Martedì, 19 Ottobre 2021
Governo Renzi

Renzi al bivio: sarà "un mercoledì da leoni"

Il premier da Fazio: "Tasse giù di dieci miliardi". La risposta di Toti (Forza Italia) da Il Giornale: "Lo aspettiamo fra tre giorni alla Camera quando i nodi verranno al pettine". Si annuncia una settimana più calda che mai

La politica, ormai si fa tra le tv e le carta stampata. E' storia. Alcune trasmissioni hanno, di fatto, deciso di diventare vere e proprie "agorà" in cui ospitare chi governa. Dopo Monti, dopo Letta, ecco Matteo Renzi sbarcare negli studi di Che tempo che fa. Dopo Monti, dopo Letta, Fabio Fazio torna nel ruolo del cantore dell'operato di governo e accetta previsioni e promesse come fossero mantra.

Come prassi, l'opposizione (in questo caso) trova ribalta mediatica su organi di stampa di famiglia. E Giovanni Toti risponde dalle colonne del Giornale, punto per punto, alle parole del premier. Fino al guanto di sfida: "Lo aspettiamo fra tre giorni, al Mercoledì da leoni, alla Camera quando (su jobs act e legge elettorale, ndr) i nodi arriveranno al pettine".

In mezzo al confronto-scontro "elettoraltelevisivo" un paese che chiede un vero cambio di verso a partire dall'alleggerimento della pressioni fiscale. E qui spicca la promessa di Renzi dalla poltrona di Fazio: il governo abbasserà le tasse di 10 miliardi di euro. 

RENZI - "Per la prima volta si abbassano le tasse - ha dichiarato Renzi - mercoledì ce ne occuperemo in Consiglio dei ministri. Noi stiamo mettendo le date, una cosa che è un rischio pazzesco, ma è una cosa fondamentale. Mercoledì diamo ufficialmente inizio a un percorso: c'è l'impegno ad abbassare di 10 miliardi di euro le tasse". Il presidente del Consiglio non ha voluto dare dettagli e ha preferito non chiarire se l'intervento sarà focalizzato su Irpef o su Irap, ed ha mandato un segnale chiaro ad associazioni di categoria e sindacati. Non vogliamo sia un derby tra tra Irpef e Irap, tra sindacati e Confindustria, ha detto Renzi rispondendo a Fazio. "Ascoltiamo tutti ma poi decidiamo noi". E se Cgil e Confindustria non sono d'accordo "che hanno fatto negli ultimi 20 anni?".

MENO DIECI, PIU' DIECI - Il presidente del Consiglio ha iniziato il suo intervento televisivo partendo dalla scuola ed è tornato a enunciare la teoria dei dieci miliardi: "Un governo deve partire dalle cose più importanti - ha detto Renzi - abbiamo preso impegni concreti con i sindaci sull'edilizia scolastica. Mettiamo 10 miliardi in tre anni per rimettere a posto lo scuole. Ho chiesto una mano a Renzo Piano, perché ci sia un suo contributo. La priorità è partire dalle scuole per la ricostruzione del Paese, con la scuola intesa anche come insegnanti, educazione". 

LEGGE ELETTORALE - Parlando delle legge elettorale Renzi ha affermato: "Spero questa sia la volta buona. Che si faccia una legge elettorale che porti al ballottaggio impedendo di fare larghe intese e impedendo di fare giochini da Prima Repubblica mi pare un bene. Poi si riduce il potere dei partitini, noi come centrosinistra ne abbiamo sofferto molto. Questa legge va a superare questo problema. Siamo a un passo".

MERCOLEDI' DA LEONI - Dalle parole da Fazio ai fatti alla Camera. Questo l'avvertimento di Giovanni Toti (Forza Italia) che dalle colonne del Giornale tuona: "Aspettiamo Renzi fra tre giorni, al Mercoledì da leoni, quando i nodi arriveranno al pettine". Sulla riforma elettorale l'aria che si respira è buona visto che la nuova legge "è il frutto di un patto tra diverse forze politiche e si modifica solo se sono tutti d'accordo. Oggi alla Camera verificheremo ufficialmente se qualcuno proporrà modifiche e le valuteremo con il consueto senso di responsabilità". Sul job acts, la politica berlsconiana è vedere cammello, poi decidere. E se sulle due riforme "da novanta" la situazione è di attesa, a destra del premier lo scontro è incandescente:  "Quando qualcuno ha un problema cerca di individuare un nemico. E Alfano che ha una seria difficoltà strategica sta alzando i toni. Prima Casini e poi Fini, tutti quelli che si sono sganciati da Berlusconisi sono poi spinti su una china pericolosa per cercare di restare al centro del dibattito. Penso che Alfano farebbe bene adabbassare i toni e a relazionarsi con noi, come un partito che, alla stregua del suo, milita nel Ppe".

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