Sabato, 27 Febbraio 2021

La mossa di Lega e M5s per sbloccare l'impasse sulla Rai dopo lo stop a Foa

Presentata una mozione per consentire la votazione di un candidato già bocciato dalla commissione. Voci di incontri tra Salvini e Berlusconi, mentre le opposizioni annunciano battaglia

La partita sulla presidenza della Rai è ancora aperta. Questa mattina i due partner di governo Lega e M5s hanno presentato in commissione di Vigilanza una risoluzione, a firma di Paolo Tiramani (Lega) e Gianluigi Paragone (M5S), che impegna il Cda Rai a "procedere con sollecitudine all'adozione di una nuova delibera di nomina del presidente". Un testo che include anche Marcello Foa, il giornalista candidato dalla Lega per la presidenza Rai ma bocciato durante la prima votazione in Vigilanza.

Il testo Lega-M5s prepara la strada alla possibilità di riproposizione di Marcello Foa poiché, dopo aver premesso che la Vigilanza secondo il regolamento interno "esercita i poteri e le funzioni che le sono attribuiti dalla legge adottando, quando occorra, risoluzioni contenenti direttive per la società concessionaria" (Rai, ndr), impegna il Cda Rai a "procedere con sollecitudine all'adozione di una nuova delibera di nomina del presidente, senza limitazioni all'eventuale candidatura di ciascun consigliere con l'esclusione del solo amministratore delegato, al fine di consentire alla commissione di esprimersi e dare quindi piena operatività al sistema radiotelevisivo".

Una risoluzione che sembra essere una mano tesa ai consiglieri Rai affinché possano riproporre Marcello Foa (se confermato da un eventuale accordo Berlusconi-Salvini), rassicurati da possibili conseguenze giuridiche. Come dire che se è la Commissione parlamentare che vigila sulla Rai a dare una direttiva precisa in tal senso scritta nero su bianco in una risoluzione, allora questo li mette al riparo dal punto di vista giuridico. Ma sarà vero? Al momento i diversi pareri legali richiesti da più parti sembrano addirittura opposti, in alcuni casi, e comunque distanti fra loro. E resta il fatto che se, ex post, a seguito di ricorsi già ipotizzabili sin d'ora, l'eventuale nomina di Foa dovesse essere dichiarata contra legem, sarebbe a cascata invalidato ogni atto compiuto nel frattempo dallo stesso Foa, inclusa le convocazioni del consiglio, gli ordini del giorno e via elencando.

Le agenzie danno notizia di contatti tra Salvini e Berlusconi a Roma. Allo stato, ci sarebbe già un accordo di massima tra Fi e Lega sul nome di Marcello Foa alla guida dell'azienda di viale Mazzini e questo sbloccherebbe l'intero 'pacchetto nomine' (dai direttori di testata Rai a nodo delle alleanze alle regionali). Insomma, ci sono trattative in corso ed è ripartito il dialogo tra il partito azzurro e quello salviniano per uscire dallo stallo.

La bicamerale si esprimerà sulla risoluzione Lega-M5S mercoledì prossimo. Nel frattempo i commissari hanno il tempo per avanzare proposte di modifica fino a martedì. Modifiche che chiameranno in causa, come è facile prevedere, i pareri legali richiesti dai vari partiti sulla correttezza o meno di riproporre Marcello Foa come presidente, dopo la bocciatura di questa estate da parte della stessa Vigilanza che non è riuscita a raggiungere il quorum dei due terzi necessario a dare il via libera a Foa presidente.

L’opposizione preannuncia battaglia. “La maggioranza insiste sull’illegittima nomina di Foa presidente della Rai”, denuncia Davide Faraone, capogruppo Pd in Vigilanza. “Calpestano ogni principio democratico e dimostrano la totale mancanza del minimo rispetto istituzionale. Ci opporremo”. Anche LeU, con Federico Fornaro, sottolinea la situazione in cui si trova la Rai, “SpA senza un presidente, violando così anche il codice civile”, e sottolineando come insistere su Foa potrebbe in linea teorica portare al perdurare all’inifito della situazione attuale, se la Vigilanza continuasse a non concedere il gradimento (serve la maggioranza dei due terzi) al candidato della maggioranza. 

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