La maggioranza si spacca in Parlamento su Radio Radicale e sul caso Rai/Foa

La Lega vota col Pd per ulteriori fondi che salveranno la storica emittente contro il M5s, mentre in Commissione di Vigilanza Rai salta il voto sul doppio incarico di Foa, presidente di Rai e di Rai Com

foto di repertorio Ansa

Il M5s da una parte, la Lega con le opposizioni dall’altra. L’alleanza di governo si è spaccata sul salvataggio di Radio Radicale in Commissione Bilancio alla Camera, mentre in Commissione Vigilanza Rai è saltato l’accordo tra i due alleati di governo sulla questione del doppio incarico di Marcello Foa (presidente della Rai e di Rai Com).

Radio Radicale, la Lega vota per i nuovi fondi

In Commissione Bilancio a Montecitorio è passato infatti l’emendamento Pd per un ulteriore finanziamento di 3 milioni per il 2019 a Radio Radicale, salvando così dalla chiusura la storica emittente, con i voti di Lega e di tutti gli altri partiti escluso il M5s. Il testo era stato riformulato proprio su proposta della Lega, con il parere contrario del viceministro dell’Economia Laura Castelli. “La Lega vota con le opposizioni per salvare la radio, mentre i 5 stelle votano contro seguendo le indicazioni di parere contrario del viceministro Laura Castelli”, ha detto la deputata dem Silvia Fregolent, capogruppo in commissione Finanze. Soddisfatto Roberto Giachetti: “Anche se con un contributo inferiore alle necessità – ha scritto il deputato Pd su Twitter - abbiamo approvato un emendamento che stanzia 3 milioni per radio radicale nel 2019. Per ora la radio è salva. Adesso subito la gara”.

"Su Radio Radicale la soluzione più equa era di finanziare la conversione in digitale e la conservazione degli archivi multimediali, fino ad una spesa massima di 1 milione di euro nel triennio, vincolandoli ad un uso pubblico – ribadiscono invece in una nota i deputati M5s - L'emendamento proposto dalle opposizioni ha disposto invece di erogare altri 3 milioni di euro nel solo 2019 ad una radio che ne riceverà già 9 quest'anno. Una scelta a cui hanno aderito tutti i partiti, compresa la Lega, e che ci ha trovato fortemente contrari". 

 "Secondo noi è una cosa gravissima, di cui anche la Lega dovrà rispondere davanti ai cittadini. Sono franco: dovrà spiegare perché ha appoggiato questa indecente proposta del Pd! Dopo di che si va avanti, perché siamo persone serie", ha affermato Luigi Di Maio, parlando dell'approvazione, con i voti della Lega, dell'emendamento Pd al dl crescita a favore di Radio Radicale, "una radio privata - scrive su Facebook - che ospita giornalisti con stipendi da capogiro di anche 100mila euro l'anno. Tutti pagati con i vostri e i nostri soldi, da sempre".

Il giornalista e vice caporedattore di Radio Radicale Roberto Spagnoli ha risposto alle accuse di Di Maio con un post su Twitter: “AVVISO IMPORTANTE. Al mio padre di casa e alla Agenzia delle entrate. Contrariamente a quanto affermato da un importantissimo leader politico nonché ministro della Repubblica IO NON GUADAGNO 100mila euro l’anno. Al riguardo posso fornire tutta la relativa documentazione”.

Vigilanza Rai, su Foa salta l'intesa Lega/M5s

Concitazione anche alla riunione della Commissione di Vigilanza Rai, chiamata a decidere sulla risoluzione contro il doppio incarico del presidente Foa, nominato anche presidente di Rai Com, la società del gruppo Rai che si occupa della diffusione dei canali della capogruppo nel mondo.

A quanto apprende l'Adnkronos da fonti parlamentari, la riunione è partita male con i 5 Stelle divisi a litigare fuori dell'aula e l'inizio dei lavori in ritardo. Se prima di entrare a palazzo San Macuto il gruppo M5S aveva deciso di votare a favore dell'emendamento della Lega, una volta saliti in ascensore devono aver cambiato idea, raccontano i parlamentari presenti. La seduta è stata, quindi, sospesa per 20 minuti perché la maggioranza non era presente e mancava il numero legale. Il gruppo M5S a quel punto è rientrato in Aula dicendo che avrebbe votato l'emendamento originale della Lega, ma dopo 30 secondi ha nuovamente cambiato idea ed è uscito dall'Aula. Di qui una nuova sospensione della seduta per mancanza del numero legale e le proteste di tutti gli altri commissari della Vigilanza.

"Farò presente la gravità della situazione ai presidenti di Camera e Senato", ha annunciato in commissione di Vigilanza Rai il presidente Alberto Barachini che scriverà una lettera a Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati dopo quanto accaduto. "Non è mia intenzione rinunciare a nessuno degli appuntamenti della Commissione – ha detto con forza Barachini dopo aver preso atto dell'impossibilità di dare corso all'esame e al voto delle risoluzioni - soprattutto riguardo alle audizioni relative al piano industriale perché questo è un nostro compito preciso ed è previsto dal regolamento della Commissione così come dal contratto di servizio". "Convocherò un ufficio di presidenza per un chiarimento e convocherò anche la commissione per le prime audizioni sul piano industriale. Inoltre, all'ordine del giorno di ogni riunione della commissione – ha aggiunto - ci sarà la questione sulla risoluzione che riguarda il presidente Foa. Se la maggioranza non intende proseguire in questa determinazione – è la conclusione di Barachini - certamente sarà presente alle audizioni relative al piano industriale perché noi segnaleremo ogni volta l'impossibilità della maggioranza di determinazione rispetto alla governance Rai. Noi dobbiamo andare avanti con il nostro ruolo per rafforzare il ruolo di autonomia e garanzia della commissione".

Durissima la reazione delle opposizioni su quanto accaduto in Vigilanza. "Indecisa se imboccare la strada della psichiatria politica o della neurodeliri, la maggioranza gialloverde nel frattempo riesce nell’impresa di bloccare la commissione di Vigilanza Rai – è il commento del gruppo di Forza Italia in commissione di Vigilanza Rai - Fanno tutto da soli: litigano e si 'incartano' senza alcun senso di vergogna e rispetto per le istituzioni e per la Rai. La pantomima di questa mattina con la Vigilanza convocata alle 8 e i 5Stelle a litigare fuori dalla porta, la Lega attonita e in fuga dalla commissione facendo mancare il numero legale segna un altro record degli incapaci: non c’è da sorprendersi, buoni a nulla ma capaci di tutto".

"Vigilanza Rai: M5S-Lega divisi su Foa fanno saltare ancora seduta - scrive su Twitter il deputato del Pd e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi - Parlamento bloccato e umiliato, maggioranza per lavorare non c'è più: uniti solo da arroganza contro istituzioni colleghi e funzionari. Stupefacente che colleghi come Di Nicola e Paragone si accodino a tale vergogna". Di "pagina nerissima per il Parlamento" parla il senatore Pd Francesco Verducci intervendo in commissione di Vigilanza. "È uno sfregio mai visto. Bloccano la Vigilanza e nel frattempo occupano la Rai" rincara l'esponente democratico. Per Davide Faraone, capogruppo Pd in commissione di Vigilanza, "è davvero incredibile, il voltafaccia del M5S, dopo aver sostenuto, anche con una mozione, che il doppio incarico di Foa andava risolto, al dunque hanno salvato Foa, facendo mancare il numero legale. La paura di infastidire l’alleato leghista è ormai l’unico fare di un movimento, che è letteralmente allo sbando".

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