Venerdì, 5 Marzo 2021
La task force della discordia

Conte sull'ottovolante, pace con l'M5s sul Mes ma è strappo con i renziani: l'ultimatum

Sui social è diventata virale una immagine che riprende un commento che il 31 maggio 2017 Matteo Renzi aveva affidato a twitter contro gli ultimatum dei dissidenti. Sono passati poco più di tre anni e sul recovery fund il veto ora arriva dal suo partito

La Camera ha approvato la risoluzione della maggioranza sulla riforma del Mes con 314 voti a favore, 239 contrari e 9 astensioni. Fra i contrari, spuntano senza sorprese alcuni dissidenti del M5S: Pino Cabras, Alvise Maniero, Andrea Colletti, Mara Lapia, Fabio Berardini , Francesco Forciniti e Andrea Vallascas.

Nel testo approvato dopo una lunga interlocuzione con il Movimento 5 stelle il governo si impegna inoltre "a sostenere la profonda modifica del patto di stabilità e crescita prima della sua reintroduzione, la realizzazione dell'Edis, il sistema europeo di assicurazione dei depositi bancari, e anche un processo che superi il carattere intergovernativo dello stesso Mes, che sono priorità per il nostro Paese al fine di costruire una nuova stagione dell'integrazione europea".  

L'incontro dei capigruppo, secondo quanto viene riferito da fonti di Italia Viva, sarebbe stato caratterizzato da una accesa discussione tra M5S e Pd. 

E proprio da Italia Viva arriva l'altra grana per il governo: i renziani si oppongono nettamente all'istituzione di una cabina di regia per la gestione dei soldi del Recovery Fund come ribadito già ieri. Il senatore Matteo Renzi era arrivato a paventare anche il rischio di rottura come peraltro ribadito oggi dal ministro Bonetti.

"La cabina di regia non ci piace e se va avanti questa proposta, senza nessuna modifica, Italia viva, come ha detto Renzi, prenderà le sue decisioni" ha detto la ministra della Famiglia a 'Un giorno da pecora'.

"C'è il Parlamento che rappresenta tutti i cittadini e il governo deve rendere conto al Parlamento, che deve dire cosa fare e se va bene o non va bene. Se consegnamo il futuro del nostro Paese a un governo parallelo, sei manager con strutture parallele e poteri sostitutivi rispetto a i ministri, il governo non si capisce cosa stia li a fare", ha spiegato la Bonetti. In Cdm "con la Bellanova argomenteremo sul fatto che questa proposta ci sembra esautorare il Paese dalla progettualità del proprio futuro. Cercheremo di convincere alti ministri, se no questa proposta vedrà il nostro voto contrario", ha proseguito la ministra di Iv. "Renzi lo ha già detto, anche Rosato e Boschi lo hanno già detto, se c'è l'emendamento è evidente che non votiamo né l'emendamento né la legge di Bilancio", ha ribadito la Bonetti.

"Italia Viva pensa che le poltrone servono per difendere gli ideali, e i nostri sono ideali democratici, che siamo pronti a difendere e a portare avanti. E non può essere non siamo disposti ad accettarlo che invece gli ideali diventino le poltrone".

Quando Renzi parlava di inaccettabili veti dei partitini

Intanto sui social è diventata virale una immagine che riprende un commento che il 31 maggio 2017 Matteo Renzi aveva affidato a twitter pochi giorni dopo essere stato rieletto segretario del Partito Democratico dopo il fallimento referendario. In onda su Rai1, ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta, Renzi inveiva contro i piccoli partiti che mettevano i veti. Ora il mondo si è capovolto.  

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