Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

Migranti, Raggi "chiude Roma a nuovi arrivi", ma è Milano la città con più extracomunitari

Il Movimento 5 stelle insegue la Lega a destra. In un post sul blog pentastellato Beppe Grillo annuncia: "Ora a Roma si cambia musica". Il sindaco Raggi scrive al Prefetto per sollecitare "una moratoria sui nuovi arrivi" di migranti in città. Solo pochi giorni l'annuncio del "piano rom" dagli effetti quantomeno discutibili. Milano si conferma capitale dell'integrazione

Il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha scritto al Prefetto della Capitale Paola Basilone per sollecitare "una moratoria sui nuovi arrivi" di migranti in città. La prima cittadina ha chiesto di non prendere in considerazione l'ipotesi di realizzare nuove strutture di accoglienza nel territorio. 

Data la "forte presenza migratoria e il continuo flusso di cittadini stranieri", ha richiesto al ministero dell'Interno "una moratoria sui nuovi arrivi" nella Capitale. "Trovo impossibile, oltre che rischioso, ipotizzare ulteriori strutture di accoglienza, peraltro di rilevante impatto e consistenza numerica sul territorio comunale".

Raggi sottolinea la necessità di considerare l'elevata "pressione migratoria cui è sottoposta Roma" nella decisione della dislocazione di nuove strutture di accoglienza. 

"Per tali motivi, questa amministrazione, in considerazione degli elevati flussi di migranti non censiti, auspica che le valutazioni sulle dislocazioni di nuovi insediamenti tengano conto dell'evidente pressione migratoria cui è sottoposta Roma Capitale e delle possibili devastanti conseguenze in termini di costi sociali e di protezione degli stessi beneficiari, evitando di gravare, ulteriormente, sul territorio comunale" si legge nella lettera 

La prima cittadina M5s da tempo nei suoi interventi sul tema dell'immigrazione si rivolge alle autorità governative affinché venga limitato il numero degli accessi nella Capitale. Bene ricordare che secondo gli ultimi dati disponibili del Ministero dell'Interno, erano poco meno di 7 mila le persone ospitate nelle strutture per richiedenti asilo e nelle strutture Sprar a Roma e provincia, lo 0,25% della popolazione cittadina, che ammonta a 2 milioni e 900 mila persone.

Plauso dai leader leghisti con il vicepresidente del Senato e responsabile organizzazione e territorio della Lega Nord Roberto Calderoli che aggiunge "Ma forse la sindaca ignora che l'emendamento con cui, in questa legislatura, è stato abrogato il reato di immigrazione clandestina, porta la firma di un senatore dei Cinque Stelle..."

"Bentornata sulla terra a Virginia Raggi, adesso però aspettiamo che non regali 10.000 euro ai Rom per pagarsi affitto e bollette!" incalza su Facebook il segretario della Lega Matteo Salvini che cita il piano rom presentato appena il 31 maggio scorso in Campidoglio e che promette di "svuotare i campi della Capitale" ma che alla prova dei fatti si rivelerebbe un fake.

Come scrive Ginevra Nozzoli su Roma Today il progetto Raggi sembra rivelarsi decisamente meno incisivo di quanto annunciato. Nei due anni previsti, sulla carta, per smantellare i villaggi di Barbuta e Monachina Rom (505 rom di origine bosniaca e macedone presenti a La Barbuta e i 113 di origine prevalentemente bosniaca residenti a Monachina ) "usciranno solo 11 famiglie" e "per ognuna di queste verranno spesi 345mila euro" come scritto in un documento che Raggi e Baldassarre non hanno diffuso. Una cifra enorme per un numero esiguo di beneficiari.

Il blog di Grillo: Stop all'illegalità

"Stop. Questa storia si chiude qua. Ora a Roma si cambia musica. Chiusura dei campi rom, censimento di tutte le aree abusive e le tendopoli. Chi si dichiara senza reddito e gira con auto di lusso è fuori. Chi chiede soldi in metropolitana, magari con minorenni al seguito, è fuori. In più sarà aumentata la vigilanza nelle metro contro i borseggiatori".

Questo uno dei passaggi di un post pubblicato stamattina sul blog di Beppe Grillo a firma Movimento 5 Stelle dal titolo 'Tutta la verità sui campi Rom' in cui si rimarca che nessun cittadino romano pagherà un centesimo nè ci saranno influenzamenti sulla procedura per l'assegnazione delle case popolari.

