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Giovedì, 23 Maggio 2024
Politica

Movimento 5 Stelle, Grillo apre al referendum: "Se il problema sono io..."

Il capo dei 5 Stelle, attaccato dalla senatrice grillina Adele Gambaro, chiama i lettori del suo blog al referendum su se stesso per capire "se sono io il problema"

“Sono io il problema?”. O meglio, “se sono io il problema” ditemelo. Forse era inevitabile, sicuramente è successo. Alle 16:38 di un 11 giugno non casuale sul blog di Beppe Grillo è comparso il referendum sul Capo. Un auto referendum visto che a interrogare la base è stato lo stesso Grillo: “Vorrei sapere cosa pensa il Movimento 5 Stelle di queste affermazioni, se sono io il problema”. Con tanto di firma messa in calce al virgolettato. Ma perché proprio oggi Beppe ha sentito l’esigenza della verifica? Il motivo (apparente) sta nelle parole che la senatrice grillina Adele Gambaro ha rilasciato ai microfoni di Sky Tg24. Parole di pietra ed un bersaglio, il Capo, appunto:

“Due comuni conquistati non sono un successo, ma una débâcle elettorale. Inoltre ci sono percentuali molto basse. Stiamo pagando i toni e la comunicazione di Beppe Grillo, i suoi post minacciosi. Mi chiedo come possa parlare male del Parlamento se qui non lo abbiamo mai visto. Lo invito a scrivere meno e osservare di più. Il problema del Movimento è Beppe Grillo, noi il lavoro lo stiamo facendo e questo non viene percepito. Invece di incoraggiarci, scrivendo questi post ci mette in cattiva luce. Credo che altri all'interno del Parlamento abbiano le mie stesse idee; il disagio c'è ed è evidente, ma non arriva a un dissenso vero e proprio”. Beppe legge le agenzie e a stretto giro lancia il web referendum sul suo operato.

La cosa potrebbe apparire come una sorta di botta e risposta interno. Un uno contro uno. Non è così, non è affatto così. Le parole della senatrice Gambaro sono arrivate, infatti, dopo un paio di settimane travagliate per i grillini. Dar la misura di una faccenda travagliata è sempre complicato, soprattutto quando la cosa riguarda questioni personali. Come è successo con Grillo (e come potrebbe essere altrimenti vista la natura verticistica del Movimento?). Tuttavia, al di là dei naturali sentimentalismi che accompagnano la figura del leader, la diatriba sta tutta dentro il recinto della politica. E come la storia insegna, proprio in politica le notti dei lunghi coltelli, anzi i pomeriggi, arrivano sempre immediatamente dopo i flop elettorali. E in questo caso la misura della ‘slavina’ a 5 Stelle ha una portate storica.

GRILLO: "IL PARLAMENTO NON SERVE"

Si perché il Movimento è uscito dalle comunali con le ossa rotte. Un paio di sindaci all’attivo, e bacino elettorale dimezzato. In tre mesi ha bruciato praticamente la metà del consenso guadagnato alle politiche di fine febbraio. All’epoca, Beppe Grillo, uscì dalle urne come l’assoluto vincitore della tornata elettorale. Uno tsunami che dalle piazze aveva invaso le istituzioni. Nel breve, però, il giocattolo si è sfasciato; la fotografia l’ha data il risultato delle amministrative. Tanto che, all’indomani dei ballottaggi, è arrivato il contro tsunami interno.

IL FLOP ALLE URNE DEI 5 STELLE

Ora è il tempo delle polemiche, quelle aspre. Quelle che fanno male e che chiamano in causa direttamente il deus ex machina del Movimento. Vuoi i troppi tatticismi; vuoi le conseguenze causate dal ‘gran rifiuto’, la mano tesa di Bersani nelle vesti di segretario del Pd e premier in pectore (e, a vederla oggi, sembra passata un era geologica). Quell’invito liquidato da quel “sembra di stare a Ballarò” di Roberta Lombardi e che ha dato avvio alle larghe intese. E poi le diatribe sui rimborsi e sulla diaria; le epurazioni o le espulsioni; il caso Gabanelli o Rodotà, prima portati in trionfo come paladini del nuovo, poi scaricati senza mezzi termini.

LA GAMBARO FA TREMARE IL LEADER: ESPULSA

Sta di fatto che ai 5 Stelle è venuta meno la terra sotto i piedi e a qualcuno, come la senatrice Gambaro, è venuto in mente di portare il conto al presidente. Proprio oggi, nel giorno del dopo Crimi votato al ballottaggio (con tanto di spaccatura del gruppo di palazzo Madama), è arrivata l’ennesima batosta interna. La sensazione è che fuori dalle ‘mura’ del blog, l’insofferenza sia ai livelli di guardia. E che il referendum lanciato da Beppe prenda le fattezze dello spartiacque. Lascio o non lascio, o con me o contro di me. Al web l’ardua sentenza.

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