Sabato, 27 Febbraio 2021
Le consultazioni

Renzi al Quirinale: "Sosterremo anche un governo istituzionale". E Zingaretti non risponde alle domande

"Non abbiamo fatto il nome di Conte": così il leader di Italia Viva dopo le consultazioni al Quirinale. Non chiude le porte a un eventuale rimpasto con Movimento 5 stelle e Partito Democratico

"La caccia al singolo parlamentare è indecorosa". Lo ha detto Matteo Renzi, leader di Italia Viva, al termine delle consultazioni al Quirinale insieme ai capigruppo, Davide Faraone e Maria Elena Boschi, Teresa Bellanova. Renzi ha criticato la scelta di fare "tentativi di coinvolgere e coptare in una maggioranza che tale non è singoli individui capaci di cambiare idea per un ruolo".

"Siamo contenti se la maggioranza si allarga, ma al momento la maggioranza non c'è: se vi fosse stata una maggioranza, non saremmo stati qui ma al Senato per votare la fiducia a Bonafede."

Come spiegano da Iv Renzi avrebbe chiarito al Capo dello Stato come il gruppo parlamentare non sarebbe disponibile a votare la fiducia nel caso di un reincarico a Conte. O meglio, "non ancora". Prima di tutto c'è da chiarire politicamente se c'è la maggioranza, ovvero Pd e 5stelle devono chiedere l'impegno di Italia Viva, per poi discutere di contenuti. "Nel caso non ci sia a noi va bene un governo del presidente".

Insomma: no a incarico a Conte ora, sì a un mandato esplorativo magari al presidente della Camera Roberto Fico.

Renzi e la telefonata con Conte

Matteo Renzi ha rivelato di aver sentito al telefono il presidente del consiglio dimissionario Giuseppe Conte "spiegando che non abbiamo problema caratteriale con lui, ma invitandolo a guardare le richieste di Italia Viva".

"La dimensione delle scuse appartiene agli scontri caratteriali, qua non siamo alla fiction, questa è politica, siamo al Quirinale e noi ci affidiamo alla saggezza del presidente Mattarella" ha spiegato Renzi aggiungendo che Iv ha ringraziato il Capo dello Stato "per il lavoro che lo attende e per l'alto servizio al paese".

Aggiornamento 20:00 Sarebbe stato Giuseppe Conte a chiamare Matteo Renzi che avrebbe spiegato al presidente dimissionari di non avere problemi personali, ma enormi questioni politiche con lui. 

Renzi è ritornato anche sui motivi che hanno portato all'apertura della crisi, spiegando di non aver dato un nome al Capo dello Stato per un nuovo premier, ma di voler parlare di contenuti, prima ancora di nomi.

"Non abbiamo fatto il nome del presidente Conte, siamo in una fase precedente, prima discutere contenuti."

E tra i punti che Renzi ha citato vi è anche il Mes sanitario, la cui richiesta di accesso alle linee di credito ha sancito la spaccatura definitiva tra Italia Viva e Movimento 5 stelle (e Conte). 

consultazioni renzi quirinale-3

"Italia Viva ha espresso a Mattarella la preoccupazione non già per la crisi politica ma per la crisi sanitaria, economica ed educativa che il paese sta vivendo dopo la pandemia: c'è chi pensa di far credere che questa sia una discussione tra caratteri, personalità, piccoli risentimenti. Niente di più lontano dal vero: questa narrazione monocorde non sta né in cielo né in terra. Da mesi chiediamo di discutere sui contenuti soprattutto quelli su cui non siamo d'accordo e in nome delle idee abbiamo rinunciato ai posti".  

"C'è bisogno del Recovery plan quindi andare a elezioni in questa fase sarebbe un errore per l'Italia e gli italiani, rischieremmo di perdere l'appuntamento europeo".

Il Pd a Renzi: "Niente ministeri a Italia Viva"

La prima risposta a Renzi è venuta dal Partito Democratico. "Prendiamo atto che Matteo Renzi non ha chiesto per Italia Viva ministri" ha affermato - lapidario - il senatore del Pd Bruno Astorre.

Più diretto è Andrea Orlando che ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7 ha chiarito: "Per riprendere Renzi in maggioranza bisogna capire se Renzi pone un veto su Conte o no".  

"Segnalo che nella nostra Costituzione vengono prima i nomi dei contenuti. Perché il presidente Mattarella deve dare un incarico a qualcuno per poter verificare una maggioranza... Immagino che nemmeno Renzi arrivi a suggerire al capo dello Stato come risolvere la crisi, escludo che lo voglia mettere in imbarazzo. La Costituzione dice che il Presidente della Repubblica deve dare un incarico a una persona che poi va dalle forze politiche e chiede il consenso sulla base del programma".

Zingaretti appoggia il Conte Ter

Dopo il vero e proprio comizio tento da Renzi al Quirinale (27 minuti, ndr), scelta di stile completamente diversa per il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti che al termine del colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lasciato soltanto una dichiarazione senza rispondere alle domande dei giornalisti.

"Abbiamo indicato al presidente della Repubblica la disponibilità del Pd a sostenere l'ipotesi di un reincarico al presidente Giuseppe Conte, punto di sintesi e di equilibrio - ha detto il segretario dem - per un governo che possa contare su un'ampia e solida base parlamentare, che sia nel solco della migliore tradizione europeista e che si impegni nella missione di un rilancio e rinnovamento delle istituzioni europee".

A chi ha cercato di porre quesiti il segretario del PD ha fatto cenno di non voler rispondere, andando via con la delegazione. 

Gentiloni e Draghi, il bluff di Renzi e i numeri di Conte che non convincono il Quirinale

Intanto c'è aria di fibrillazione nel centrodestra il giorno prima delle consultazioni al Colle: da Fratelli d'Italia si esprime una certa "sorpresa" per l'apertura manifestata da Matteo Salvini a discutere di scenari 'post Conte'. "Quando non ci sarà più Conte a Palazzo Chigi, ragioneremo di tutto il resto", ha detto ieri il segretario leghista, aprendo, per la prima volta in settimane, a soluzioni diverse dal voto politico anticipato. Il capo della Lega si è poi corretto in serata spiegando che l'unica alternativa che vede con questo Parlamento è un governo a guida centrodestra (che al momento però non ha i numeri), escludendo la possibilità di un governo di unità nazionale, ipotesi caldeggiata da Forza Italia.

Consultazioni, il calendario del Quirinale

Venerdì 29 gennaio sono attesi al Qurinale per le consultazioni con il capo dello Stato:

  • alle ore 16.00 i Gruppi Parlamentari "Fratelli d'Italia" del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati; i Gruppi Parlamentari “Forza Italia – Berlusconi Presidente - UDC” del Senato della Repubblica e “Forza Italia Berlusconi Presidente” della Camera dei deputati; i Gruppi Parlamentari “Lega – Salvini Premier – Partito Sardo d’azione” del Senato della Repubblica e “Lega Salvini Premier” della Camera dei deputati; i rappresentanti della componente “Noi con l’Italia – USEI – Cambiamo! – Alleanza di centro” del Gruppo Misto della Camera dei deputati e della componente “Idea – Cambiamo” del Gruppo Misto del Senato della Repubblica.
  • alle ore 17.00 i Gruppi Parlamentari "Movimento 5 Stelle" del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati.

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