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Martedì, 17 Maggio 2022
Processo Ruby / Milano

Processo Ruby, Fede e le feste 'hard': "Minetti mai nuda"

L'ex direttore del Tg4 ascoltato come testimone al processo Ruby: "Non ho portato io la ragazzina marocchina alle feste. La sua data di nascita contraffatta

Emilio Fede ha dato la sua verità sulle feste ad Arcore testimoniando al processo Ruby in cui Silvio Berlusconi è imputato di concussione e prostituzione minorile. Una testimonianza che prova a scagionare l'ex premier ma soprattutto se stesso.
 
"Ad Arcore né trasgressioni né toccamenti". Rispondendo a una domanda dell'avvocato 'di casa Berlusconi', Niccolò Ghedini, l'ex direttore del Tg4 ha negato di aver mai visto Nicole Minetti denudarsi mentre ballava.

IL REGGISENO VOLATO VIA. "Erano cene, occasioni conviviali normali. Una volta a una ragazza volò via il reggiseno mentre ballava, Berlusconi disse ai camerieri di darle qualcosa per coprirsi" ha raccontato Fede.

"Una volta che ero a cena al ristorante Da Giannino con Lele Mora un signore che si occupa di casting mi disse di aver visto i documenti di Ruby con la data di nascita contraffatta", ha aggiunto Fede.

SU RUBY. L'ex direttore del Tg4 ha spiegato inoltre di non essere stato lui a portare la ragazza marocchina nella residenza dell'ex premier. A Fede la difesa ha rivolto domande sulla presenza alla cena del 22 agosto 2010 di Ambra Battilana e Chiara Danese, poi costituite parte civile contro di lui nel processo Ruby2.

"La battuta 'cibo suo' tra me e Berlusconi sulle due ragazze è diventato un fatto sessuale. La verità è stata cancellata perché l'agente delle due ragazze Davide Salemi si è avvalso della facoltà di non rispondere. Una delle due, non ricordo se l'una o l'altra, dopo lo scandalo mi telefonò per dire: 'Ha visto quello che è successo, noi abbiamo dato quell'immagine, ci sarebbe bisogno di un risarcimento".


BUNGA BUNGA. Il termine "bunga-bunga l'ho sentito pronunciare ad Arcore e l'ho interpretato come un qualcosa inerente alle danze africane". Il giornalista, sentito come imputato di reato connesso, ha precisato di aver vissuto per sette anni in Africa e che bunga-bunga "era un suono gutturale africano che si fa durante le danze".

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