Lunedì, 25 Ottobre 2021
Politica Spagna

Catalogna, gli autonomisti europei in allarme: "Fra le peggiori pagine della democrazia"

Si aggrava la situazione in Catalogna con gli arresti di decine di esponenti del governo autonomo della regione dopo la convocazione del referendum per l'indipendenza. L'appello del Pd a fermare la "spirale di violenze". Zaia: "Attentato alla democrazia"

Nonostante l'aggravarsi della situazione in Catalogna, dove oggi la Guardia Civil ha arrestato decine di esponenti del governo autonomo della regione, la Commissione europea continua a non commentare le tensioni collegate alla prospettiva di un referendum sull'indipendenza, convocato dal governo catalano per il primo ottobre e osteggiato da Madrid.

Nei giorni scorsi, il presidente dell'esecutivo di Bruxelles Jean-Claude Juncker si era limitato a dire che se la Catalogna dovesse diventare uno stato indipendente, dovrebbe seguire la procedura di adesione all'Unione europea partendo dall'inizio, come previsto dalle regole fissate nel 2004.

Le reazioni: i partiti italiani attaccano Rajoy

"Quella che si sta scrivendo in queste ore in Catalogna è "una delle peggiori della storia della democrazia in Europa". A sostenerlo il presidente del Veneto, Luca Zaia, esprimendo la propria "solidarietà totale al popolo catalano".

"In queste ore, anche in maniera poco evidente, si sta perpetrato un attentato alla democrazia. Di fronte alla richiesta di un popolo di potersi esprimere, c'è un governo che decide di rispondere alla democrazia con la dittatura, con arresti, sequestri, perquisizioni e quant'altro", ha detto ancora Zaia che da governatore ha firmato il decreto che indice il referendum consultivo per l'autonomia del Veneto che si terrà tra poche settimane

"E' una vicenda da condannare, tutti assieme, senza se e senza ma, indifferentemente dal proprio credo politico", ha aggiunto il presidente del Veneto, secondo cui siamo di fronte a "un governo che non ha il coraggio di mettersi in discussione e soprattutto non rispetta il popolo. Vengono meno i dettami della democrazia", ha concluso Zaia.

Catalogna, Pd: "Fermare spirale e tornare al dialogo"

Critiche al governo Rajoy anche dal Partito Democratico con Piero Fassino che lancia un appello direttamente della Direzione del PD.  

"Gli arresti operati questa mattina dalla polizia spagnola a Barcellona nei confronti di esponenti del governo catalano rappresenta un ulteriore allarmante aggravamento di un conflitto che di giorno in giorno diventa sempre piu' aspro e dagli esiti imprevedibili. E' urgente fermare questa spirale e ritornare al dialogo, aprendo un confronto tra Madrid e Barcellona per individuare un percorso condiviso e soluzioni che evitino lacerazioni drammatiche"

Lega: "Buttare fuori la Spagna dall'Europa"

"Arresti, perquisizioni, censure, minacce. Quanto avvenuto nei mesi scorsi in Turchia contro ogni forma di democratica opposizione al regime di Erdogan, quanto avvenuto contro giornali, partiti, sindacati ecc si sta adesso ripetendo in Spagna nei confronti della Catalogna. Il tutto nel solito silenzio complice dell'inutile UE e nel solito silenzio del nostro Governo bravo solo a zerbinarsi davanti ai dittatori. La Spagna si sta comportando esattamente come il dittatore Erdogan e meriterebbe di essere buttata fuori dall'Europa come la Turchia non merita di entrarci".

Lo dichiara Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e Segretario della Lega Lombarda. "Noi stiamo dalla parte della democrazia, dell'autonomia dei territori e della liberta' dei popoli, noi stiamo con la Catalogna e con i catalani".

Sinistra: Rajoy mostra volto autoritario ?

"Il blitz e gli arresti operati dalla guardia civil spagnola in in queste ore a Barcellona rappresentano una inaccettabile e gravissima risposta repressiva nei confronti delle istituzioni e della popolazione della Catalogna". Lo afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni. "Invece di aumentare gli spazi del confronto democratico - conclude il segretario di SI - il governo Rajoy dimostra il proprio volto autoritario e repressivo".

Leggi anche: Catalogna e Kurdistan, sui referendum autonomisti l'incubo della repressione

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Cittadini catalani manifestano per le strada di Barcallona con centinaia di bandiere lo scorso 11 settembre 2017. (Foto ANSA/AP Photo/Emilio Morenatti) 

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