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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Che fatica

Quirinale, Conte non può più sbagliare: c'è in ballo il futuro del Movimento 5 stelle

Le parole dell'ex Ministro Vincenzo Spadafora hanno creato scompiglio tra i banchi degli eletti pentastellati. "Il gruppo parlamentare non può essere tagliato fuori dalle decisioni"

Arrivano come un pugno nello stomaco di Giuseppe Conte le parole con cui Vincenzo Spadafora parla di malumori interni al Movimento, che "nascono quando il gruppo parlamentare scopre una rosa di nomi ipotizzata dal proprio leader leggendo i giornali". L’ex Ministro dello sport si riferisce ai papabili per il Quirinale emersi dai tavoli tra Conte e i suoi fedelissimi. "So che Conte intende riunirci a gennaio e credo sia utile rinviare ad allora ogni altra considerazione sul metodo e sulle eventuali persone da proporre" ha detto Spadafora, palesando di non aver gradito come la discussione sul successore di Mattarella sia già partita senza il coinvolgimento degli eletti.

Sentimento condiviso dal senatore Giuseppe Auddino, che ha definito la partecipazione di tutti un fatto irrinunciabile. "Lo hanno capito tutti e credo lo sappia anche il Presidente. - ha detto Auddino a Today - Non ho motivo di credere che il gruppo parlamentare non venga coinvolto. Non credo potrebbe sopportare l’idea che le cose si facciano fuori tempo massimo, accontentandosi di rimanere al corrente di decisioni prese da altre persone su altri tavoli. Auspico che la cosa avvenga a breve, per mantenere forte il gruppo parlamentare in vista di un appuntamento, quello dell’elezione del Presidente della Repubblica, di fronte al quale il gruppo non può essere tagliato fuori".

Giuseppe Auddino k-2

Getta acqua sul fuoco la deputata Roberta Alaimo che in modo molto sereno spiega a Today: "Non mi risultano malumori. Ad oggi ci sono dei momenti di confronto sia tra i vertici del Movimento e del direttivo di Camera e Senato e anche all’interno delle commissioni. Sicuramente seguiranno anche assemblee congiunte".

Forse il gruppo a cui fa riferimento Alaimo è la così detta "cabina di regia dei big". Spadafora dice di non sapere cosa sia. Ma forse perchè non esiste formalmente. Sarebbe formata dunque da Conte stesso, i cinque vice presidente del Movimento (Paola Taverna, Riccardo Ricciardi, Mario Turco, Alessandra Todde e Michele Gubitosa) più alcuni parlamentari. Per ora i nomi graditi al Movimento passano solo attraverso le strette maglie di questi pochi politici. Tra i candidati anche quello di una donna: Letizia Moratti. "Al di là del genere, io direi di guardare alla personalità. - continuato Auddino - Donna o uomo che sia, se troviamo una personalità di alto spessore che merita tutto nostro appoggio, non mi trincererei dietro il genere. Draghi deve continuare a fare il suo lavoro da Presidente del Consiglio, evitando crisi di Governo".

Ma Spadafora ha anche messo in guardia dal crollo di consenso, temendo un M5s sotto il 10%. "Sinceramente lo sappiamo tutti che siamo calati rispetto alle politiche precedenti, ma le urne nnn ci spaventano e di sicuro non faremo giochetti di nessun genere per evitarle. Conte ha fatto una sua struttura, poi quando le cose saranno un pochino più chiare il dibattito sarà allargato a tutti. Nessuno vota a occhi chiusi” ha commentato la senatrice M5s Donatella Agostinelli.

Donatella Agostinelli-2

L’intervista di Spadafora gira tra le chat dei 5 stelle. C’è chi è d’accordo con lui; altri comprendono ma non capiscono il senso politico di dirlo; altri semplicemente non condividono quelle dichiarazioni, in cui, fra l’altro, viene anche messo in discussione l’operato politico di Giuseppe Conte quando si dice che "le sue scelte hanno disorientato non poco il nostro elettorato". Quali scelte? Fra le varie, "riabilitare Berlusconi e rimettere in discussione i due importanti referendum su eutanasia e cannabis". Già, perchè se c’è una cosa che pensano quasi tutti i senatori e deputati ma che non diranno mai, è che non hanno ancora capito perchè mai Giuseppe Conte abbia temporeggiato sui referendum, da sempre strumento di battaglia caro al Movimento. In particolare quello per la legalizzazione della cannabis. La posizione ambigua di Letta era un clamoroso assist per Conte, che ha avuto la possibilità di smarcarsi, almeno su questo, dall’ombra del Pd e fare gol. Invece anche lì Conte ha fatto il Conte: "Rifletteremo" ha detto. Un’occasione persa. Un'altra.

Ora però la concentrazione è tutta per la partita del Quirinale. Secondo fonti parlamentari ci sono almeno quattro senatori e un numero imprecisato di deputati che sanno di non essere riconfermati al prossimo giro elettorale e sono stati ormai esclusi da ogni processo decisionale. Sono bersagli facili per chi è a caccia di voti come Berlusconi. Conte dovrà lavorare per tenere fermi i suoi e arrivare al voto con un Movimento più compatto possibile. Sicuramente meglio evitare di dare seguito all'autocandidatura di Mario Draghi. Con un nuovo Premier c’è il rischio elezioni e se è vero, come detto dall’onorevole Agostinelli, che c’è la consapevolezza di non essere più il primo partito del Paese, allora meglio andare avanti con questa legislatura e ripartire dai territori per riportare il Movimento ai vecchi fasti. Così non si rischia il crollo alle urne, ma l'ex Premier deve dimostrare di avere il controllo dei suoi in Parlamento. Conte non può più sbagliare. 

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