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Sabato, 27 Novembre 2021
Politica

Revenge porn, dopo gli scontri la maggioranza assicura: pronti a votare l’emendamento

“Sarebbe importante che queste norme fossero votate subito, da tutti i parlamentari”, auspica Conte, mentre Di Maio invita a votare l’emendamento proposto dalle opposizioni “e poi approviamo il prima possibile il disegno di legge della senatrice Evangelista”

Meno di ventiquattr'ore fa lo scontro politico tra maggioranza e opposizioni sulla legge contro il revenge porn e dal governo e dal M5s arriva un’apertura dopo le proteste di ieri in seguito alla bocciatura alla Camera dell'emendamento - presentato da Laura Boldrini e sosenuto da PD, Forza Italia e LeU e scartato per soli 14 voti - che avrebbe introdotto la nuova fattispecie di reato nella legge "Codice rosso" mentre contemporaneamente al Senato si presentava un’analoga proposta di legge firmata dai pentastellati.

"A noi non importa avere la paternità di questo provvedimento, importa però, questo sì, regolamentare una materia seguendo gli opportuni criteri. Si può anche approvare un emendamento, come ho detto. Anzi facciamolo nel frattempo e poi approviamo il prima possibile il disegno di legge della senatrice Evangelista", ha detto il capo politico del M5s Luigi Di Maio sul Blog delle Stelle, specificando che "sul Revenge Porn è stato triste vedere ieri un'aula divisa, esponenti politici dell'opposizione più attenti a rincorrere la propria visibilità che al contenuto". "Il Parlamento - ha scandito Di Maio - ha il dovere di prendere piena consapevolezza su questa materia, che è delicatissima e coinvolge, e ha coinvolto in passato, tantissime donne e non solo. Il percorso è chiaro: ascolteremo in audizione esperti, parti coinvolte e associazioni. Miglioreremo così il testo e lo porteremo in approvazione in tempi rapidi".

Revenge Porn, a che punto siamo?

''Sul fenomeno del revenge porn è importante che il Parlamento trovi una convergenza ma è necessaria una legge che affronti il tema a 360 gradi. C'è un nostro ddl al Senato, ma se martedì riusciamo ad approvare un emendamento al codice rosso sarà un primo tassello, per dare un segnale forte'', ha detto il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, rispondendo a una domanda sul mancato inserimento , nella legge sul codice rosso discussa ieri alla Camera, dell'emendamento che riguarda il revenge porn, la diffusione online di video a sfondo sessuale senza il consenso dell'interessato. ''Ieri alla Camera c'è stato un dibattito importante, quello che dobbiamo fare-ha spiegato il ministro- è verificare la convergenza con le opposizioni. Abbiamo riflettuto, la nostra convinzione è che serva un ddl organico ma abbiamo deciso di fare intanto un primo passo con l'emendamento che sarà approvato''.

Anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è fatto sentire sul tema: “Alcune delle forze di opposizione hanno già presentato un testo, anche le forze di maggioranza e il governo stesso sono pronti: sarebbe importante che queste norme fossero votate subito, da tutti i parlamentari, donne e uomini, di tutte le forze politiche, maggioranza e opposizione”.

"Giuseppe Conte dice che la maggioranza è pronta a votare il revenge porn perché è una battaglia di civiltà su cui bisogna essere tutti uniti. Luigi Di Maio, con colpevole ritardo, ha dovuto ammettere che è necessario votare sì. Allora perché ieri la loro maggioranza ha bloccato i lavori alla Camera?", si chiede Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia. "Il Movimento 5 Stelle si è incredibilmente opposto all'emendamento di Forza Italia che introduce questa fattispecie di reato nel quadro normativo italiano -prosegue la Carfagna-. Fortunatamente, grazie alla nostra protesta e a quella di tutte le opposizioni, la votazione è stata rinviata ed è stata scongiurata la bocciatura di un emendamento fondamentale. Rassicura vedere che, nonostante il governo, esista ancora un fronte trasversale di donne che difendono i loro diritti. Grazie a noi, il revenge porn sarà presto reato. Poi dicono che in Italia l'opposizione non esiste''.

"Bene che si faccia un passo avanti rispetto a queste tematiche, l'importante è farlo in tempi rapidi. Siamo consapevoli che sia necessario affrontare la materia in modo approfondito, ma se c'è la possibilità di improntare già la disciplina è importante. Ci aspettiamo un segnale martedì e speriamo si arrivi a un esito positivo", ha detto all'Adnkronos Vittoria Gheno, attivista dell'associazione 'Insieme in rete' che insieme a Bossy e i Sentinelli, ha lanciato una petizione per introdurre una legge contro il 'revenge porn', sull'ipotesi che si arrivi martedì all'approvazione dell'emendamento sul 'revenge porn' nella legge sul codice rosso. "Noi siamo rimasti interdetti dal risultato della votazione di ieri - ha aggiunto riferendosi al mancato inserimento dell'emendamento - avendo già iniziato un percorso di dialogo e confronto anche con il M5s, ci ha stupito la decisione di non approvare l'emendamento con la motivazione che un tema così importante non può essere trattato con un emendamento; è verissimo, ma l'emendamento, frutto di una nostra posizione, avrebbe mostrato una sensibilità verso la partecipazione democratica". "Noi abbiamo confermato la necessità di arrivare a una proposta di legge contro questo tipo di pratiche, per la repressione del fenomeno, la tutela delle vittime, la responsabilizzazione delle piattaforme", ha continuato Gheno. In ogni caso "il nostro contributo si è rilevato importante e siamo soddisfatti che il tema del revenge porn sia approdato non solo nell'opinione pubblica ma anche nelle aule parlamentari".

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