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Mercoledì, 12 Giugno 2024
Regione Lazio

Roma "affonda", ma in Regione vince lo spreco

La Regione Lazio ieri ha fatto stampare mezzo milione di pagine di documenti "fondamentali": ogni consigliere ha ricevuto più di ottomila fogli. Una situazione che, evidentemente, stride con l'emergenza romana

ROMA - Una barca che affonda e una zavorra, ogni giorno nuova, pronta a trascinare l'imbarcazione ancora più giù. E' questa la fotografia di Roma: una città, un'amministrazione e una intera Regione strangolate da un buco di bilancio tale da richiedere l'intervento del governo con un decreto legge speciale, il dl "salva Roma" appunto. E se l'intervento dell'esecutivo fa già discutere di suo - per efficacia e tempestività - l'ultimo regalino che giunge dalla Pisana non farà certo felici i contribuenti romani. 

Ieri, mentre alla Camera si discuteva sulle possibili mosse per dare un po' di respiro ai conti pubblici capitolini, al Parlamentino della Regione Lazio i commessi erano bene impegnati a stampare, foglio più foglio meno, mezzo milione di fotocopie. 

Fra Bilancio di previsione 2014 e altri documenti "fondamentali", infatti, in Aula ieri sono state distribuite ottomiladuecento pagine ad ognuno dei sessantuno consiglieri regionali. Totale? La bellezza di 500mila e 200 fogli

Otto i documenti che hanno "distrutto" le fotocopiatrici della Pisana: la "legge di stabilità", composta da 56 pagine, il Bilancio di previsione 2014, e il previsionale 2014-2016, articolati in altre 564, il "Consuntivo 2012" - l'anno che verrà è il 2014 - della Regione, formato da 1760 fogli e il "Consuntivo 2012 del Consiglio del Lazio", per altre 105 pagine. A chiudere in bellezza ci hanno pensato il "Documento economico e finanziario" di 70 pagine e i circa 5500 "emendamenti" e "ordini del giorno".

Era necessario? "Così possiamo procedere rapidamente all’approvazione di un documento molto importante per tutto il Lazio – ha commentato il presidente del Consiglio regionale Daniele Leodori – Un bilancio teso da una parte al controllo dei conti della Regione, per cercare di stabilizzarli, e dall’altra iniziare a invertire la tendenza, dopo un periodo di costante taglio alla spesa pubblica e di recessione, per tornare a nuovi investimenti, a fare ripartire le attività economiche e produttive, la piccola e media impresa". 

Sperando che i fantomatici "nuovi investimenti" non siano fogli e fotocopiatrici più veloci. 

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