rotate-mobile
Lunedì, 24 Gennaio 2022

Quirinale: chi è in vantaggio fra Meloni, Salvini e Berlusconi

Giorgia Meloni ha il vento in poppa e il sole in fronte. Che cosa le manca? Si muove tra il primo e il secondo partito più votato d’Italia, è il primo partito del centrodestra, ma soprattutto ha il gruppo parlamentare più compatto di qualsiasi altra formazione politica. In parte sarà anche un’immagine fuorviante perché ci sono sempre degli scontenti sulle poltrone delle Aule parlamentari, in ogni schieramento, spesso anche per questioni prettamente personali. Ma non si può certo pensare che il partito di Meloni abbia le sfaldature come altri. E’ compatto. Anche sui voti, si è sempre mosso come una testuggine romana. Questa è una garanzia per l’elezione di qualunque Presidente della Repubblica, per cui se, insieme a Salvini, riesce a giocare bene la partita del Quirinale, potrebbe anche riuscire ad eleggere un Capo dello Stato che non sia di sinistra, che sia quanto meno lontano dall’essere di sinistra  e che, al momento giusto, possa accompagnare il Paese al voto, con la benedizione al futuro Governo di destra.

Per questo lavoro serve Matteo Salvini, che ha una truppa parlamentare imponente, ma dove di crepe ce ne sono. Adesso se ne parla meno e forse le armi sono state deposte, ma la Lega è un partito fratturato. Questa però è una partita che Salvini non può sbagliare perchè ha bisogno di avere un amico al Colle. Una persona fidata che non gli faccia scherzi e che anzi gli sia vicino quando si tratterà di tornare a fare la Lega di lotta e basta, senza quella di Governo. Servirà per togliersi la giacca e la cravatta che indossa ora per le larghe intese. Si potrà rimettere le felpe riposte nell’armadio e potrà tornare a tuonare nelle piazze, per recuperare consenso sulla “amica” Meloni e giocarsi tutto alle prossime elezioni.

Chi proprio rischia di non farcela è Silvio Berlusconi perchè, il fatto di aver frenato egli stesso sulla sua candidatura in occasione dell’ultimo pranzo nella sua villa romana, è tutto dire. Forse si sta rendendo conto che un conto e mettersi a fare i conti con il pallottoliere e un altro conto è fare i conti con la realtà del fatto che è molto più facile trovare voti nel Vietnam del gruppo misto e fra gli scontenti del Movimento 5 Stelle, che pensare di portare dalla sua parte in modo compatto Forza Italia, Lega, Fdi, e magari Italia Viva e Coraggio Italia. Ci vuole un bagno di realtà. I franchi tiratori, per i motivi più incredibili, ci saranno sempre. Nei corridoi non ci crede nessuno. Anzi, è ormai diventata una candidatura imbarazzante per Meloni e Salvini, che sono in cerca di altro. Insomma Il Cavaliere è sempre più solo ed è ormai la sua unica speranza è quella di fare un passo di lato, mettere il cappello su un nome spendibile per il centrodestra e su cui possa convergere anche qualche pezzo della sinistra, facendola passare come una sua operazione. L’autocandidatura del Premier Mario Draghi ha scombinato i piani di tutti, ma forse il centrodestra potrebbe partire da lì. Non è un caso che gli unici a non volerlo al Quirinale sono quelli del Movimento 5 Stelle.

Si parla di
Sullo stesso argomento

Quirinale: chi è in vantaggio fra Meloni, Salvini e Berlusconi

Today è in caricamento