Lunedì, 1 Marzo 2021
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Rai, scoppia il caso lottizzazione: M5s e Lega nominano i nuovi vertici della tv pubblica

Fabrizio Salini, ex La7 e Sky, è stato designato dal ministro dell'economia al vertice della tv pubblica. Di Maio parla di rivoluzione culturale, ma il Pd sbarra la strada: "Nomine contro la legge, è lottizzazione selvaggia". Nel mirino il nuovo presidente in quota Lega Marcello Foa

Nominati dal Consiglio dei ministri: Marcello Foa (S) nuovo presidente Rai e Fabrizio Salini nuovo amministratore delegato Rai (D), 27 luglio 2018. ANSA

In ottemperanza alle disposizioni di legge e di statuto e a completamento delle designazioni già effettuate dal Parlamento e dall’azienda, per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione della Rai il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, ha proposto al Consiglio dei Ministri i seguenti nominativi: Fabrizio Salini, indicandolo per la carica di amministratore delegato, e Marcello Foa per la carica di consigliere di amministrazione. Marcello Foa è stato indicato dal Consiglio dei ministri come presidente del Consiglio d'amministrazione della Rai.

Chi è Fabrizio Salini, nuovo Ad Rai

Uomo dei media e non della politica, nonostante la laurea in Scienze Politiche, Fabrizio Salini, indicato come nuovo amministratore delegato della Rai, è romano e ha 51 anni.

Dal 2003 al 2011 ricopre il ruolo di vice president of entertainment channels di Fox International Channels Italy, gestendo tutta l'area dei canali di intrattenimento del gruppo. In questo periodo contribuisce alla nascita di canali come Fox Life, Fox Crime e Fox Retro, prima di passare a Sky Italia come head of entertainment and cinema programming gestendo i canali Sky Uno e Sky Cinema.

L'anno successivo, e cioè nel 2012, entra nel board of directors di Switchover Media con il ruolo di head entertainment & factual channels curando il lancio dei canali Giallo e Focus. Nel 2013 diviene vice president content fiction & kids di Discovery che nel frattempo ha acquisito Switchover Media. Dal febbraio 2014 è amministratore delegato di Fox International Channels Italy, per passare nel novembre del 2015 a La7 dove viene nominato direttore di La7 e La7d. Lascia l'incarico nel giugno 2017 e da gennaio scorso è direttore generale di Stand By Me, la società di produzione fondata da Simona Ercolani molto vicina al giglio magico di Matteo Renzi.

Marcello Foa, nominato mentre è in vacanza in Grecia

"Sono molto contento, orgoglioso e stupito. L'ho saputo stanotte altrimenti non sarei mai partito...". Così da un'isola greca nella quale sta trascorrendo le vacanze, Marcello Foa commenta all'Adnkronos la sua designazione a consigliere d'amministrazione Rai, in attesa della nomina a presidente.

Giornalista, dirige il Corriere del Ticino, docente universitario, dal 2014 Foa è vicepresidente di Asimmetrie,l’associazione italiana per lo studio delle asimmetrie economiche fondata e presieduta dal senatore leghista Alberto Bagna.  La sua opera più recente è il saggio Gli stregoni della notizia – Atto secondo. Come si fabbrica informazione al servizio dei governi. Ha un blog su il Giornale, si ritiene un sovranista convinto.

Foa indicato come presidente Rai: "Meritocrazia"

"Mi impegno sin d'ora per riformare la Rai nel segno della meritocrazia e di un servizio pubblico davvero vicino agli interessi e ai bisogni dei cittadini italiani". Lo scrive sul suo profilo facebook Marcello Foa, indicato dal Consiglio dei ministri come presidente del Consiglio d'amministrazione della Rai. E aggiunge: "Sono orgoglioso ed emozionato per la nomina a presidente della Rai, che è giunta inaspettata nell'arco di pochissime ore".

