Lunedì, 8 Marzo 2021

Renzi e il governo Conte che va a casa (se non dà risposte)

Il leader di Italia Viva minaccia la caduta dell'esecutivo a gennaio. L'orizzonte è quello di un patto di legislatura che porti questa maggioranza ad eleggere il presidente della Repubblica. L'alternativa è l'addio del premier e l'avvento di Draghi a Palazzo Chigi

Un dossier presentato ai giornali prima che al premier. E un'intervista rilasciata a Maria Teresa Meli sul Corriere della Sera in cui dice che il governo andrà a casa se non dà risposte nel merito. Dopo un paio di giorni di tregua Matteo Renzi torna all'attacco di Giuseppe Conte e lo fa pubblicamente mentre intanto il presidente del Consiglio è impegnato nella verifica che dovrebbe far nascere il Conte-Ter. 

Renzi e il governo Conte che va a casa (se non dà risposte)

"La palla è totalmente nelle mani del presidente del Consiglio Conte" e "se la maggioranza che sostiene Conte capisce che questo è il momento del rilancio politico, bene. Se si pensa di continuare come si è fatto negli ultimi mesi, Italia Viva saluta tutti e toglie il disturbo", dice Renzi al Corriere. Aggiungendo poi che non chiede poltrone ma "una svolta sui contenuti". E puntualizza: "Noi non siamo quelli che rincorrono i sondaggi o i titoli, noi facciamo politica". Quindi detta la sua agenda perché "ci sta a cuore che l'Italia colga la più grande opportunità degli ultimi anni: presidenza G20, copresidenza COP26, soldi europei" e perché "serve un salto di qualita'". Sul fatto che con la crisi anche il Colle dice che c'è solo il voto, Renzi obietta: "Il Colle è il Quirinale, non i quirinalisti. E al Quirinale siede un presidente che conosce la Costituzione meglio di chiunque altro. Lui sa cosa si fa in caso di crisi e qual è il suo compito in tale situazione. Suggerisco di non tirarlo per la giacchetta. Il nostro compito, tuttavia, è quello di provare a evitare la crisi".

Sulle voci di rimpasto l'ex premier dice che "questa storia è insopportabile" e "se noi diciamo che vogliamo discutere di contenuti, èinaccettabile che una velina istituzionale ribadisca a tutti che il problema di Italia Viva è che vogliamo più poltrone". Poi arrivano le picconate al resto della maggioranza: "Se ancora conosco i gruppi parlamentari Pd le dico che essi condividono la lettera che abbiamo inviato a Conte al 99%. Adesso tocca al gruppo dirigente del Nazareno decidere se fare sul serio o no". I 5 Stelle, invece, hanno una tale paura di andare a casa che non possono pensare di dettare le carte. Se vogliono stare al governo devono capire di non avere la maggioranza assoluta. Se invece pensano di fare da soli, bene, faranno senza di noi". 

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Il Conte-Ter e Italia Viva 

Intanto però è saltato, come da pronostici, l'ultimatum del 28 dicembre: il senatore di Scandicci aveva minacciato di far cadere il governo dopo l'ultima sessione della legge di bilancio, con un discorso in Senato e le dimissioni dei suoi ministri. Ora il penultimatum è spostato a dopo l'Epifania: il no all’utilizzo del Mes, la task force per il Recovery plan, la delega ai Servizi segreti sono i temi portati sul tavolo della trattativa dall'ex premier, che intanto ha fatto sapere a Conte che la prima opzione di Italia Viva è quella di proseguire con questa maggioranza. Ora il presidente del Consiglio ha davanti a sé una ventina di giorni per sciogliere i nodi della verifica. "Conte riassumerà gli esiti dei confronti con le diverse forze politiche per poi riaggiornarsi a un momento di sintesi finale", fa sapere Palazzo Chigi a Repubblica anticipando nei fatti un vertice di maggioranza. Tutto, per ora, rimane in bilico. Ma che sia necessario un cambio nella squadra dei ministri ad oggi è indubbio. 

Teresa Bellanova lo ripete davanti a Palazzo Chigi: "Ora aspettiamo le riflessioni del presidente e che ci faccia sapere se è possibile continuare". Ieri Conte durante l'incontro ha ironizzato con Renzi, facendogli sapere che aveva già letto le sue richieste su Facebook. Dopo la legge di bilancio il premier dovrà trattare sui punti di Italia Viva, tutti tesi ad aprire una frattura con il MoVimento 5 Stelle. L'orizzonte è quello di un patto di legislatura che porti questa maggioranza ad eleggere il presidente della Repubblica. L'alternativa è la caduta di Conte e l'avvento di Draghi a Palazzo Chigi. 

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