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Venerdì, 21 Gennaio 2022
"Casta"

Nuovi gruppi consiliari a pochi giorni dal voto: più soldi e niente firme

Colpi di coda di fine legislatura in Regione Lombardia: una "leggina" permette alla formazione di nuovi gruppi di non raccogliere firme. E di prendere più soldi

Ci sono novità per l'election day lombardo. La Regione Lombardia ha 'regalato' ai suoi consiglieri regionali una scorciatoia per risolvere l'annoso problema delle firme. Una semplificazione del tutto legale, ma che sa tanto di presa in giro. Lo scrive Il Fatto Quotidiano, con un dettagliato articolo.

Babbo Natale, sotto l'albero del Pirellone, ha lasciato cinque gruppi consiliari in corsa per le elezioni regionali del 24 e 25 febbraio prossimo. Gruppi con nomi nuovi, ma che tanto nuovi non sono. Questo perché a depositare le richieste sono stati i consiglieri regionali in scadenza, che contestualmente hanno annunciato l'uscita dai propri gruppi di appartenenza.

Un abbandono scattato all'unisono a gruppi di tre, il numero legale minimo richiesto dallo statuto, e rispettando la scadenza del 26 gennaio. Con questo meccanismo lasciano ad altri l'onere di raccogliere le firme. Tale cambiamento è possibile e tutto legale, grazie ad un comma introdotto durante lo scioglimento del consiglio regionale, avvenuto lo scorso 26 ottobre, che "esonera dalla sottoscrizione degli aleatori le liste espressione di forze politiche corrispondenti ai gruppi presenti nel consiglio".

In tanti hanno beneficiato di questa 'leggina', basti pensare che in meno di dieci giorni i gruppi consigliari sono passati da otto a tredici. Tra questi troviamo tre ex consiglieri del Pdl, ora in quota ad Albertini, sotto l'insegna "Lombardia Popolare". Pdl ma non solo, anche la Lega ha approfittato della scorciatoia dando origine a due nuovi schieramenti: da una parte i Tremontiani con "3L - Lista lavoro e Libertà", dall'altra parte il "Popolo della Lombardia".

Gli ex An non sono stati da meno e hanno dato vita a "Centrodestra nazionale". Le divisioni hanno colpito anche l'Udc, dalla cui costola è nato il "Centro Popolare Lombardo".

Ogni nuovo gruppo consigliare, però, si porterà dietro un tesoretto di soldi pubblici. Può arrivare fino a 100mila euro il gruzzolo che si porta dietro ogni nuova forza consigliare.

Ma non è tutto: ogni neocapogruppo riceverà una indennità aggiuntiva di 1.300 euro al mese, oltre ad una dote di 70mila euro per le spese di funzionamento da qui fino alla nuova legislatura.

Una mossa che sta alzando un vero e proprio polverone. I partiti che hanno perso per strada uno o più consiglieri, e sono scesi sotto il numero legale di tre, vanno incontro allo scioglimento del gruppo e la contestuale iscrizione a quello misto e per loro scatterà l'obbligo di raccogliere le firme. Tra le vittime di questa 'trappola' ci sono Udc e Idv. (da Milano Today)

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