Sabato, 27 Febbraio 2021
Italia

Il Pd ha un problema con il reddito di cittadinanza: i sondaggi parlano chiaro

Le riforme 'renziane' dividono il Pd mentre a sorpresa i Democratici apprezzano il reddito di cittadinanza, la modifica della legge Fornero, il taglio delle pensioni d'oro. A rivelarlo è la stessa campagna di ascolto condotta dal partito retto da Martina

Le riforme 'renziane' dividono il Partito Democratico mentre a sorpresa i Democratici apprezzano il reddito di cittadinanza, la modifica della legge Fornero, il taglio delle pensioni d'oro. A rivelarlo è la stessa campagna di ascolto condotta dal partito di Maurizio Martina, riunito a Milano per il forum programmatico.

Il jobs act, la buona scuola e il referendum costituzionale sono gli argomenti pià 'discussi' dalla base democratica. La consultazione - su vasta scala - voleva fornire spunti di riflessione e tramite il sito ilfuturociascolta.it sono state raccolte 24 mila risposte, più 600 contributi spontanei. Il più giovane è Giacomo, di 15 anni, il più anziano Renato di 89.

il futuro ci ascolta pd 2-2

In rosso nelle slide presentate dal Pd le tematiche più discusse, in verde quelle che ottengono i maggiori apprezzamenti

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Piuttosto prevedibilmente i risultati sono omogenei per quanto riguarda i valori di fondo (no alla corruzione, al razzismo, all'ignoranza, alla mancanza di meritocrazia) con la richiesta di un Paese con "più giustizia sociale, meno burocrazia e un forte senso civico".

Eppure entrando nel dettaglio delle misure varate dai "governi dem" - Letta, Renzi e Gentiloni - le cose si complicano. Se è vero che la legge sulle unioni civili, il reddito di inclusione e le politiche dell'immigrazione riscuotono il maggiore consenso, è anche vero che la base Democratica plaude all'idea di introdurre il reddito di cittadinanza, di modificare della legge Fornero e tagliare le pensioni d'oro.

E che il caos aleggi tra i simpatizzanti del partito democratico è confermato anche dagli ultimi sondaggi. Da una indagine svolta dall'istituto Ipsos e pubblicata da La Stampa emerge chiaramente come in vista del Congresso il Pd sia acefalo e ancora alla ricerca di un leader per il dopo Renzi. La stragrande maggioranza boccia infatti i nomi fatti fino ad ora.

A suo parere, tra questi possibili leader, il PD deve ripartire da… ?

Paolo Gentiloni 11
Nicola Zingaretti 9
Marco Minniti 5
Matteo Renzi 5
Carlo Calenda 5
Francesco Boccia 3
Matteo Richetti 1
(nessuno di questi) 37
(non sa, non indica) 24
TOTALE 100

Forse anche per questo il segretario reggente Martina non ha ancora annunciato la data del Congresso? Intanto Sabato 8 dicembre a piazza del Popolo a Roma la "nuova Lega" di Matteo Salvini scenderà in piazza per suggellare la nascita del nuovo partito più nazionale e sovranista.

Sondaggi, tutte le ultime rilevazioni

Ma tra i dati emerge come detto una "strana" approvazione del reddito di cittadinanza che come da intenzioni del governo potrebbe andare a sostituire l'altro sussidio, il noto Rei.  Eppure come scrivevamo proprio ieri secondo una rilevazione di Index Research per Piazza Pulita solo il 30,5% degli intervistati (rappresentativi del totale della popolazione) si dice favorevole al sussidio e quasi uno su due boccia la manovra.

Solo il 30,5% degli intervistati pensa invece che il sussidio per chi non ha un'occupazione sia una misura positiva per l'economia, mentre il 12% non sa o non risponde.

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Se allarghiamo il discorso alla manovra cambiano le percentuali ma non l'orientamento degli elettori: il 47,3% degli intervistati boccia la legge di bilancio targata M5s-Lega, mentre il 37,9 % del campione esprime un parere favorevole. 

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La decisione dei 5 Stelle di "intestarsi" in qualche modo la manovra non sembra pagare neppure se guardiamo alle intenzioni di voto: stando a Index Research, il M5s si attesta al 27,4% in flessione di un punto e mezzo rispetto all'11 ottobre. 

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Supermedia: anche la Lega in calo, stabili Pd e Fi

Stando all media calcolata da YouTrend partendo dai dati di sette istituti di ricerca (EMG, Euromedia, Ixè, Noto, Piepoli, SWG, Tecnè), anche la Lega subisce una battuta d'arresto. Il Carroccio è dato in flessione di 0,8 punti rispetto a due settimane fa. Stabili Pd e Forza Italia, con il M5s che si attesta al 28,1%, in calo di mezzo punto. Se prendiamo la media dei sondaggi realizzati nelle ultime due settimane, il calo dei 5 Stelle sembra dunque più contenuto. I due partiti al governo possono comunque contare su un consenso ancora molto elevato (58,7%). 

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(Screenshot da YouTrend)

Istituti considerati: Demopolis, EMG, Euromedia, Ixè, Noto, Piepoli, SWG, Tecnè

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