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Lunedì, 4 Luglio 2022
Prova da sforzo

Il Pd mette nel mirino il Reddito di cittadinanza

Fra i democratici c'è chi rimetterebbe mano alla legge M5s. La deputata Pd Enza Bruno Bossio a Today: "Così il sistema é schizofrenico"

Il Partito democratico mette in discussione il reddito di cittadinanza tanto caro al Movimento 5 Stelle. Arriva un’altra prova da sforzo per l’alleanza di centrosinistra che, per usare le parole del deputato Pd Andrea Romano, vive "un passaggio faticoso". Il punto è che la riforma cavallo di battaglia dei pentastellati comincia a dare problemi per il Nazzareno. Cosa succede? C’è una questione di stagnazione della domanda di lavoro stagionale a fronte di un’offerta più alta. Secondo il Ministero del turismo mancano 350mila addetti e il principale sospettato di questa condizione è il Reddito di cittadinanza (Rdc) che, a questo punto, ha tutte le caratteristiche per diventare un tema caldo della prossima campagna elettorale. Nel Pd c’è voglia di rimetterci mano e questo non sarà indolore per l’asse Pd-M5s. 

Enza Bruno Bossio (Pd): "Modificarlo ma non abolirlo"

Tra chi vede un rinnovamento del contributo per disoccupati, c’è la deputata Enza Bruno Bossio che, direttamente a Today, ha spiegato: "Per me, in uno Stato moderno, ci deve essere un sistema che garantisca un diritto a chi non lavora, non per colpa sua, ma per responsabilità dello Stato. Io sono totalmente d’accordo con un reddito di cittadinanza, ma non con questo sistema schizofrenico".

Bossio non è contraria alla riforma in sè, ma con il sistema e individua diversi elementi da rivedere. "Intanto per me questo diritto non può essere familiare, ma deve essere individuale". Poi c’è un tema propedeutico per fissare i paletti del reddito di cittadinanza, cioè il salario minimo. "Faccio l'esempio della Svizzera, dove il salario medio è tremila euro. Lì il sostegno ai disoccupati non può essere 500 euro" spiega la deputata. 

"Allora ci sono due cose da fare. - continua Bossio - Primo, serve un salario minimo perché il reddito minimo sarà di poco al di sotto del minimo salariale. Secondo, bisogna rendere possibile tornare al reddito di cittadinanza nell’immediato per chi finisce di lavorare". Infatti oggi, se una persona smette di lavorare dopo alcuni mesi, rientrare nella popolazione di chi vive con il sostegno dello Stato è un percorso lungo e faticoso. Invece per la democratica, il passaggio deve essere immediato e facile. Altrimenti la persona rischia di essere incentivata a rimanere "attaccata" al sostegno dello Stato, rinunciando al lavoro. 

Basta sparare a zero contro il reddito di cittadinanza

Ultimo elemento riguarda i criteri su cui stabilire l'elargizione degli aiuti di Stato. "Giusto legarlo al reddito Isee, ma va alzata l’asticella. - prosegue la deputata democratica - Oggi si aiuta chi ha reddito Isee basso, ma chi ce lo ha più alto non è un ricco, è semplicemente uno che ha visto alzarsi il suo reddito per aver lavorato nell’ultimo periodo". Dunque in casa Pd non c’è l’idea che il Reddito di cittadinanza sia un errore, ma che ci sia molto di rifare. Tutto al netto di un mercato del lavoro in cui l'offerta non è allettante perché "se i contratti stagionali sono adeguati, secondo me una persona preferirà sempre lavorare" ha concluso la deputata Bossio. Alla fine, alla riforma del M5s, Bossio cambierebbe anche nome. "Reddito di cittadinanza è sbagliato. Lo chiamerei Reddito minimo garantito". 

Tutti contro il Reddito di cittadinanza

La posizione di Enza Bruno Bossio arriva seconda solo a quella del collega senatore Dario Stefano, che sui social ha scritto: "Inutile continuare a negare che il Reddito di cittadinanza del Governo giallo verde, per come è stato concepito, è stata una follia, come lo è stata quota 100 per la casse dello Stato. L'idea del ministro del turismo leghista - si proprio così, ministro leghista, avete letto bene - di proporre un decreto flussi per coprire con i migranti i posti di lavoro scoperti, è una toppa tardiva e insufficiente. Il reddito di cittadinanza va modificato sostanzialmente nei contenuti, nelle forme e nel funzionamento. Basta con la difesa di bandierine ideologiche, dannose per l'economia e il Paese".

Stefano aveva fatto eco al leader di Italia Viva Matteo Renzi, il quale, in un tweet, aveva espresso quanto fosse "folle" il reddito di cittadinanza proprio alla luce dei 350mila posti di lavoro rimasti vacanti. "Oggi l’allarme sui quotidiani: mancano 350mila addetti per la stagione. Il ministro del Turismo (leghista!) propone un decreto flussi per coprire con i migranti i posti di lavoro. Inutile girarci intorno: il reddito di cittadinanza è una follia" ha scritto ieri su Twitter il senatore ex Pd. 

Dopo aver lanciato il nome di Elisabetta Belloni nella mischia del voto per il Quirinale; dopo aver preso posizione sull’invio di armi in Ucraina e la sua ambiguità di fronte alle presidenziali francesi, adesso c’è anche la grande vittoria del Governo gialloverde a mettere in crisi Conte, che vede i rapporti col Pd ridursi al lumicino. Nel Pd una fronda vorrebbe che il segretario Pd scaricasse subito Conte. Letta resta in attesa dell’esito delle prossime elezioni comunali. Come spiegato a Today dal deputato Orfini (Pd), il 12 giugno sarà il vero banco di prova per testare la salute dell’unità dei progressisti. Nella speranza che i numeri possano compensare i troppi temi su cui ormai Pd e M5s non sono più in sintonia. 
 

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