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Nominati dal Consiglio dei ministri: Marcello Foa (S) nuovo presidente Rai e Fabrizio Salini nuovo amministratore delegato Rai (D), 27 luglio 2018. FOTO ANSA

 

Quello di Marcello Foa, alla fine, è stato il nome che ha permesso al governo gialloverde di archiviare la pratica Rai. Perché, fino a poche ore prima dell'accordo annunciato da Di Maio a favore di telecamere, alla fine del Cdm, la poltrona del presidente di Viale Mazzini era tutt'altro che assegnata, a fronte di un accordo invece condiviso su Fabrizio Salini, come amministratore delegato.

Fonti leghiste, fino alla tarda serata di giovedì, non nascondevano che la situazione fosse realmente complicata, ("un vero caos"), con la minaccia da parte dei 5 Stelle di resettare tutto e ricominciare da zero, perché "meglio pescare tra debuttanti che affidare la Rai a persone troppo 'esperte', già compromesse con la vecchia politica", era il ragionamento opposto dal principale partito di governo all'alleato leghista. Preso atto del veto su figure come la Clerici, fedelissima di Giorgetti, Salvini si è preso una serata di riflessione, spiegando ai suoi che voleva essere lui a dire ultima parola.

E alla fine così, il ministro dell'Interno ha tirato fuori dal cilindro il nome a sorpresa, che finora nessuno aveva inserito nel totonomine che impazza da giorni. Marcello Foa, il giornalista italo-svizzero, lontano dai riflettori, vicino a Salvini, di cui dicono condivida la politica sovranista, è il manager che ha trovato il placet da parte di Di Maio: nuovo quel tanto che basta e in grado di incarnare il cambiamento che il governo di Conte sbandiera a destra e sinistra come sua cifra distintiva.

Che la giornata fosse quella giusta lo aveva fatto capire già un mattutino Salvini, che alla radio mostrava ottimismo: "Sulla Rai siamo arrivati alla fine, stiamo scegliendo le figure migliori". Occhi puntati quindi sul Cdm, previsto per le 12.00, che slitta di quasi un'ora, facendo pensare a un pre-incontro ristretto - poi smentito dal Carroccio - convocato in fretta e furia, proprio per chiudere la partita sulla Rai.

Poi da Palazzo Chigi trapela che il vicepremier Di Maio, uscirà per una dichiarazione alla stampa. "Alla Rai oggi diamo il via a una vera rivoluzione culturale", dice sorridente il vicepremier, mentre dal ministero dell'Economia il ministro Tria comunica in nomi dei prossimi presidente e ad della tv di Stato. Alle 14.38, la partita sulla Rai è formalmente chiusa.

Di Maio, nomine Rai: "Rivoluzione culturale"

"Inizia una rivoluzione culturale per la Rai. Foa e Salini sono i due nomi che su proposta del ministro Tria, il premier Conte e il Cdm hanno ritenuto all'altezza di questa grande sfida che è quella di avviare una rivoluzione culturale della Rai per liberarci dei parassiti e dei raccomandati". Lo ha detto il vice premier Luigi Di Maio, al termine del Cdm, parlando a Palazzo Chigi.

Anzaldi (Pd): "Nomine fuori legge"

Se l'ex premier Paolo Gentiloni si limita a scrivere su twitter un messaggio provocatorio: "Un sovranista indicato per la presidenza Rai. Usciremo dall'Eurovisione?", il Pd promette battaglia.

"Nessuna nomina di garanzia" protesta Michele Anzaldi, deputato del Pd  interpellato dall'agenzia Dire. "Salvini e Di Maio vanno contro la legge e militarizzano la Rai con una spartizione senza precedenti". Tria e Conte non pervenuti. Il Pd votera' contro e fara' battaglia dura con tutti i mezzi disponibili per difendere l'indipendenza dell'informazione".

"Foa è un fedelissimo di Salvini mentre Salini è stato l'ad de La7 nel momento in cui la tv di Cairo si è trasformata in un lungo talk show filo M5s contro Renzi e il Pd. Vogliono asservire il servizio pubblico alla loro lottizzazione selvaggia".

Barachini presidente della commissione di vigilanza Rai, Guerini al Copasir

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