Domenica, 9 Maggio 2021
Italia

Non indipendenza ma più autonomia: i referendum (legali) in Veneto e Lombardia

L'onda lunga del referendum in Catalogna arriva in Italia. Il 22 ottobre lombardi e veneti votano un referendum consultivo per chiedere maggiori autonomie, ma anche in Sardegna e Emilia-Romagna cova il fuoco dell'autonomismo

I presidenti della Regione Lombardia Roberto Maroni (s) e della Regione Veneto Luca Zaia (d) sul palco del tradizione raduno della Lega Nord a Pontida (Bergamo), 17 settembre 2017. ANSA/ PAOLO MAGNI

Un voto popolare, dichiarato illegittimo dalla Corte suprema di Madrid, 800 feriti negli scontri tra cittadini e Guardia Civil, risultati incontrollabili (avrebbe votato il 42% degli aventi diritti, con il 90% di sì), e la Spagna che esce indebolita nella sua credibilità dal tentativo di fermare la secessione della sua regione più ricca, la Catalogna.

Su Barcellona e le altre città catalane si concentra l'attenzione internazionale nell'attesa dello sciopero generale indetto nello stesso giorno in cui il parlamento catalano potrebbe proclamare l'indipendenza. Tuttavia i riflettori si sposteranno a breve a poche centinaia di chilometri sull'Italia dove per il 22 ottobre verranno celebrati i due referendum sul cosiddetto regionalismo differenziato in Lombardia e in Veneto.

I cittadini delle due regioni a guida leghista verranno chiamati infatti alle urne per due consultazioni convocate nel pieno rispetto della legge, e in linea con i dettami della Costituzione repubblicana.

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Il 22 ottobre 2017 i cittadini della Lombardia e del Veneto chiamati alle urne dalle ore 7 alle 23, troveranno sulla scheda un quesito che non chiede la secessione delle due regioni, ma la concessione di una maggiore autonomia dallo Stato centrale secondo il modello delle Regioni a statuto speciale.

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La consultazione caldeggiata dalla Lega che guida le due Regioni, ha trovato ampio consenso anche tra le forze di opposizione, sul testo che lombardi e veneti troveranno sulle schede.

"Volete voi che la Regione Lombardia, nel quadrodell’unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie perrichiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari diautonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 116,terzo comma della Costituzione?".

Più semplice il testo che i cittadini del veneto troveranno sulle schede nelle urne il 22 ottobre. 

"Vuoi che alla Regione del Veneto siano attribuite ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia?".

In quanto consultive, le due consultazioni non hanno valore vincolante ma potrebbero avviare, in caso di vittoria dei Sì, una trattativa tra le Regioni e il Governo. Il Governatore Zaia negli ultimi interventi chiarisce quali sono le prerogative della "nuova autonomia" che il Veneto rivendica. 

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Se i referendum autonomisti di Veneto e Lombardia era già in calendario da tempo, l'effetto contagio dei fatti di Barcellona è già arrivato nei Paesi Baschi ma anche in Italia si agitano vecchie bandiere autonomiste che si fanno scudo del principio di autodeterminazione dei popoli.

Al Nord la fase indipendentista simile a quella che sta vivendo la Catalogna, si è già conclusa quando la Lega "rivoluzionaria, secessionista" di Umberto Bossi che nel 1997 proclamò l'idipendenza della Padania si tramutò nel 2001 in un movimento riformista al governo con Berlusconi. 

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