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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
L'intervento

Stato di emergenza, il Pd chiede la proroga

"Dobbiamo tenere la guardia alta" spiega il segretario del partito democratico Enrico Letta

"Se per mantenere la situazione migliore rispetto agli altri Paesi europei è necessario prorogare lo stato di emergenza, noi siamo a favore della proroga". Lo ha detto il segretario del Pd Enrico Letta, a margine dell'iniziativa del gruppo dell'alleanza progressista dei democratici e dei socialisti al Parlamento Europeo, rispondendo ai giornalisti sulla proroga dello stato di emergenza.

"Vogliamo mantenere una situazione migliore, grazie alle regole che abbiamo applicato. Non ho alcun dubbio sul fatto che in questo momento tutti i messaggi che arrivano dal resto d'Europa ci dicono che dobbiamo tenere la guardia alta - ha aggiunto Letta - ci dicono che l'Italia, grazie a come hanno affrontato, il governo e tutto il nostro Paese, la questione pandemica, lo sforzo della campagna vaccinale in questi mesi, oggi sia in una situazione migliore rispetto agli altri Paesi europei. Noi vogliamo mantenere questa situazione migliore, non vogliamo semplicemente raggiungere gli altri Paesi europei con due settimane di ritardo rispetto alla crisi che stanno vivendo. Il governo lo appoggeremo nelle scelte che farà. Se valuterà, dati alla mano, che è necessario prorogare lo stato d'emergenza, avra' sicuramente il nostro sostegno, proprio perche' non vogliamo raggiungere con due settimane di ritardo gli altri Paesi nella crisi nella quale si trovano: vogliamo rimanere nella situazione migliore rispetto agli altri".

Il segretario del Pd è tornato anche a parlare dell'elezione del nuovo presidente della Repubblica auspicando che il nostro Paese avrà a fine gennaio avrà "un presidente o una presidente eletto a larga maggioranza e rapidamente dalle Camere riunite in seduta comune, e non con vecchi modelli come capitò in passato con lunghe settimane di votazione".

"Non riesco ad immaginare l'Italia con un presidente della Repubblica anti europeo, quindi credo che sia fondamentale e lo darei per scontato", ha risposto Letta a chi gli domandava se un requisito del nuovo capo dello Stato debba essere un connotato europeo ed europeista. "Fa parte del dna costituzionale del nostro Paese il fatto che l'impegno per l'Europa sia fondamentale ed uno degli elementi chiave, e sono sicuro - ha continuato l'ex premier - che il nostro Paese avrà a fine gennaio un presidente o una presidente eletto a larga maggioranza ed eletto rapidamente dalle Camere riunite in seduta comune, e non con vecchi modelli come capitò in passato con lunghe settimane di votazione. Credo che bisognerà dare un segnale e fare questa scelta in modo tale che sia anche una scelta rapida e credo che sì, sia una scelta che debba avvenire nel nome dell'Europa"

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