Video Salvini-Mussolini, studenti in sit-in per la prof sospesa. Il sindaco Orlando: "Clima repressivo"

Gli aggiornamenti sul caso della prof di italiano di un istituto di Palermo sospesa per 15 giorni dall'insegnamento per non aver vigilato sul lavoro di alcuni suoi alunni che in una videoproiezione hanno accostato le leggi razziali al decreto sicurezza

Perché un prof dovrebbe essere responsabile di quello che pensano i suoi alunni, giusto o sbagliato che sia? E in ogni caso: da quando pensare è diventato un reato? Restano queste le domande dopo il caso di Palermo dove Rosa Maria Dell'Aria, docente dell'Iti Vittorio Emanuele III è stata sospesa per 15 giorni dall'insegnamento per non avere vigilato sul lavoro dei propri alunni che in una videoproiezione hanno accostato le leggi razziali al decreto sicurezza del ministro dell'Interno Matteo Salvini.

Oggi il vicepremier ha espresso il desiderio di incontrare la professoressa e i suoi studenti: "Giovedì prossimo sarò a Palermo a testimoniare la lotta alla mafia e per onorare la memoria del giudice Falcone e dei caduti della strage di Capaci. Sono sicuro, e ne sarei felice, che ci sarà anche modo di incontrare la professoressa Rosa Maria Dell'Aria, che mi auguro possa tornare quanto prima al suo lavoro a scuola, e gli studenti di quella scuola per spiegare cosa sto facendo per la sicurezza del mio Paese e la distanza abissale tra le mie idee e progetti e le leggi razziali del periodo fascista".

Le senatrici a vita Liliana Segre e Elena Cattaneo hanno invitato la Professoressa e i suoi alunni a Palazzo Madama in segno di solidarietà. "Insieme saremo felici di riflettere del valore della memoria e della sua attualizzazione che, pur nella semplificazione che può esservi stata, autonomamente e meritoriamente i ragazzi hanno fatto".

"Sono del tutto incomprensibili le ragioni che, stando alle notizie di oggi, vedono gli organi di polizia entrare nella scuola per 'ricostruire l'accaduto'. Alla ferita democratica inferta da una articolazione dello stato deputata all'ordine pubblico che entra in una scuola per interessarsi di un lavoro didattico frutto della libera elaborazione di alcuni studenti nell'ambito delle attività per il Giorno della Memoria vorremmo rispondere con l'invito che rivolgiamo alla Prof.ssa e ai suoi alunni presso il Senato per accoglierli nel cuore dell'istituzione repubblicana che sulla costituzione e i suoi valori trova il suo fondamento".

Decreto sicurezza come le leggi fasciste?

Tutto ha origine con un "compito" assegnato in occasione della Giornata della Memoria quando la prof di italiano ha chiesto ai suoi alunni di preparare delle slide, da proiettare in aula magna, che toccassero il tema delle leggi razziali. Alcuni di questi alunni hanno accostato le leggi razziali del 1938 al Decreto Sicurezza di Salvini, e le slide sono state poi proiettate senza che la prof le supervisionasse. La notizia è trapelata tramite i social dove la sottosegretaria leghista Lucia Bergonzoni riprende la segnalazione arrivata da un attivista di destra che aveva denunciato l'accaduto al ministro dell'istruzione.

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Passano i mesi e dopo l'ispezione ministeriale la prof viene sospesa per "omessa vigilanza" e nell'istituto compare anche la Digos che interroga nuovamente i ragazzini di 14 anni.  Oggi gli studenti si mobilitano e puntano il dito contro "le continue intimidazioni a studenti e professori inflitte dal Governo".

Palermo, gli studenti: "Minata la libertà di pensiero e critica"

"Non è la prima volta che, con Salvini al governo, in Italia si verificano censure - dicono gli organizzatori del presidio - basti pensare a ciò che in tutto il Paese sta avvenendo con i lenzuoli che apertamente lo criticano. E soprattutto non è la prima volta che viene intimidito il mondo della scuola e minata la libertà di parola, pensiero e critica".

Intanto il caso è approdato all'Assemblea regionale siciliana. Il Movimento 5 Stelle, infatti, interviene con un'interrogazione, primo firmatario il deputato Giovanni Di Caro (vice presidente della commissione Cultura), e chiede gli atti ispettivi e il video 'incriminato'.

Ecco il video realizzato dagli studenti di Palermo in occasione della Giornata della Memoria

"Il contenuto ritenuto lesivo della dignità del ministro - scrive Di Caro nell'interrogazione, rivolta al presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, e all'assessore regionale dell'Istruzione e della Formazione professionale, Roberto Lagalla - sarebbe stato realizzato in autonomia dagli studenti, in piena libertà di coscienza e in virtù dell'art. 21 della Costituzione che sancisce la libera manifestazione del proprio pensiero".

"Nel nostro ordinamento vige inoltre una speciale protezione della suddetta libertà, ribadita nel Testo unico delle disposizioni legislative in materia d'istruzione, dove viene richiamato il rispetto della coscienza morale e civile degli alunni. Ho il timore che la libertà degli studenti sia stata colpita, violando la Costituzione".

Nell'interrogazione il pentastellato chiede a Musumeci e Lagalla se "siano a conoscenza di quanto esposto e se ritengano che i provvedimenti adottati dall'Ufficio scolastico provinciale di Palermo siano congrui alla violazione rilevata di mancata vigilanza o se ci siano degli altri elementi che motivino simili provvedimenti". Per Di Caro "gli uffici dovrebbero interferire meno con la didattica e la libertà di insegnamento e preoccuparsi piuttosto del funzionamento delle strutture o dei permessi accordati con la legge 104: su queste cose ci sarebbe davvero tanto da dire".

Il sindaco di Palermo Orlando: "Clima repressivo"

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Oggi la Giunta comunale di Palermo ha aderito alle iniziative di solidarietà. Il sindaco Leoluca Orlando ha dato mandato al webmaster del Comune di pubblicare il video in homepage, accompagnato dalla frase: "La scuola, con i suoi docenti, il suo personale e i suoi studenti è una parte essenziale della nostra città e della nostra comunità. La scuola è il luogo non soltanto fisico nel quale costruire il futuro. L'Amministrazione comunale e tutta la città sono grate agli studenti e a chi li accompagna nel percorso di crescita; un percorso di consapevolezza e cittadinanza attiva".

Video pubblicato anche dall'ex presidente del Senato Pietro Grasso.

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