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Sabato, 25 Maggio 2024
La polemica

Fratelli d'Italia vuole cancellare il reato di tortura

Presentata una proposta di legge in Commissione Giustizia alla Camera. Prima firmataria Imma Vietri

Una proposta di legge per abrogare il reato di tortura introdotto nell'ordinamento italiano nel 2017 dopo un tormentato iter parlamentare. A presentarla in Commissione Giustizia alla Camera sono alcuni esponenti di Fratelli d'Italia, prima firmataria Imma Vietri. Con il provvedimento, assegnato in Commissione Giustizia della Camera, si intendono di fatto abrogare gli articoli 613-bis e 613-ter del codice penale che introducevano il reato e si lascia in piedi solo una sorta di aggravante all'articolo 61 del codice penale.

Se non si abrogassero gli articoli 613-bis e 613-ter, spiegano i firmatari nella relazione che accompagna la proposta di legge  le Forze di polizia potrebbero finire nelle maglie del reato di tortura per l'uso della forza durante un arresto o in operazioni di ordine pubblico particolarmente delicate o per la collocazione di un detenuto in una cella sovraffollata.

"Il rischio di subire denunce e processi strumentali - osservano i deputati di FdI - potrebbe, inoltre, disincentivare e demotivare l'azione delle Forze dell'ordine, privando i soggetti preposti all' applicazione della legge dello slancio necessario per portare avanti al meglio il loro lavoro, con conseguente arretramento dell'attività di prevenzione e repressione dei reati e uno scoraggiamento generalizzato dell'iniziativa delle Forze dell'ordine". Secondo i firmatari che sono, oltre a Imma Vietri anche Amich, Cangiano, Cerreto, Chiesa, Ciaburro, Iaia, La Porta, Longi, Maiorano, Michelotti e Tremaglia, le pene previste per il reato sono anche "chiaramente sproporzionate rispetto ai reati che puniscono nel codice attualmente tali condotte (percosse, lesioni, minaccia eccetera) e non giustificate dall'andamento della situazione criminale in Italia". "Alla luce di tali considerazioni, per tutelare adeguatamente l'onorabilità e l'immagine delle Forze di polizia, che ogni giorno si adoperano per garantire la sicurezza pubblica rischiando la loro stessa vita e per evitare le pericolose deviazioni che l'applicazione delle nuove ipotesi di reato potrebbe determinare, la presente proposta di legge - si sottolinea ancora nella relazione - prevede l'introduzione di una nuova aggravante comune per dare attuazione agli obblighi internazionali" e "la contestuale abrogazione delle fattispecie penali della tortura e dell'istigazione del pubblico ufficiale a commettere tortura di cui rispettivamente agli articoli 613-bis e 613-ter del codice penale".

Cucchi: "Giù le mani dal reato di tortura"

La senatrice di Sinistra Italiana-Alleanza Verde Ilaria Cucchi si appella al capo dello Stato affinché non si cancelli dall'ordinamento l'aggravante del reato di tortura. "È notizia di queste ore la sospensione di 23 agenti del carcere di Biella accusati dalla magistratura di tortura di Stato nei confronti di 3 detenuti e nelle stesse ore veniamo a conoscenza dell'assegnazione in Commissione Giustizia della Camera di una proposta di legge di Fdi che vuole abrogare la tortura. Questo è un fatto gravissimo. Sostenere che la tortura in Italia non esista è una bugia. Far finta di niente e voltarsi dall'altra parte è già questa una violazione dei diritti umani e lo so perché l'ho provata sulla mia pelle. Più di un giudice, prima dell'introduzione di questa legge si è trovato a non poter procedere perché la legge non esisteva. Abbiamo lottato per la sua introduzione e ora rivolgo un appello a tutte le forze politiche soprattutto al presidente della Repubblica: giù le mani dalla legge che punisce la tortura", dichiara la senatrice che aggiunge: "Chi ha paura del reato di tortura legittima la tortura".

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