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Giovedì, 13 Giugno 2024
Flop

Renzi, Calenda, Sgarbi, Mussolini e gli altri: i candidati "vip" bocciati dagli elettori

La lista di chi non ce la fa a conquistare un seggio in Ue è lunga e corposa

Che flop. Sono tanti gli esclusi eccellenti che non sono riusciti a farsi eleggere alle europee. In un clima dominato dall'astensionismo, con meno di un italiano su due che si è recato alle urne, tra i bocciati "vip" del fine settimana elettorale spiccano in primis i candidati dell'area riformista centrista: né "Stati Uniti d'Europa" di Matteo Renzi ed Emma Bonino (ferma al 3,7%), né "Azione-Siamo europei" di Carlo Calenda (3,3% dei consensi) hanno superato la soglia di sbarramento del 4% necessaria per mandare eletti a Strasburgo. "Niente, è andata male. Purtroppo la lista Stati Uniti d'Europa è rimasta fuori per pochissimo dal Parlamento europeo - ha commentato Renzi -. Non abbiamo fatto il quorum, che peccato. Ma non smetteremo di lottare per questa idea di Europa, l'unica nella quale l'Italia può giocare un ruolo da protagonista".

Renzi e Calenda senza quorum

L'ex premier Renzi ha collezionato 150mila preferenze, un buon risultato personale. Ma i numeri delle due liste in generale mostrano come la divisione dei riformisti sia stata una pessima idea. La semplice somma dei loro consensi (più di 1,6 milioni di voti complessivi) avrebbe garantito risultati di tutt'altro spessore, almeno in termini di rappresentanza in Ue. Il leader di Italia Viva lo sottolinea: "Sul risultato italiano pesa l'assurda rottura del Terzo polo: potevamo avere sette parlamentari europei riformisti, insieme. E invece sono zero. Che follia".

Batosta per Mussolini e Sgarbi

È un'esclusione pesante anche quella di Vittorio Sgarbi. L'ex sottosegretario alla cultura è arrivato decimo nella lista di Fratelli d'Italia nella circoscrizione sud, con quasi 23mila preferenze. Non sarà parlamentare europeo. Batosta elettorale anche per Alessandra Mussolini: candidata con Forza Italia in due circoscrizioni (Italia centrale e sud), nella prima è ottava con meno di seimila preferenze, nella seconda è sedicesima. Nessuna chance di essere eletta.

Il flop degli ex leghisti Reguzzoni e Cota

Restando nel centrodestra, non sembra aver pagato l'endorsement di Umberto Bossi per Marco Reguzzoni, ex capogruppo della Lega nord alla Camera che è stato candidato con Forza Italia. Ha ottenuto 6.828 preferenze, di cui 6.531 in Lombardia. Troppo poco per essere eletto a Strasburgo. Ancora peggio un altro ex leghista, Roberto Cota, che è stato presidente della regione Piemonte e nella lista di Forza Italia ha ottenuto 3.587 voti. Tra gli esclusi eccellenti c'è anche Claudio Borghi, candidato con la Lega nella circoscrizione centro: è arrivato sesto.

Il flop di Michele Santoro

Fuori dal Parlamento europeo anche Michele Santoro. La sua lista "Pace terra dignità" è risultata ben sotto la soglia del 4% sin dalla pubblicazione dei primi exit poll. Santoro era candidato in tutte le circoscrizioni e ha ottenuto più di 160mila preferenze. Non è bastato. Esclusi dalla corsa anche l'attore Paolo Rossi, il matematico Piergiorgio Odifreddi e il vignettista Vauro Senesi, candidati con la lista ideata dall'ex conduttore Rai.

De Luca e Bandecchi non pervenuti

Fuori dai giochi, infine, anche Cateno De Luca e Stefano Bandecchi. Il primo era a capo di "Libertà", una lista "anti sistema" che includeva ben 19 simboli: ha raggiunto un magrissimo 1,22%. Il sindaco di Terni Bandecchi, invece, ha ottenuto a livello nazionale appena lo 0.39% con la sua Alternativa popolare.

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