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Sabato, 28 Maggio 2022
Dal Quirinale

Quirinale, il quadro della situazione dopo il terzo giorno di voto

Nel giorno della terza votazione sorprendono i 114 voti per Guido Crosetto. Walter Rizzetto (Fdi) a Today: "È un risultato interessante su cui dovrebbe ragionare il centrodestra"

Matteo Salvini sta rischiando molto e del resto può sbagliare solo chi si dà da fare. Il leader della Lega è in prima linea per portare a casa un nome che possa essere votato da un’ampia maggioranza. Sono proseguiti i colloqui fitti con i leader degli altri partiti. Anche con Renzi oggi si sono sentiti più volte, smentendo le voci di chi dava i due Mattei in rotta. I telefoni squillano continuamente dall’alba e continueranno a farlo fino a tarda notte perché stasera sono previste numerose riunioni. Salvini si muove su più fronti, ma non deve fare passi falsi. Ieri lo ha fatto, lasciando liberi i suoi e così oggi una parte del Carroccio è finita a votare il candidato di Fratelli d’Italia Guido Crosetto (114 voti). Un voto capace di creare scompiglio all’interno del centrodestra, più sgretolato rispetto a ieri. Dunque più fragile. 

"È un risultato quanto meno interessante - ha detto a Today il deputato Walter Rizzetto di Fratelli d’Italia - perché di fatto abbiamo circa il 50% dei voti in più rispetto ai nostri grandi elettori. È un nome di centrodestra su cui si può puntare". Difficile però pensare possa essere quello vero. Intanto Crosetto ringrazia: "Sono commosso e onorato" ha detto l’imprenditore facendo una volata a Montecitorio.
Ma dietro l’entusiasmo del gruppo a cui fa riferimento Giorgia Meloni, si cela la debolezza del centrodestra. Salvini sta facendo fatica a tenerlo insieme. Tanto è che nelle prossime ore è previsto un vertice di Forza Italia, dal quale si prevede di dare il via al lancio di un proprio nome per la giornata di domani, la quarta, quando per diventare Presidente della Repubblica basterà la maggioranza assoluta dei voti. I due nomi da giocare, e dunque da bruciare, potrebbero essere Casellati o Moratti. Più probabile la vice presidente della Lombardia, altrimenti si rischia lo sgarbo istituzionale nei confronti della seconda carica della Repubblica. Meglio di no. Intanto stasera vertice anche in casa Pd, Movimento 5 Stelle e Lega. Sono ore febbrili di incontri, dopo di che potrebbe succedere di tutto. 

Walter Rizzetto - foto Ansa-2

Pier Ferdinando Casini verso il Quirinale

I due nomi più pesanti in campo restano quelli del Premier Mario Draghi, le cui quotazioni sono andate al ribasso rispetto il primo giorno, e Pier Ferdinando Casini, che oggi ha preso 52 voti. Non pochi se si pensa che Casini non sia il frutto di una strategia. Infatti secondo fonti vicine all’ex presidente della Camera, il via al suo nome non sarebbe partito da lui come da nessuno degli altri leader. Oggi è scomparso dai radar il nome di Ettore Rosato, che invece ieri aveva preso dei voti. Dunque Casini potrebbe aver riscosso il sostegno di un pezzo di Italia Viva, sicuramente un pezzo di Partito Democratico. Ma anche di Movimento 5 Stelle perché, lo ha detto una fonte parlamentare pentastellata, "tra di noi ce ne sono diversi che lo voterebbero per cui non è scontato che possa anche prendere voti dal Movimento". Casini ha un grande pregio: piace a Mario Draghi ed è trasversale. "Io credo si possa convergere su Casini, credo sia un buon profilo - ha detto il deputato di Italia Viva Massimo Ungaro - È un europeista convinto, può godere di un consenso trasversale, è un grande conoscitore della macchina amministrativa e del Parlamento, ma soprattutto è un nome di garanzia, sul quale ci sarebbe il minor numero possibile di veti. Secondo me potrebbe essere votato anche dal centrodestra con voti da Forza Italia, ma anche Lega e Fratelli d’Italia". 
Minimizza il viceministro delle infrastrutture e deputato della Lega Alessandro Morelli che, a Today, ha detto: "I nomi che sosteniamo sono quelli presentati ieri da Salvini e dal centrodestra. Tutti gli altri non sono sul tavolo. Il punto non è Casini. Il punto è che il centrosinistra adesso deve esprimersi su questi nomi e mi auguro che si possa trovare una quadra”. Meno possibilista il presidente della Puglia Michele Emiliano, per cui “Casini è un nome complicato per il centrodestra, sarebbe difficile da far passare". 

Ma Casini non è stato il più votato. Oggi il presidente della Camera Roberto Fico, nello spoglio dei voti, ha letto 125 volte il nome di Sergio Mattarella. Un altro esperimento per fare la conta all’interno del Movimento 5 Stelle, dove, si sa, c’è una grossa parte di eletti che non si muove della convinzione che la soluzione di ogni problema sia il Mattarella bis. Conte è avvisato perché, se il centrodestra è sfaldato, oggi i pentastellati si sono mossi in tre direzioni diverse. Oggi è stata la giornata in cui è risultato chiaro come o si trova al più presto un nome che metta d’accordo il Paese oppure è liberi tutti e sarà scontro totale fra partiti, pezzi di gruppi parlamentari e schegge impazzite. 

I risultati del voto per il Quirinale della terza giornata 

Con 125 preferenze il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è risultato il più votato nel terzo scrutinio per l'elezione del Capo dello Stato. Dopo di lui il candidato di bandiera di Fratelli d'Italia, Guido Crosetto, con 114 voti; Paolo Maddalena, con 61; Pier Ferdinando Casini, con 52. Le schede bianche sono state 412, le nulle 22, i voti dispersi 84. Presenti e votanti 978. Domani alle 11 quarta votazione, con quorum che scende alla maggioranza assoluta del plenum, pari a 505.
 

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