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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Le notti di Arcore / Milano

Processo Ruby, Berlusconi: nessun festino. "Erano spettacoli teatrali"

Tra lo stupore generale, l'ex premier decide di assistere. E' imputato per concussione e prostituzione minorile

E alla fine arriva Silvio. Tra lo stupore dell'aula in cui, nel Palazzo di Giustizia di Milano, si sta tenendo l'udienza sul caso Ruby, ad assistere alle testimonianze è arrivato Silvio Berlusconi. L'ex premier, che nel processo è imputato per concussione e prostituzione minorile, ha quindi deciso di andare di persone ad ascoltare i racconti sulla vicenda di Pietro Ostuni e Giorgia Iafrate, funzionari di Polizia presenti in questura a Milano nella notte tra il 27 e il 28 maggio 2010. La famosa notte in cui Ruby venne fermata per un furto e l'allora premier si fece in quattro, con diverse telefonate, per chiedere l'affidamento della ragazza, allora minorenne, a Nicole Minetti, consigliere regionale Pdl.

La telefonata - "Mi disse che c'era una ragazza in questura che gli era stata segnalata come nipote di Mubarak. E che sarebbe arrivata la consigliera regionale Nicole Minetti per farsi carico della situazione per l'affidamento". Così ha spiegato Pietro Ostuni, capo di gabinetto, raccontando la telefonata ricevuto la sera del 27 maggio. Da lì, l'accelerazione per il rilascio di Ruby e l'affidamento da Nicole Minetti "tra le 2 e le 2,30" mentre la famiglia fu contattata solo "verso le 4 del 28 maggio". 

"Ruby nipote di Mubarak" - "E' la nipote di Mubarak". Così Berlusconi provò a convincere gli agenti in turno quella sera ad affidare Ruby alla Minetti. Ma le dichiarazioni di Giorgia Iafrate, ascoltata come teste, riferiscono che "fu Ruby a dirmi di non essere la nipote di Mubarak ma che a volte si spacciava come tale. Stando quindi alle spiegazioni fornite dall'agente Iafrate, era chiaro "fin da subito" che Ruby non fosse la nipote dell'allora presidente egiziano, tanto che "non ci fu nemmeno il bisogno di attivare il canale diplomatico".

Berlusconi: "Difendo le ragazze" - In una pausa del processo, Berlusconi ha spiegato ai cronisti la sua presenza in aula e il suo coinvolgimento nella questione: "Mantengo queste ragazze" ha spiegto l'ex premier "perchè hanno avuto la vita rovinata da questo processo inutile. E' tutta un'operazione mediatico-giudiziaria contro l'allora presidente del Consiglio e contro il governo da me rappresentato".

Le cene - Quanto ai 'festini', l'ex premier ha spiegato si essere "sempre stato corretto. Queste ragazze hanno la sola colpa di essere venute a casa mia per delle cene normali dove a volte, alla fine, c'erano degli spettacolini teatrali. Erano gare di burlesque". E sulla presunta parentela di Ruby con Mubarak, Berlusconi ha spiegato che "la storia della ragazza era assolutamente strappalacrime ma quando poi appresi che si trattava di marocchina e non egiziana, non ho voluto più saperne".

"Donne esibizioniste" - Nella sua lunga giornata di difesa mediatica, Berlusconi conferma i travestimenti nella discoteca privata di Villa San Martino, precisando però che "erano gare di burlesque". Alcune donne si travestivano da "infermiera o poliziotta", ma il tutto all'insegna della "simpatia, gioiosità, divertimento". in fondo, spiega l'ex premier, "le donne sono esibizioniste per loro natura e alcune lavorando nello spettacolo lo erano ancora di più". Quanto ai vestiti indossati durante gli "spettacolini di burlesque", il premier ha spiegato che erano "un regalo di Gheddafi". 

 

 

 

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