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Giovedì, 29 Settembre 2022
Politica

Renzi-Di Maio, è scontro: non ci sarà nessuna intesa tra Pd e M5s

Il senatore chiude definitivamente la porta all'accordo con il Movimento 5 stelle: "Chi ha vinto le elezioni governi". Di Maio: "Ha un ego smisurato"

L'ex premier ed ex segretario del Pd Matteo Renzi chiude definitivamente la porta (mai davvero aperta fino in fondo da nessuno in casa dem) all'accordo con il Movimento 5 stelle.

Renzi chiude a qualsiasi intesa col M5s

"Siamo seri, chi ha perso le elezioni non può andare al governo. Il Pd ha perso, io mi sono dimesso: non possiamo pensare che i giochetti dei caminetti romani valgano di più della scelta degli italiani" ha detto Renzi a 'Che tempo che fa'. Il risultato del voto del 4 marzo è chiaro: "Chi ha vinto, deve assumersi la responsabilità e governare", dice Renzi, che non esclude un incontro con il leader del Movimento 5 stelle, ma dice un categorico 'no' al sostegno all'esecutivo: "Un incontro con Di Maio sì, la fiducia a un governo M5s no".

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Vago impegno quindi a discutere sulle riforme, "ma non siamo disponibili sulle poltrone...Non siamo disponibili a diventare soci di minoranza della Casaleggio". I numeri dicono tutto: "Su 52 senatori Pd, almeno 48 devono votare a favore. Io di disponibili alla fiducia a Di Maio non ne conosco uno". 

"Scriviamo le regole insieme"

"O M5s e Lega fanno il governo" o "scriviamo le regole insieme": legge elettorale e una riforma costituzionale per "fare iniziale davvero la terza Repubblica" perché con due Camere "il ballottaggio non è possibile", ha detto ancora Renzi. "M5s e Lega scrivetele voi le regole: noi da subito vi diciamo che a meno che non propongano la dittatura, siamo pronti a sederci e dire che va bene". "Un anno, due anni, un anno e mezzo. Con quale governo? Deciderà il presidente della Repubblica quale la forma migliore".

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"Se si torna a votare non so se prendono più voti di prima - ha aggiunto l'ex segretario del Pd - Se si dovesse tornare a votare sarebbe un gigantesco schiaffo ai cittadini perché quelli che hanno detto 'abbiamo vinto' non sono stati in grado di non fare niente. Perché c'è uno che ha detto 'o faccio il premier io o niente'...".

Di Maio: "Il Pd non riesce a liberarsi di Renzi"

La replica di Luigi Di Maio non si fa attendere, e arriva a stretto giro di posta: "Il Pd non riesce a liberarsi di Renzi nonostante l'abbia trascinato al suo minimo storico prendendo una batosta clamorosa. Altro che discussione interna al Pd. Oggi abbiamo avuto la prova che decide ancora tutto Renzi col suo ego smisurato", si legge in un post su Facebook. E aggiunge: "Noi ce l'abbiamo messa tutta per fare un governo nell'interesse degli italiani. Il Pd ha detto no ai temi per i cittadini e la pagheranno". Poi annuncia: "Domani seguitemi in diretta sulla mia pagina Facebook. Ci saranno novità!".

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Renzi chiede inoltre che l'incontro con Di Maio (sempre che si terrà, non ci scommettono in molti a questo punto) sia trasmesso in streaming per chiarire le reciproche posizioni: "Non possiamo con un gioco di palazzo rientrare dalla finestra dopo che abbiamo perso le elezioni. Se sono capaci ci provino Di Maio e Salvini". Renzi commenta aspramente anche la convinzione del capo politico del M5s di poter arrivare a Palazzo Chigi: "Lo pensa solo Di Maio. Tanto di cappello a chi ha preso il 32%, ma non è il 51%. O qualcuno gli regala il 19%, ma venire a chiedere i voti a chi hai accusato di essere la causa di tutti i mali d'Italia" è assurdo.

Il passo in avanti di Forza Italia

Il centrodestra cerca quindi di riprendersi il centro della scena: "Renzi ha ribadito in diretta tv la sua  posizione, quella della maggioranza del Pd. No a un governo con il  M5S. Il Paese non ha bisogno di questa pantomima né di ulteriori perdite di tempo. Chiediamo di poter dare all'Italia un governo di centrodestra nel rispetto del voto del 4 marzo. In Parlamento si  creeranno le condizioni per andare avanti nell'interesse generale e  per fronteggiare le tante emergenze da cui il paese è oppresso e che richiedono pronte soluzioni''. Lo dichiara Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia al Senato.

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