Martedì, 22 Giugno 2021
Politica

Quando arriva il governo Draghi

Il premier incaricato dovrebbe salire al Colle venerdì per sciogliere la riserva ma il Quirinale vuole dargli tempo fino a lunedì. La lista dei ministri la stilerà con Mattarella: l'intenzione è di non avere leader politici di primo piano all'interno. Un segnale a Salvini, Zingaretti e Di Maio?

Il governo Draghi arriva tra venerdì 12 e lunedì 15 febbraio. E sul tavolo potrebbe trovare subito un dossier importante: il primo giorno della prossima settimana scade infatti il divieto di spostamento tra regioni deciso dall'esecutivo Conte che, a meno di sorprese dell'ultim'ora da parte di Palazzo Chigi, dovrebbe essere prolungato o dal governo in carica o da quello nuovo. 

Quando arriva il governo Draghi

Ieri abbiamo raccontato che due indizi segnalavano la concreta possibilità che Draghi salisse al Colle venerdì mattina per discutere con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella già venerdì 12 febbraio: il primo era il rinvio della cerimonia dei Patti Lateranensi, in programma proprio per venerdì e in cui era prevista la presenza dell'attuale presidente del Consiglio ma che è stata rimandata "per rispondere adeguatamente agli sviluppi della crisi di governo" (altre celebrazioni, come la Giornata della Memoria, non erano state rimandate nelle scorse settimane nonostante le dimissioni di Conte). Il secondo indizio era la volontà da parte del premier incaricato "con riserva" di accelerare dopo il tempo concesso al MoVimento 5 Stelle per consultare la base su Rousseau, tanto da essere disposto a lavorare su due diverse direttrici nella scelta dei nomi che comporranno il suo esecutivo: la prima con i grillini e la seconda senza. 

Oggi però il M5s comincerà la votazione e già stasera si conosceranno i risultati, mentre Draghi ha assicurato a Beppe Grillo che il ministero della Transizione Energetica che il Garante grillino ha chiesto farà parte della lista dei dicasteri. Quindi il tempo per salire al Colle domani c'è tutto. Ma nel frattempo ci sono anche altre novità. La più importante è che, secondo quanto racconta il Corriere della Sera, al termine delle consultazioni  il presidente del Consiglio incaricato ha fatto formalmente sapere alle forze politiche che per "la formazione della squadra di governo verrà applicato l’articolo 92 della Costituzione alla lettera. Cosa dice l'articolo 92 della Costituzione? Questo: 

Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri. Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri.

Ovvero, saranno solo Mattarella e Draghi a decidere da chi sarà composta la lista dei ministri, scegliendo in autonomia i nomi dei tecnici e dei politici che ne faranno parte. E rispetto al modello Ciampi di cui si era parlato da tempo Draghi avrebbe virato su un governo con più tecnici che politici e, soprattutto, ad oggi senza leader politici di primo piano. Ovvero, secondo questo scenario verranno frustrate le ambizioni di Matteo Salvini, ma anche quelle di Luigi Di Maio e degli altri che volevano farne parte a tutti i costi.  E questo anche se invece nel totoministri si parla di alte possibilità di conferma per Roberto Speranza alla Salute e proprio Di Maio agli Esteri. L'intenzione di Draghi è quella di varare un esecutivo composto per metà da uomini e per metà da donne e anche secondo il Corriere proprio domani sarà il primo giorno utile per la visita di Draghi al Quirinale con la lista dei ministri. 

Due indizi ci dicono che il governo Draghi arriva venerdì 12 febbraio

Il governo Draghi arriva tra venerdì 12 e lunedì 15 febbraio

Ma se da una parte c'è chi - Draghi - ha fretta, dall'altra c'è chi - Mattarella - c'è chi consiglia prudenza e pazienza al premier incaricato. E fa sapere che se alla fine qualcosa (come il primo consiglio dei ministri) dovesse slittare alla prossima settimana non sarebbe un problema. Per questo, spiega oggi Repubblica, nella road map del Quirinale il nuovo esecutivo dovrebbe entrare in carica lunedì: 

Domani sera Mario Draghi potrebbe salire al Quirinale con la lista dei ministri e sabato mattina giurare davanti al Capo dello Stato. Primo consiglio dei ministri, dopo il passaggio di consegne con Giuseppe Conte, lunedì, quando scade anche il Dpcm che vieta gli spostamenti tra le regioni. L’alternativa: Draghi scioglie la riserva sabato, giuramento lunedì. In entrambi i casi potrebbe presentarsi alle Camere per la fiducia nel cuore della settimana, nelle giornate di mercoledì e giovedì, dopo aver scritto il programma del suo governo.

