Venerdì, 19 Luglio 2024
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Renzi premier al posto di Letta: giovedì la resa dei conti

Letta è stanco e Renzi è pronto. Oppure: Letta attacca, Renzi all'angolo. Giovedì alla direzione del Pd si saprà se sarà il rottamatore a scalzare il premier o se sarà il premier a lasciare la patata bollente al rottamatore. Siamo alla tattica ma il finale sembra deciso: sarà staffetta

Giovedì 13 febbraio 2014. Addio al governo Letta. Benvenuto governo Renzi. E' solo una delle possibilità che si potrebbe aprire a partire dalla direzione del Pd. Ma al tempo stesso è la possibilità più concreta. Quello che nessuno voleva accadesse - non Letta che puntava al 2015, non Renzi che puntava a governare da solo, non Berlusconi che teme un Renzi premier senza voto - potrebbe diventare realtà.

Da decidere come avverrà la staffetta: sarà Letta a lasciare il giocattolo della larga intesa a Renzi, a mò di "ora vediamo come te la cavi tu", o sarà Renzi a togliere la palla dai piedi di Letta? O, terza ipotesi, sarà direttamente Napolitano a investire il rottamatore dello scomodo ruolo di traghettatore verso legge elettorale, riforme e voto? Gli scenari sono tutti aperti. Una sola cosa è certa: oggi ad attaccare - a contrattaccare - è il premier. L'incontro al Quirinale, "per parlare delle prospettive di governo", poi le parole da Milano: "Nelle prossime ore presenterò il patto di coalizione alle forze politiche che sostengono il governo. E sarà una proposta molto concentrata sui temi economici che convincerà tutti i partiti, anche il Pd". 

A poco, a niente, serve dire ai cronisti che non è in corso nessun duello con Renzi. Letta è stanco. Letta è preoccupato. Letta è deciso a farsi da parte. Non una fuga, sia ben chiaro, ma una ritirata che sa di risposta a un segretario che ha riservato, in questi mesi, più bordate che mani tese alle larghe intese. Da qui la possibile staffetta: Letta va, Renzi arriva. E le riforme le farà lui stesso. Da rottamatore a traghettatore. Un Governo Renzi volto a un Governo Renzi bis.

Per questo (anche per questo) soltanto martedì prossimo l'Italicum sbarcherà alla Camera. Un rinvio di sette giorni per permettere la presentazione dei subemendamenti. Per Renzi un rinvio che non ha importanza. Il segretario ha detto di fidarsi del Pd sulla legge elettorale ma ha aggiunto che se la riforma non dovesse andare in porto "salterebbe l'Italia". Quindi, le indiscrezioni: parlando ai deputati democratici Renzi avrebbe detto: "La macchina ha una direzione chiara ma la batteria è scarica: decidiamo se va cambiata o ricaricata".

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