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Tra "lotta alla povertà" e "incentivo al lavoro nero": intervista doppia sul reddito di cittadinanza

Confronto tra Claudio Cominardi, sottosegretario al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e Andrea Romano, deputato del Partito democratico

 

E' il simbolo e orgoglio del Movimento 5 stelle, il cavallo di battaglia nella scorsa campagna elettorale e la priorità dell’agenda del governo gialloverde. Per i detrattori, invece, il reddito di cittadinanza è il miracolo che non ci sarà, è una botta in testa a chi ha più bisogno e un incentivo al lavoro nero. Confronto tra Claudio Cominardi (M5s), sottosegretario al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e Andrea Romano, deputato del Partito democratico. 

"Per la prima volta si tende la mano agli ultimi. Stiamo facendo quello che avrebbero dovuto fare gli altri governi - dice il sottosegretario Cominardi -. Saranno 5 milioni di persone i beneficiari del nuovo reddito. A loro sarà garantito un contributo fino a 780 euro al mese. Non solo. La carta prepagata con l’utilizzo obbligatorio di parte dei soldi rimetterà in moto l’economia. In più il potenziamento e gli investimenti previsti sui centri dell’impiego diminuiranno la disoccupazione".  

Ritoccato il fondo, i soldi per il reddito di cittadinanza sono sempre meno

Secondo le opposizioni la manovra sarà un fallimento e non sarà la carta prepagata a rilanciare l’economia: "Anche l’ex ministro Tremonti con Berlusconi ci aveva provato con la social card, peccato che poi sia stato il governo che ha accompagnato la più grave crisi economica fino a oggi", dice l'onorevole Romano. "Dite agli italiani la verità": per il Pd il reddito di cittadinanza è solo una misura propagandistica in vista delle prossime elezioni europee.

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