Milano, batte Roma: più migranti e più integrati

stranieri roma 2015 istat-2
Stranieri residenti a Roma, dati Istat 2015

Nei dati lo sapuracchio del migrante è tuttavia smentito dai dati. A marzo scorso, tre mesi fa, erano poco meno di 7 mila le persone ospitate nelle strutture per richiedenti asilo e nelle strutture Sprar a Roma e provincia. Gli ultimi dati del Viminale disponibili parlano di circa 4.200 richiedenti asilo ospitati nei centri di accoglienza e altri 2.700 nelle strutture Sprar della Capitale. Si tratta dunque dello 0,25% della popolazione cittadina, che ammonta a 2 milioni e 900mila persone. 

La quota di richiedenti asilo destinata a Milano e provincia era di 4.960. Le presenze effettive erano un po’ meno (4.557) di cui 3/4 concentrati solo a Milano città, lo 0,3% della popolazione cittadina, che ammonta a 1 milioni e 380mila persone. 

Se poi allarghiamo la visione ai migranti non comunitari regolarmente residenti, non è Roma la città con più stranieri ma bensì Milano che ne registra 474mila, circa il 12 per cento del totale italiano, mentre sul totale dei residenti nell'area sono l'11,7%, contro una media nazionale che si aggira intorno al 5 per cento. 

Una presenza che - tra il 2010 e il 2016 - è cresciuta del 30%, quasi il doppio rispetto a quanto rilevato in Italia (15,7%). I dati Istat e Ministero del Lavoro in collaborazione con Anpal Servizi, relativi alla presenza di migranti in 14 città metropolitane, sono stati presentati questa mattina per la prima volta a Palazzo Isimbardi. È una presenza, quella straniera, nel capoluogo lombardo, che si va stabilizzando e che entra sempre più a pieno diritto da nel tessuto sociale: l'occupazione dei cittadini non comunitari è pari al 67,8 per cento (contro una media nazionale del 56,9), la parità di genere è quasi raggiunta, con gli uomini che rappresentano il 50,6% e le donne che coprono il residuo 49,4%, e questo vuol dire che si tratta di un'immigrazione fatta di famiglie, tanto che la maggior parte dei permessi di soggiorno, oltre che per lavoro, è per motivi familiari. La maggior parte delle famiglie è titolare di un permesso di soggiorno senza scadenza e questo fa di loro, in termine tecnico, dei "lungo soggiornanti".

Un dato sorprende su tutti: a Milano ben un quarto delle imprese a titolarità individuale sono di stranieri e di queste il 24 per cento ha a capo piccoli imprenditori egiziani contro l'11 per cento della media nazionale). E c'è da dire che abita proprio a Milano la metà degli egiziani presenti su tutto il territorio nazionale: si tratta del 14 per cento della popolazione stabile nel capoluogo. Non c'è quasi una scuola milanese metropolitana che non abbia fra i suoi studenti almeno un bambino straniero non comunitario: nei diversi istituti dell'area sono iscritti oltre 71mila alunni non comunitari, pari al 12,7% degli studenti. Sono invece oltre 10mila gli universitari, pari al 18per cento del totale. Nel complesso la quota di minori stranieri che abita a Milano risulta in linea con il dato nazionale: hanno meno di 18 anni il 24 per cento degli stranieri residenti.

Leggi anche: Ue apre procedure d'infrazione per Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca 

A Milano le comunità più rappresentate a livello locale provengono - oltre che dall'Egitto - da Filippine e Repubblica Popolare Cinese, con incidenze del 10% e 9,7%. All'interno di un quadro tutto sommato positivo, un approfondimento sulle caratteristiche del lavoro svolto dai cittadini non comunitari nell?area geografica milanese mette in luce alcuni elementi di criticità. Infatti, oltre la metà di loro svolge un lavoro manuale non qualificato. E' minore l'incidenza del lavoro manuale specializzato, che coinvolge il 12,4% dei lavoratori extra UE, a fronte del 28% di quelli occupati complessivamente in Italia. Maggiore - rispetto a quanto rilevato a livello nazionale - la quota di dirigenti e professionisti tecnici e intellettuali: 9,2% contro 5,1%. Nell'area del capoluogo lombardo si rileva inoltre una forte concentrazione nelle fasce salariali più basse: il 42,7% degli occupati dipendenti non comunitari percepisce una retribuzione mensile inferiore a 800 euro, il 39,1% guadagna tra gli 800 ed i 1.200 euro mensili e il residuo 18% ha un entrata superiore ai 1.200 euro. Circa un quinto delle assunzioni è nell'ambito della ristorazione: il 9,6% per camerieri e simili, il 3,9% per cuochi e il 6,6% per personale non qualificato.

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