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Giovedì, 22 Febbraio 2024
Verso le nuove elezioni

Cosa succederà con il nuovo governo? Il caos in Lombardia non è incoraggiante

La Lega chiede le dimissioni di Moratti: tra il presidente della Lombardia Attilio Fontana e la sua vice è "guerra" aperta

Il governatore delle lombardia Attilio Fontana avrebbe chiesto le dimissioni della sua vice Letizia Moratti dopo che quest'ultima ha confermato la disponibilità a candidarsi alle prossime elezioni regionali. "L'ho convocata e ci vedremo nel mio ufficio questa sera" ha detto Fontana: "Bisogna che si si capisca se vuole essere ancora parte della nostra squadra o se vuole fare parte di un'altra squadra".

"Se intende partecipare a un'altra avventura diversa dalla nostra, non potrà amministrare al nostro fianco, questo mi pare evidente".

Il voto nei primi mesi del 2023 agita il centrodestra

La Lombardia così come il Lazio saranno i primi banchi di prova elettorali della nuova compagine governativa. Nei primi mesi del 2023 si terrenno infatti le elezioni regionali per il rinnovo - a scadenza di mandato - della giunta regionale lombarda e della giunta laziale dopo l'elezione del governatore Zingaretti in Parlamento alle ultime elezioni politiche. Se a Roma la partita è tutta nelle mani di M5s e Pd chiamati a trovare le basi di una nuova alleanza per sfidare Fratelli d'Italia, a Milano si assiste alla guerra fratricida all'interno del centrodestra. 

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Ad accendere la miccia è stata Moratti, chiamata a ricoprire il ruolo di assessore al Welfare nel periodo più difficile del covid: "Sono stata chiamata dal presidente Fontana e ho accettato per responsabilità e amore per la mia regione, con l'impegno parallelo di un passaggio di testimone a fine legislatura. Ho lavorato e lavoro coerentemente a quell'impegno ma coerentemente a quelle indicazioni ho costruito anche una rete civica", ha detto intervistata su Rai Tre da Marco Damilano.

Parole a cui Fontana ha prontamente risposto chiedendo alla sua vice "un chiarimento netto e definitivo", perché "una cosa è far politica, un'altra giocare sull'onorabilità delle persone e amministrare senza sapere da che parte si voglia stare: con noi o contro di noi".

I rapporti tra i due sembrano dunque essere ormai ai 'ferri corti'. Non è la prima volta che l'ex presidente della Rai e sindaco di Milano si dice pronta a scendere in campo per la Lombardia: "La mia non è un'autocandidatura ma una disponibilità", precisa ribadendo il suo no a eventuali incarichi ministeriali dei quali si era parlato dopo le recenti elezioni. "Sarei onorata ma non accetterei. Penso di poter dare un maggior valore aggiunto qui nella mia regione. Spero - afferma - di poter contribuire a un posizionamento della mia regione, che è anche motore del Paese dal punto di vista economico e di innovazione. Aiutare la Lombardia vuol dire servire il Paese. Credo da parte mia sia più corrente continuare".

Il botta e risposta tra Moratti e Fontana

I giorni passano e lo stallo continua. "Ho detto in maniera leale e coerente che aspetto una decisione dal centrodestra che penso debba essere definitiva, naturalmente dopo la formazione dell'esecutivo", ribadisce Moratti, che per la prima volta però esce allo scoperto, rivelando di avere un suo progetto in mano. "Ho lavorato anche a una rete civica che ho costruito ascoltando diversi mondi, dall'industria al terzo settore, per costruire un programma", sottolinea. Quasi un ultimatum, che fa scattare la reazione del governatore Fontana. "Contrariamente a quanto da lei affermato - ribatte il governatore lombardo - non ho mai promesso a nessuno un passaggio di testimone al termine del mio mandato. È una prerogativa dei partiti, allora come oggi. Non era né allora né oggi nella mia disponibilità. Come tutti sanno non sono cariche ereditarie. Quindi non è molto chiaro quale spirito di servizio invochi se la condizione era quella di essere nominata vicepresidente e anche candidata presidente. Non mi è chiaro dove sia il senso di responsabilità".

Storie tese tra Fontana e Moratti: il risiko elettorale spacca la destra 

Fontana si dice inoltre sorpreso "che Letizia Moratti non dichiari di aver votato domenica per il centrodestra", dal momento che interpellata al riguardo dal giornalista Damilano la vicepresidente lombarda si sia limitata a dire che "ha votato perché è un dovere". Il tempo del fair play sembra dunque finito. Qualcuno, avverte Moratti, è già pronto a riservarle il proprio appoggio: "C'è stato chi me lo ha chiesto (di candidarmi ndr) ma, per riservatezza istituzionale, fino a che il centrodestra non chiarirà la sua posizione non dirò chi". La Lega, che nei giorni scorsi ha ribadito con il segretario Matteo Salvini il sostegno a Fontana, tira dritto.

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