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Venerdì, 24 Maggio 2024
Politica

Referendum, torna lo spettro dello spread: "Ma l'Italia non uscirà dall'Euro"

Il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, prova a rassicurare i mercati dopo la bomba lanciata dal Financial Times: "Agitazione figlia solo dell'incertezza". Dalle Regioni anche i presidenti Pd iniziano a guardare oltre il voto. Rossi (Toscana): "Dopo il 4 dicembre, se vince il no, in questo Paese tutto si aggiusterà, ci sarà solo qualche contraccolpo nell'immediato"

ROMA - Lo spettro dello spread. La bomba dell'Italia fuori dall'Euro in caso di vittoria del No. Il Referendum si avvicina e inizia a far paura ai mercati. Si legge in questo senso la posizione di Bankitalia che, tramite le parole del governatore Ignazio Visco rilasciate a La Stampa, prova a rassicurare gli investitori: "Vinca il Sì o il No, l'Italia dovrà andare avanti con le riforme. Qualunque sia il risultato della consultazione, all'indomani del voto la direzione di marcia non potrà che essere quella di proseguire nella ricerca della risposta giusta ai cambiamenti". Succederà? "Vi sono tutte le possibilità - ha risposto il Governatore di Bankitalia - per incidere positivamente sulla struttura produttiva e sul modo di funzionare".

LA BOMBA DEL FT - Il Financial Times nelle ultime ore ha evocato addirittura l'uscita dell'Italia dall'Euro nell'eventualità di una vittoria del No. Perché tanta agitazione? "Non c`è chiarezza - la lettura di Visco - su quella che sarà la risposta successiva all'esito del referendum". Qualunque sia l'esito del referendum, però, il compito dell'Italia non cambia di una virgola. "Esattamente: lo sforzo di rendere il nostro ambiente economico più favorevole all'attività di impresa dovrà continuare. Solo così si potrà dissipare l`incertezza che condiziona gli investimenti e frena la crescita. Ovviamente, le risposte non sono semplici. Tuttavia mi sembra che, pur nelle difficoltà dell'emergenza, in questi ultimi difficili anni si sia andati in questa direzione".

LO SPETTRO DELLO SPREAD - Qual è la sua lettura del governatore di Bankitalia sul movimento degli spread, che sono risaliti dappertutto in Europa, ma in Italia di più? "Riflettono - risponde Visco - in buona misura la percezione delle nostre capacità di crescita. Dobbiamo dimostrare, come lavoratori e come imprese, di essere in grado di adeguarci ai cambiamenti. In ogni caso abbiamo un differenziale dei tassi di interesse che è ancora nei limiti di una valutazione ragionevole delle variabili in gioco".

Referendum costituzionale, le foto delle due campagne (Ansa)

LE REGIONI PD "FRENANO" LA PAURA - A frenare l'incubo dello spread è, nelle stesse ore, il presidente della Toscana, Enrico Rossi (Pd), che, ad Agorà (RaiTre), attacca il sistema-Italia: "I problemi dello spread dipendono dal nostro debito che è aumentato perché cresciamo meno". Crescita. Questa la parola d'ordine verso il voto. Crescita a prescindere dall'esito referendario. "Dopo il 4 dicembre, se vince il no, in questo Paese tutto si aggiusterà, ci sarà solo qualche contraccolpo nell'immediato".

CRITICHE ALLA CAMPAGNA ELETTORALE - Rossi, che continua a reputare la riforma "un passo avanti, anche se, come ogni prodotto, è discutibile", punta il dito contro la campagna elettorale portata avanti sia da Renzi che da Grillo: "Non mi ha convinto il modo in cui il premier ha condotto la campagna elettorale, ha seguito troppo i consigli di Jim Messina" ma "Abbassare i toni, mi pare fondamentale", ha affermato Rossi, che ha citato negativamente le accuse di "serial killer" e di "accozzaglia" rivolte dalle varie parti in causa: "Torniamo al merito, vediamo cosa pensiamo nel merito della riforma.

CHI E' JIM MESSINA - Un nome che agli italiani non dirà molto. Ma Jim Messina, citato oggi dal presidente della Regione Toscana in diretta ad Agorà, è più di un consigliere per il premier: "E' l’uomo dei numeri, della matematica applicata alla politica, lo stratega dei flussi elettorali digitali". Così lo ha dipinto Alberto Flores D'Arcais su L'Espresso: nella sua carriera ha portato Obama alla vittoria nel 2012 e ha distribuito consigli e dettato la linea all'ex premier britannico David Cameron. La sua strategia? Una moderna versione della campagna elettorale "porta a porta": solo che per arrivare all'elettore la strada ora è fatta di mail. In fondo, per Messina "tutte le elezioni sono sempre un referendum sul futuro. Il candidato che riesce ad afferrarlo vince".
 

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