Domenica, 24 Ottobre 2021
Flop comunali

Nemmeno il popolo del Reddito di cittadinanza vota M5S

Doveva essere un laboratorio in cui si dimostrava la potenza della santa alleanza tra Pd e Movimento 5 Stelle, ma Napoli non ha premiato il tanto amato ex Premier Giuseppe Conte

Il reddito di cittadinanza è da sempre tra i cavalli di battaglia del Movimento 5 Stelle. Lo è per tantissime ragioni. Intanto per sentimento nei confronti di una proposta nata con i primi meet up, quando Beppe Grillo girava l’Italia riempiendo i palazzetti con la forza delle idee e il carisma del personaggio; perché è rappresentativa di una certa cultura assistenzialista che, ieri più di oggi, il Movimento esprime nel panorama italiano; inoltre perché è una battaglia vinta, un traguardo, per cui rappresenta una medaglia sulla giubba dei pentastellati che, nel settembre 2018, ne accolsero l’approvazione con un’esultanza da stadio sul balcone di Palazzo Chigi, dopo che il primo Governo Conte ne ebbe stanziato i fondi per i primi tre anni. 

Sì, il Movimento ha attraversato una fase di crisi e cambiamento; è vero che con il Governo Conte ci sono state fratture insanabili che hanno provocato l’espulsione di chi oggi siede in Parlamento con il nome de “Alternativa c’è”, ma dall’inizio della Legislatura, il Movimento 5 Stelle ha avuto il merito di centrare alcuni obiettivi di programma. Tra questi l’importantissimo reddito di cittadinanza ed è per questo che sarebbe stato più che lecito aspettarsi un ritorno in termini di consenso. “Sarebbe” perché quel consenso non è arrivato. Lo dicono i numeri, che adesso andiamo ad analizzare. 

Reddito di cittadinanza e flop comunali M5S

La premessa da considerare è la geografia dell’analisi, cioè la scelta di analizzare i dati di una città simbolo sotto ogni punto di vista: Napoli. Il capoluogo campano è infatti la grande città del Sud Italia andata alle urne e anche dove si registrano i più alti numeri sia per il reddito che la pensione di cittadinanza. E’ giusto guardare più al Sud Italia che al Nord anche perché è lì lo zoccolo duro dell’elettorato de i 5 Stelle, tanto che, i delusi dal M5s al sud sono l’elettorato inseguito costantemente da Salvini, quello di lotta e non di Governo. 

In una panoramica generale italiana, stando ai numeri del Report annuale 2020 relativo all’anno 2019 del Ministero del Lavoro, vediamo come il reddito di cittadinanza (Rdc), che può arrivare a 780 euro mensili per una persona singola e fino a 1.380 euro per una famiglia, dal 1 aprile 2019 al 30 giugno 2020, ha raggiunto quasi 3,5 milioni di individui, per un totale di quasi 1,5 milioni di famiglie, che hanno ricevuto in media un ammontare mensile che va da 525 euro (solo reddito) a 561 euro (reddito e integrazione per l’affitto) a 641 euro (reddito e integrazione per il mutuo). La maggioranza del finanziamento è andato nella zona del Sud Italia, dove è arrivato il 39,9% del totale; solo il 22% nelle isole; il 15,8% al Nord Ovest; il 14,8% al Centro e il 7,6% al Nord Est. 

Reddito di cittadinana movimento 5 Stelle napoli - fonte Ministero-2

Rapporto Reddito di cittadinanza Ministero Lavoro 2020

L’anno 2019 è infatti stato l’anno in cui non si è abolita la povertà, come aveva audacemente decantato Luigi Di Maio, oggi pentito di quella sparata, ma di sicuro c’era stata un’inversione di rotta. Lo aveva confermato anche l’Istat nel giugno del 2020, quando aveva presentato il proprio Report sulla povertà in Italia 2019, rimarcando come, “dopo quattro anni di aumento, si riducono per la prima volta il numero e la quota di famiglie in povertà assoluta pur rimanendo su livelli molto superiori a quelli precedenti la crisi del 2008-2009”. Napoli dunque è emblematica perché è una grande città del Sud, ma è anche il capoluogo della Regione con la più alta concentrazione di nuclei familiari (dati Istat) che hanno beneficiato del reddito di cittadinanza: 19,6% (286.564 in assoluto) nel 2020 e 19,3% (171.855 in assoluto) nel 2021 (gennaio-agosto). Non solo perché la Campania, con la Sicilia, è la regione con la più alta incidenza in rapporto al totale dei nuclei residenti: tra il 9% e il 10% nel 202 (dati Ministero).

Reddito di cittadinana movimento 5 Stelle napoli  regioni - fonte Ministero-2


Se andiamo ad analizzare con un focus la provincia di Napoli, l’Istat ci dice che nel 2021 sono state 108.182mila famiglie (12,1%) a ricevere il Rdc. E’ la prima provincia d’Italia. Se poi si prende ad esempio solo il mese di agosto scorso, Napoli è sempre la provincia con il maggior numero di Rdc erogati d’Italia: ne hanno avuto accesso 486.317 persone, cioè 179.924 persone, per una media mensile di 642,26 euro.  Numeri che si confermano se si guarda a Napoli città dove, a marzo scorso, prendevano il reddito 157.000 famiglie per 459.000 persone coinvolte nel complesso. Per fare un paragone con il Nord, nello stesso periodo, nell'intero Nord erano 224.872 le famiglie con il reddito o la pensione di cittadinanza per poco più di 452.000 persone coinvolte. 

Dunque, se la partita romana resta fondamentale per altri motivi, Napoli rappresenta un esperimento fondamentale per il Movimento 5 Stelle, dove però, incrociando i numeri del reddito di cittadinanza con quelli i voti presi dal nuovo partito di Giuseppe Conte, il risultato sembra alquanto deludente. Di fatto, nella città capoluogo dove è arrivata la più grossa quota di soldi pubblici d’Italia a sostegno della condizione di povertà di famiglie e pensionati, il Movimento 5 Stelle ha raccolto 31.805 voti (9,73%), dietro il Partito Democratico con 39.904 voti (12,20) e anche la Lista per Manfredi sindaco con 32.451 voti (9,92%). Certo, è innegabile che la città partenopea sia stata la più grande soddisfazione di tutta la tornata elettorale delle comunali, dove a sentire la sinistra, ha funzionato l’alleanza fra Pd e M5s. Ma resta la certezza che il vero vincitore sia il Pd di Enrico Letta e il dubbio che da questo nuovo Ulivo, ci guadagnino più i democratici di quando non ne raccolgano i frutti i 5 Stelle. Del resto il grande clamore con cui Conte era stato accolto a Napoli non ha trovato una traduzione dietro le urne. Una lezione che imporrebbe una analisi, per evitare il rischio di essere molto amati, ma poco votati. 

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