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Domenica, 23 Gennaio 2022
Lo scontro

Quirinale, nel M5s pressing del fronte "Mattarella bis" ma tutti d'accordo: no a Draghi

Sono state convocate due assemblee fra parlamentari: la prima dei soli deputati e la seconda in assemblea congiunta con i senatori

Su una cosa sono tutti d’accordo i parlamentari del Movimento 5 Stelle: al Quirinale non dovrà andare Mario Draghi perchè lui deve restare alla guida del Governo. Al netto di questo, all’interno del Movimento, le acque sono sempre più agitate. Si discute, anche animatamente, non solo nel merito ma anche nel metodo. Si sta creando una vera e propria opposizione fra due sponde: quella di chi non ci sta a lasciare il pallino della partita al Presidente Giuseppe Conte e vuole che nel processo decisionale vengano coinvolti tutti gli eletti; quella che ritiene tutto questo processo di condivisione inutile perchè “nessuno mette in discussione il lavoro di Conte” e perchè, se si ragiona in ottica di partito vero, è giusto che certe decisioni vengano prese dall’ex Premier (eletto dal popolo 5 stelle) e dai suoi uomini e donne di fiducia. I primi vogliono un Mattarella bis; i secondi credono che si debba cambiare, magari cercando un profilo femminile. Le prossime ore saranno di fuoco in casa 5 Stelle. Oggi c’è una riunione dei senatori alle 19, seppur il Presidente della Repubblica non sia argomento all’ordine del giorno. Sempre stasera alle ore 20 c’è l’assemblea dei deputati in cui si discuterà di Quirinale e domani una riunione congiunta.

"Va bene il confronto, è sempre utile, ma pensare di decidere in assemblea il nome del prossimo Presidente della Repubblica è ridicolo" ha detto una fonte parlamentare del Movimento. Non è il solo a pensarla così e lo dimostra lo sfogo del capo politico reggente Vito Crimi nella chat dei senatori: "Davvero pensiamo che una partita come il Quirinale si possa decidere in assemblea? Quando abbiamo fatto votare gli iscritti lo abbiamo fatto da opposizione, quando sapevamo che non sarebbe servito a nulla, ne eravamo consapevoli che il nostro voto non contava un ca... ma serviva a fare rumore, e lo abbiamo fatto". E ha continuato dicendo che il Mattarella bis "lo avete già frantumato trasmettendo un chiaro messaggio di sfida della serie "io voterò chi ca... mi pare" e avete già ammazzato ogni possibilità di contrattazione seria e di essere influenti". Crimi ci è andato pesante ma non è l'unico a pensarla così. A darli sostegno c'è almeno la metà dei senatori e una parte indistinguibile dei deputati. Tanto che nelle stesse chat, diversi eletti hanno espressamente dato ragione al capo politico reggente. Sono gli stessi che continuano a pensare che la partita del Quirinale debba essere portata avanti nel segreto delle stanze da Conte.

Per questo proprio non è piaciuta l’uscita della settimana scorsa del senatore ed ex ministro alle infrastrutture Danilo Toninelli, che, sganciandosi da tutti, aveva detto in un video che un secondo mandato di Sergio Mattarella "è l’unica ipotesi che ci può permettere di eleggere un presidente alla prima votazione senza bloccare Parlamento e governo". 

Si vedrà chi l’avrà vinta. Anche perchè c’è anche una terza fronda di parlamentari pentastellati che non partecipa a queste riunioni o se partecipa lo fa in silenzio. L’area più silente potrebbe anche essere la più imprevedibile. Forse qualcuno lì non si pone neppure il problema che possa essere l’attuale Premier il prossimo Capo dello Stato. Anche perchè, stando a quanto dice una fonte parlamentare, “dicono che l’unica cosa che non vogliamo è Draghi al Quirinale perchè se no perdiamo la poltrona. Ma non è quello. Tanto la poltrona non la perdiamo comunque”.  Il motivo? In questa fase storica così delicata e con un Paese così spaventato dalla pandemia da covid, anche con Draghi al Quirinale e un nuovo Governo, "chi avrà mai il coraggio di dire “no io questo governo non lo voto e si va alle elezioni?. Nessuno". 

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