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Mercoledì, 28 Settembre 2022
Politica

Renzi, niente dimissioni dopo i ballottaggi anche in caso di sconfitta

In caso di elezioni politiche con l'Italicum oggi sarebbe sfida tra Pd e Forza Italia, Salvini e 5 Stelle fuori dai giochi. Il premier striglia i suoi: "Lanciafiamme sul partito dopo i ballottaggi"

"Il Pd è nettamente il primo partito in Italia, senza alcuna ombra di discussione" e il Governo andrà avanti anche se dalle urne dei ballottaggi del prossimo 19 giugno dovessero uscire risultati negativi per il Partito Democratico. Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi che ha ribadito che la sua permanenza a Palazzo Chigi è legata al referendum costituzionale del prossimo autunno e non alle amministrative che vedono il suo partito in difficoltà in tutte le grandi città.

In un'intervista a Otto e mezzo Renzi ha analizzato i risultati negativi delle elezioni: "Le correnti fanno arrabbiare i nostri: su questo dobbiamo cambiare - ha osservato il premier - Nel partito c'entriamo col lanciafiamme dopo il ballottaggio, lo assicuro". E sulle espulsioni: "No, quelle le fanno gli altri. Si deve mettere al centro chi lavora e non chi sta a pensare solo alla propria carriera".

Renzi ha anche dichiarato di non voler fare "campagne elettorali per i ballottaggi se non ce ne sarà bisogno". "Non lo farò quest'anno e neanche l'anno prossimo. Non lo facciamo, nei ballottaggi il segretario non va", ha aggiunto. "Io - ha sottolineato - giro il Paese come faccio sempre e continuo a fare il presidente del Consiglio e il segretario del Pd".

"Con Italicum oggi al ballottaggio Pd e Fi" - In caso di elezioni politiche regolamentate dall'Italicum, secondo Renzi "al voto andrebbero il Pd e Forza Italia, non Salvini né M5s". E proprio per quanto riguarda la nuova legge elettorale, il premier ha ribadito ancora una volta la sua volontà di non modificarla: "L'Italicum non si tocca per quel che mi riguarda". "Berlusconi e Prodi hanno sempre lamentato la mancanza di compattezza delle coalizioni. Se passa questa riforma c'è un meccanismo organico di Paese in cui chi vince governa per cinque anni", ha proseguito.

"Sinistra radicale non pervenuta" - Il premier non ha mancato di lanciare una frecciatina alla sinistra radicale di Stefano Fassina e Giorgio Airaudo, non pervenuta in queste elezioni".

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