restano comunque molte incognite. Organizzare in meno di 20 giorni primarie in tutta Italia e in un'unica giornata è impresa che molti a via dell'Umiltà considerano praticamente impossibile. E questo, sebbene i colonnelli ex An (Meloni esclusa, grandi fautori della candidatura di Alfano) abbiano garantito che c'è la possibilità di riuscire, anche in un lasso di tempo così ristretto, a portare ai gazebo un milione di persone. Ma i calcoli non tornano, soprattutto se si guarda alla pecunia. I famosi "conti della serva", per capirsi, dicono che solo per votare a Milano servono 70mila euro. Che non ci sono.

Il "compromesso" che sarebbe stato trovato tra la fazione dei dubbiosi e quelli del "non si può tornare indietro" puntava a far slittare la consultazione al 13 gennaio, almeno per semplificare le questioni organizzative. Si trattava di una data effettivamente parecchio a ridosso del probabile scioglimento delle Camere e dunque dell'avvio ufficiale della campagna elettorale.

 

 

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