Sabato, 18 Settembre 2021
Politica

Renzi attacca i sindacati: "Non gliela daremo vinta, la musica è cambiata"

All'indomani del decreto lampo che equipara i musei ai servizi essenziali Renzi attacca il il sindacato: "Non gliela daremo vinta". La replica della Cgil: "Straordinari pagati, coincidenza?". E Bersani si schiera con i lavoratori

I sindacati "non hanno capito che la musica è cambiata, non gliela daremo vinta mai". Lo scrive il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sull'Unità, rispondendo alla lettera di una lettrice sull'assemblea sindacale che ieri ha posticipato l'apertura di alcuni siti archeologici di Roma tra i quali il Colosseo.

"Abbiamo approvato nel pomeriggio - ricorda Renzi - un decreto legge che inserisce i musei nei servizi pubblici essenziali. Certe scene non potranno più accadere. Certo, ci sono alcuni sindacalisti che pensano ancora di poter prendere in ostaggio la cultura e la bellezza dell'Italia. Non hanno capito che la musica è cambiata. Non gliela daremo vinta, mai. E il decreto legge lo dimostra in modo inequivocabile".

BERSANI: STO CON I LAVORATORI - "Non si può sbattere la croce su un lato solo perché ci sono spunti di riflessione per tutti: per i lavoratori, per i sindacati e per il governo", è il commento di Pierluigi Bersani sullo scontro governo sindacati dopo la mobilitazione dei lavoratori del Colosseo. 

"Al giorno d’oggi bisogna porsi il problema delle forme di mobilitazione", premette Bersani che poi però chiarisce da che parte sta: "Se per un anno i lavoratori non prendono il 30% del loro salario avranno diritto a chiederlo o no?".

LA REPLICA DI CGIL - La risposta del sindacato, però, non è fatta attendere. "Ieri, in singolare coincidenza con l'assemblea sindacale in alcuni siti, è arrivato lo sblocco dei fondi per pagare i salari accessori di tutti lavoratori del Mibact per il 2014 e per il 2015. Evidentemente la mobilitazione è servita, a prescindere da quanto accaduto al Colosseo", ha commentato Claudio Meloni coordinatore Cgil per il Mibact.

POSSIBILE SCIOPERO - "Lo sblocco dei fondi per i salari accessori non spegne la mobilitazione perché la vertenza nazionale verte anche sulla richiesta di un piano occupazionale straordinario e sulle riforme che stanno generando caos organizzativo. Resta forte la possibilità dello sciopero che, se la situazione non si sblocca, potrebbe essere a ottobre", ha aggiunto Meloni.

Anche secondo il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, il decreto varato ieri dal governo che include i beni culturali nei servizi pubblici essenziali segna una giornata storica. In una intervista al Messaggero il ministro ha detto: "Nessuno vuole togliere il diritto sindacale. Nessuno si sogna di toccare i diritti dei lavoratori, ma questi devono essere regolamentati ed esercitati come nei luoghi dei servizi essenziali" ha affermato il ministro. "E' una giornata in qualche misura storica per i Beni culturali al di là degli effetti sulle attività sindacali i musei diventano per legge servizi essenziali".

"Le regole saranno diverse" ma, osserva, "si tratta di buon senso, non di attacco. Si possono fare assemblee e scioperi ma in modo da garantire comunque l'apertura del luogo ed evitando che si creino disagi per il pubblico. E' intollerabile che un cittadino non possa entrare in un museo".

"Le proteste hanno il loro fondamento - ammette il ministro - ma come i sindacati dei beni culturali già sanno io mi sto impegnando. Non mi pare questo un motivo sufficiente per tenere i turisti in fila e fare un danno di questo tipo al Paese". "Il decreto approvato non toglie nulla al diritto sindacale - conclude - ma garantirà il servizio al pubblico".

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