Reddito di cittadinanza da modificare: la nuova picconata di Italia Viva al Governo

Tra Italia Viva e alleati non c'è tempo per ricomporre una crisi che se ne riaprono di nuove. E mentre passano al partito di Renzi la deputata di Leu Rostan e il senatore Pd Cerno, con il Movimento 5 stelle si annuncia una nuova battaglia

L'ex premier Matteo Renzi in una foto di archivio Ansa

La crisi di governo - generata dai contrasti tra Italia Viva e il ministro della giustizia Alfonso Bonafede e sfociata poi in uno scontro a viso aperto tra Renzi e Conte - non è ancora andata in archivio che già si gettano le basi per il nuovo scontro tra gli alleati di governo. E ancora una volta si assiste allo scontro tra renziani e Movimento 5 stelle.

Il tema è il reddito di cittadinanza, o meglio, i numeri fin troppo positivi annunciati rispetto alle capacità del sussidio di generare lavoro, e le caldeggiate modifiche della misura.

Reddito di cittadinanza, beneficari costretti a cercasi lavoro da soli

Ad aprire lo scontro oggi è stata la senatrice di Italia Viva, Annamaria Parente, che ha accusato il presidente dell'Anpal Mimmo Parisi di aver fornito "numeri presunti ed imprecisi sul reddito di cittadinanza" tanto da dover ammettere che i circa 40mila beneficiari del reddito di cittadinanza che avevano trovato lavoro, lo avevano fatto autonomamente e non servendosi dei centri per l'impiego che ad oggi non hanno ancora gli strumenti. "Ed è solo il 4,3% del totale dei 908.198 beneficiari che risulta attivabile per il lavoro" accusa ancora Parente che mette in mostra i ritardi nella messa in funzione degli strumenti per la cosiddetta "Fase 2" del reddito di cittadinanza.

"I dati diffusi da ANPAL Servizi affermano che la maggior parte delle attivazioni sono contratti di lavoro temporanei ma non chiariscono se i contratti sono già scaduti o sono attualmente attivi, né che durata hanno o hanno avuto. I dati pubblicati dall'Istat il 30 gennaio dimostrano che i tassi di attività decrescono ed aumenta l'inattività. Il Presidente Parisi annuncia 200 mila nuovi occupati entro l'estate: in base a quale previsione, vista la totale assenza di trasparenza finora dimostrata e i ritardi nella fase 2 del reddito di cittadinanza?".

"Resta di tutta evidenza che il Reddito di cittadinanza per com'è fatto non funziona" conclude Parente che spiega come nelle prossime settimane Italia Viva presenterà proposte di trasformazione della misura.

Reddito di cittadinanza, nuovo scontro Italia Viva - M5s

Proposte che sicuramente aumenteranno le frizioni in seno alla maggioranza di governo tanto è vero che dal movimento 5 stelle è già trapelata una posizione ufficiale in cui i senatori pentastellati difendono a spada tratta la misura.

"Una cosa è ormai chiara dal reddito di cittadinanza non si torna più indietro: spinge i consumi, stimola la crescita e riduce le disuguaglianze sociali. Le osservazioni del presidente dell'Inps Pasquale Tridico indicano in modo netto e inequivocabile un calo dello 0,7 dell'indice di Gini, che misura le disuguaglianze dei redditi, cosa che in Italia non accadeva da 30 anni, in pratica dagli inizi degli anni '90".

"Giorno dopo giorno - rivendicano - stime ed indicatori economici smontano certe narrazioni strumentali su una misura che ha avuto il merito di riuscire a dare una risposta immediata a circa 2,5 milioni di persone, che vivevano in condizioni di marginalità sociale".

Crisi di Governo, che succede in Italia Viva

Intanto dopo le frizioni dei giorni scorsi sono in azione i pontieri per limitare i contrasti in quella che sembra a tutti gli effetti una crisi di governo impossibile da ricomporre

In un continuo gioco del cerino il capogruppo di Italia viva al Senato Davide Faraone ha spiegato che i renziani voteranno la fiducia al decreto legge intercettazioni "nel testo proposto da Bonafede e approvato dal Cdm". Ma subito l'avvertimento: "Chi votasse emendamenti non condivisi con il resto della coalizione sarebbe responsabile della rottura della maggioranza".

Domani mercoledì 19 febbraio il governo incasserà - presumibilmente - la fiducia sulla legge di conversione del decreto Milleproroghe, norma che non contiene il contestato Lodo Conte sulla prescrizione che ha acceso lo scontro con i renziani. Il risultato del voto alla Camera è atteso per l'ora di pranzo.

Rostan e Cerno passano a Italia Viva

Intanto dopo il passaggio della deputata Michela Rostan da Leu a Iv anche il senatore del Pd, Tommaso Cerno, sarebbe in procinto di lasciare i dem per approdare a Italia Viva.

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