In questo scenario, evidentemente più sfumato, ci sarebbe qualche giorno in più per Draghi che potrebbe presentarsi all'inizio della settimana con la lista dei ministri al Quirinale per chiudere e cominciare a lavorare. Con un primo consiglio dei ministri evidentemente già in programma visto che proprio lunedì 15 febbraio scade il divieto di spostamento tra regioni. Nel frattempo però c'è chi ipotizza che, al contrario di quello che l'attuale (e dimissionario) inquilino di Palazzo Chigi aveva fatto sapere negli ultimi giorni, potrebbe essere il governo attualmente in carica per il disbrigo degli affari correnti a varare un provvedimento ponte di una settimana allo scopo di prolungare il divieto. Nei giorni scorsi Conte aveva fatto sapere attraverso le vie informali che non se la sentiva di intervenire con una restrizione della libertà di movimento dei cittadini essendo dimissionario e sfiduciato. Ora però potrebbe muoversi con la copertura di Draghi, di Mattarella e delle forze politiche che reggeranno la nuova maggioranza. Ovvero con l'assenso anche di quella Lega che lo ha sempre criticato per i suoi Dpcm. Per farlo in ogni caso l'Avvocato del Popolo attende che siano i definiti i tempi dell'avvento di Draghi a Palazzo Chigi. 

Governo Draghi news: la squadra dei ministri è l'ultimo ostacolo

La squadra dei ministri è quindi l'ultimo ostacolo da superare. Il superministro green, come chiesto dal Movimento 5 Stelle, ci sarà. La conferma è arrivata tramite i rappresentanti del Wwf nelle dichiarazioni seguite alle consultazioni di oggi con il premier incaricato Mario Draghi. Un tassello decisivo per sbloccare la costruzione della squadra di governo del Professore visti i tormenti grillini con la base (e un pezzo di parlamentari) in subbuglio sul via libera a Draghi. In pole per il nuovo ministero della Transizione ecologica -al centro di una telefonata oggi tra l'ex numero uno della Bce e Beppe Grillo- ci sarebbe, a quanto si apprende, l'economista Enrico Giovannini. Sul modello francese, il nuovo dicastero potrebbe accorpare Sviluppo Economico e Ambiente. Non dovrebbe quindi andare ad un esponente pentastellato, ma a un 'tecnico'. Anche perché se gli ingressi politici dovessero essere contenuti (magari uno per ogni forza politica?), resterebbe 'libera' la casella per il Movimento. E il nome che si avanza con più forza resta quello di Luigi Di Maio. Sempre che Giuseppe Conte resti veramente fuori dalla squadra Draghi.

Al momento, sullo schema a cui sta lavorando il premier incaricato, le certezze sono poche. Nei partiti resta la convinzione di un mix tecnico-politico. Ma con quali percentuali, ruolo e peso a seconda di ciascun gruppo parlamentare sarebbe ancora da definire. E la sensazione, nelle ultime ore, è di uno spazio contenuto per la politica. E non è un particolare da poco. Anche per gli equilibri interni ai partiti. Prendi il Pd. Per rappresentare le varie anime dem servirebbero almeno tre caselle tra Andrea Orlando, Dario Franceschini e Lorenzo Guerini. Andrà fatta una scelta, con ogni probabilità. Anche di Nicola Zingaretti si è parlato e lo stesso segretario dem non ha escluso totalmente l'ipotesi, come accaduto in altre occasione quando si parlava di rimpasto del Conte 2. Un eventuale ingresso che però - se ci fosse anche la Lega al tavolo del Cdm- renderebbe tutto molto complicato. Un'altra personalità che avrebbe molta difficoltà a fare parte di un governo con ministri della Lega è Roberto Speranza. Chi ha parlato nelle ultime ore con il ministro uscente della Sanità (sempre tra i più apprezzati nei sondaggi sul Conte 2) lo descrive come molto preoccupato. 

Per quanto riguarda Forza Italia i nomi 'papabili' sono quelli di Anna Maria Bernini, Mariastella Gelmini e Antonio Tajani. Per la Lega - nel caso in cui non dovessero entrare i leader, quindi Matteo Salvini per il Carroccio- in pole c'è Giancarlo Giorgetti seguito da Riccardo Molinari, Massimo Garavaglia, Erika Stefani e Giulia Bongiorno. Per Italia Viva viene confermato che la prima indicazione sarebbe quella di Teresa Bellanova. Mentre per i gruppi minori, sulla rampa di lancio Emma Bonino, molto stimata dall'ex numero uno della Bce. Per la 'quota' Draghi di tecnici si confermano le indiscrezioni su Daniele Franco, direttore generale di Bankitalia e già ragioniere dello Stato, per il Mef (anche se si fanno anche i nomi di Ernesto Maria Ruffini e di Lucrezia Reichlin, ma chissà che alla fine non resista Roberto Gualtieri) e quelle sulla ex-presidente della Corte Costituzionale, Marta Cartabia, per la Giustizia.

Per continuità potrebbe restare al Viminale Luciana Lamorgese, unico 'tecnico' del Conte 2. Per la sanità, nel caso in cui Speranza non dovesse entrare, potrebbe esserci Rocco Bellantone, direttore del governo clinico del Gemelli e preside della Facoltà di Medicina della Cattolica di Roma. In corsa anche la rettrice della Sapienza, Antonella Polimeni, ma il suo nome gira anche per la casella dell'Istruzione. Per gli Esteri - se Di Maio non dovesse essere confermato - si fanno i nomi di Elisabetta Belloni, segretario generale del ministero degli Esteri, e Marta Dassù. Se invece la Farnesina fosse fuori dai giochi, per la Belloni si ipotizza anche la delega ai Servizi, visto che la caduta del Conte 2 ha bloccato la nomina di Pietro Benassi. 

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