Giovedì, 23 Settembre 2021
Politica Taranto

Renzi contestato a Taranto: "L'Ilva ci uccide"

Dura contestazione contro il presidente del consiglio oggi a Taranto insieme al ministro Franceschini: "Qui perché non temo gli insulti". Ma in piazza Garibaldi è partita la contestazione fermata solo dal duro intervento delle forze dell'ordine

Tensione a Taranto per la visita del presidente del Consiglio Matteo Renzi che ha inaugurato con il ministro della cultura Dario Franceschini il secondo piano del "MarTa", il Museo archeologico nazionale della città. Circa 200-300 persone hanno atteso l'arrivo del premier, inscenando una protesta convocata dai Cobas e dagli ambientalisti contro l'ultimo decreto Ilva e per chiedere al governo maggiori interventi su ambiente e salute. Quando i manifestanti si sono avvicinati troppo all'ingresso del museo provocando l'intervento delle forze dell'ordine.

"Via da Taranto" e "assassino" gli slogan dei manifestanti che hanno cercato di forzare il posto di blocco delle forze dell'ordine. In piazza i rappresentanti di movimenti e associazione e Slai Cobas. I 'Genitori per Tarantò espongono lo striscione 'Anche i bambini di Taranto vogliono vivere', mentre il comitato Verità per Taranto ha portato 70 sagome di bambini: "Questa è la città in cui muoiono il 20 per cento di bambini più che nel resto d'Italia", dicono.

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LA CARICA DELLA POLIZIA - IL VIDEO

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"Abbiamo ripreso gli investimenti pubblici - ha rivendicato il presidente del Consiglio - siamo passati dalle scelte di austerità dei governi Monti e Letta, dai 20 miliardi di spesa, a 30 miliardi. Oggi L'Istat ha diffuso i dati sull'andamento dell'occupazione dal nostro insediamento a oggi: sono 599mila posti di lavoro di cui il 70% a tempo indeterminato - ha proseguito Matteo Renzi - noi politici abbiamo sempre un po' di imbarazzo di fronte ai numeri dell'occupazione, ma non sono solo numeri, sono storie, sono persone, coppie che si sposano, tuttavia ci rendiamo conto che parlare di questi numeri a Taranto non e' sufficiente, che occorre uno sforzo in più, che occorre un investimento complessivo sulla città, che tenga insieme il sacrosanto diritto alla salute all'altrettanto sacrosanto diritto al lavoro che e' il primo articolo della nostra Costituzione". 

Renzi nel suo discorso al Museo archeologico nazionale di Taranto ha sottolineato la centralità della spesa in cultura rilevando come non a caso la cerimonia al museo sia la sua prima tappa nel capoluogo jonico. "Non siamo qui per fare passerella - ha detto ancora - ma per fare un punto concreto sulle cose fatte e quelle da fare, su come sono state spese le risorse pubbliche".

"Questo atteggiamento mentale che ha portato per decenni la cultura come l'ultima ruota del carro è finito - ha aggiunto Renzi - e non è un caso se stiamo mettendo più denari di sempre sui beni culturali, sulle attività culturali, non e' un caso se per noi, l'investimento che facciamo sulla cultura è l'elemento chiave di svolta del nostro Paese ed è l'investimento chiave in questo momento storico, in cui si uccidono i sacerdoti mentre celebrano messa". "L'identità che non è chiusura, è dialogo - ha concluso il premier - questa difesa profonda della nostra identita' non e' in chiave di contrapposizione ma di credibilità del Paese.

In programma anche un incontro con il sindaco Ippazio Stefàno e il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che nelle scorse ore aveva polemicamente rimarcato di non essere stato invitato.


 

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