Domenica, 9 Maggio 2021
Firenze

Caso Consip, il finanziamento elettorale sospetto finito alla società dei Renzi

A Rignano sull'Arno diventa un caso la campagna elettorale del sindaco uscente Daniele Lorenzini. Per il Movimento 5 Stelle "un giro d’affari e d’interessi a dir poco opaco, con dei meccanismi poco chiari e trasparenti" che coinvolge i Renzi e il caso Consip

Il sindaco uscente di Rignano sull'Arno, Daniele Lorenzini, ricandidato alla poltrona con una lista civica contrapposta al Pd, ha mostrato in una conferenza stampa la fattura con cui un contributo di diecimila euro è finito alla Eventi 6, la società di Laura Bovoli, moglie di Tiziano Renzi e madre dell'ex premier Matteo Renzi. Soldi che Lorenzini, afferma di aver ricevuto, durante l’ultima campagna elettorale da parte del Partito democratico, tramite una società, la Securtrak, che - secondo  deputati M5S della commissione Affatri costituzionali - sarebbe riconducibile a Carlo Russo, l’imprenditore farmaceutico coinvolto nell'inchiesta Consip e amico della famiglia Renzi”.

"Questi 10 mila euro, successivamente, sempre secondo quanto afferma Lorenzini, sarebbero stati versati alla società ‘Eventi 6’, di proprietà della famiglia Renzi. Se fosse vero che ci fu un passaggio di soldi dal Partito democratico, via Securtak tramite Carlo Russo, alla società ‘Eventi 6’, di proprietà della famiglia Renzi, sarebbe un fatto gravissimo. Perché il Pd di Rignano sull’Arno, quanto bisognava depositare i resoconti delle spese sostenute in campagna elettorale, disse al mandatario di chiamare Carlo Russo?”

In sostanza sostengono gli esponenti pentastellati, il Pd di Matteo Renzi avrebbe finanziato, tramite Carlo Russo, la campagna elettorale del candidato del Pd a Rignano, e poi questi soldi sarebbero finiti nelle casse della società della famiglia Renzi. "Un giro d’affari e d’interessi a dir poco opaco, con dei meccanismi poco chiari e trasparenti".

“I vertici del Pd, Matteo Renzi in particolare, e Tiziano Renzi, non hanno nulla da dire?”

"Tutto è regolarmente depositato in Corte d'Appello", ha detto Lorenzini, ricostruendo il percorso "regolare" del finanziamento.

Dal Pd nazionale, il contributo era stato girato al Pd regionale e quindi destinato a Lorenzini, candidato alle elezioni regionali. Denaro poi fatturato alla Eventi6, che aveva seguito la campagna di comunicazione. Ma Lorenzini ha precisato di non aver mai incontrato Russo, replicando così alle accuse, avanzate dall'assessore renziano Roberto Bargilli in un'intervista al Corriere della Sera, di aver preso soldi dal misterioso faccendiere del caso Consip. 

Il Partito democratico di Rignano sull'Arno ha presentato un esposto ai carabinieri sul caso. Il primo cittadino, ex Pd e ora candidato con la Lista civica 'Insieme per Rignano' si era, infatti, rivolto ai carabinieri per denunciare che un cittadino, candidato al consiglio comunale, avrebbe ricevuto minacce e pressioni via sms e al telefono per non candidarsi nella lista dello stesso Lorenzini.

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