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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Amarcord

Destre contro il reddito di cittadinanza, ma poi votano per i navigator: "inciucio" gialloverde

In Commissione bilancio prima passa la proroga del contratto dei navigator, ma poi viene affossato il voto digitale. Magi (PiùEuropa): "Baratto Salvini-Conte"

Il reddito di cittadinanza (Rdc) è stata una delle promesse realizzate dal Movimento 5 Stelle, diventato totem per i pentastellati e allo stesso tempo il bersaglio privilegiato della propaganda degli avversari. Per anni lo hanno massacrato da destra. Ieri però, nel cuore della notte, Fi, Fdi e Lega hanno votato il rinnovo dei navigator in Commissione bilancio, per la gioia dei 5 Stelle. All'emendamento successivo è stato il Movimento di Giuseppe Conte a dare una mano alle destre, disertando il voto e affossando l'emendamento sulla digitalizzazione della raccolta firma per le liste elettorali (a firma di Più Europa e Pd). Torna l’asse gialloverde, che era stato anche di Governo. Questa volta è per qualche ora, giusto il tempo di un inciucio sottobanco per mettere tutti d’accordo sul Dl Recovery. A denunciarlo è il deputato di Più Europa Riccardo Magi.

Navigator: prima li criticano e poi li votano

Così si spiegherebbe il comportamento dei partiti di destra, che non erano mai stati teneri con il Rdc e i navigator. "Questo governo, invece di credere nel futuro dei giovani e di offrire prospettive concrete, propone come unica soluzione il reddito di cittadinanza, paghetta offensiva di circa 500 euro di media". Lo diceva Silvio Berlusconi nel gennaio 2020, riferendosi al secondo Governo Conte.

"Il Reddito di Cittadinanza è un disastroso mix di assistenzialismo e precarietà. Disoccupazione e povertà si combattono mettendo le aziende nelle condizioni di assumere, non col metadone di Stato". Erano state parole pesanti quelle della leader di Fdi Giorgia Meloni nel settembre 2021. 

Non si era risparmiato neppure il leader della Lega Matteo Salvini quando, nel maggio 2020, aveva proposto di sospenderlo: "Vorrei sapere quanti posti di lavoro sono stati creati dai navigator, quanti percettori di reddito di cittadinanza hanno accettato o rifiutato l’offerta, perché in questo momento non ci possiamo permettere di privilegiare alcuni italiani e dimenticarne altri".

C'era anche chi era arrivato ad odiarlo talmente tanto il reddito di cittadinanza da proporne una petizione online per abolirlo. Si trattava di Italia Viva. Non ha avuto un esito felice tra l'altro. 

Parole che riecheggiano nella memoria. Tutto dimenticato per poche ore, ieri a mezzanotte inoltrata, quando tutta la Commissione bilancio alla Camera ha votato l’emendamento sulla proroga dei contratti dei navigator per altri quattro mesi (scadenza 30 aprile 2022), all’interno del decreto legge Recovery. Così il Dl, presto in arrivo all’Aula di Montecitorio, tiene in piedi il reddito di cittadinanza e, come spesso accade in politica, vincono tutti. Per Alessandra Carbonaro, vicecapogruppo di M5s alla Camera, l'accordo raggiunto "è un passo in avanti rispetto a quanto inizialmente proposto con un emendamento dei relatori Pd e Forza Italia al decreto Recovery". Per le destre, è stato invece arginato il pericolo di uno scempio ancora peggiore: "A fronte di una proposta che avrebbe imposto l'assorbimento dei navigator da parte delle regioni, che hanno in capo la responsabilità centri per l'impiego, si è riusciti a trovare una soluzione alternativa e a superare questa possibilità" ha detto il deputato di Forza Italia Paolo Zangrillo.

Bocciato l'emendamento su firma digitale: M5s assenti

Tutti d'accordo dunque. Strano ma vero e si va avanti con l'ultimo emendamento, quello per estendere la raccolta firme digitale alla presentazione delle liste elettorali: primo firmatario Riccardo Magi di PIù Europa. Dopo uno scontro fra destra e sinistra, alla fine è finita 19 a 19 e l'emendamento è stato bocciato, con Italia Viva (1 voto) astenuta, Leu (1 voto) assente, Coraggio Italia (2 voti uno a favore uno contro) presente, Pd presente al completo che ha votato a favore, Lega - FI - Fdi presenti al completo per votare contro perché giudicato un argomento “non attinente” con il Recovery. E il Movimento 5 Stelle? Quattro deputati assenti. 

"Non ha caso - ha tuonato Riccardo Magi -. Le assenze, molto probabilmente, non sono state casuali ma frutto di un accordo politico. Poco prima della mezzanotte erano rimasti due nodi politici da risolvere: la proroga dei navigator e la firma digitale per le liste elettorali. L'accordo politico consociativo ha sciolto il primo nodo (che stava a cuore al M5a) a scapito del secondo". In pratica, secondo il radicale, il centrodestra avrebbe ceduto sui navigator. In cambio i pentastellati si sarebbero defilati sulla raccolta firme digitali per la presentazione delle liste elettorali.  

"Stanotte si sono uniti perché non ci fosse un'altra piccola grande conquista di riforma della politica che avrebbe portato legalità e trasparenza in una delle fasi più importante e più oscure della vita democratica come è la presentazione delle liste di candidati. - ha proseguito Magi - Lega e Italia Viva hanno accordato la proroga ai navigator sui quali Salvini e Renzi hanno straparlato fino a ieri pur di non far passare la firma digitale, mentre M5s, che ci voleva far credere di fare seriamente battaglie di legalità sulla raccolta delle firme e persino di avere a cuore l'innovazione al servizio della democrazia, ha buttato via tutto questo per avere sei mesi di proroga dei Navigator. Ha vinto la contro riforma consociativista". 

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