Riaprire le case chiuse è una buona idea? La Lega ci riprova: c'è il disegno di legge

Il Carroccio torna a chiedere la legalizzazione della prostituzione e la riapertura delle 'case chiuse': disegno di legge presentato a Palazzo Madama dal senatore Gianfranco Rufa

Una manifestazione per la legalizzazione del "sex work". Roma, 2015 ANSA/ PERI

Ciclicamente, il dibattito torna in auge. Riaprire le case chiuse è una buona idea? Dopo vari tentativi la Lega ci riprova e torna a chiedere la legalizzazione della prostituzione e la riapertura delle 'case chiuse', stvolta con un disegno di legge presentato a Palazzo Madama lo scorso 7 febbraio dal senatore Gianfranco Rufa. "Si tratta - dice all'Adnkronos il firmatario della proposta - di una battaglia storica della Lega, che ha promosso questa iniziativa più volte nelle ultime legislature". Il ddl, che reca 'disposizioni in materia di disciplina dell'esercizio della prostituzione', risponde, secondo Rufa, a un'esigenza di "decoro civile e morale":

Lega: "Gesto di civiltà nei confronti delle prostitute"

Quali sono le motivazioni alla base del disegno di legge? "E' un gesto di civiltà nei confronti delle prostitute che si trovano per strada, per il decoro e l'immagine delle stesse strade", dice il senatore leghista, il quale pone l'accento anche sugli "introiti" derivanti dalla "tassazione" delle prostitute regolarizzate. "E' l'ennesima volta che presentiamo questa legge: questo significa che ci crediamo". Il testo del disegno di legge, spiega ancora Rufa, "ricalca" quello a prima firma Bitonci presentato alla Camera il 5 aprile dell'anno scorso. La pdl in questione abroga i primi due articoli della legge Merlin e prevede il via libera all'esercizio della prostituzione nelle abitazioni private (vietandolo "in luoghi pubblici o aperti al pubblico"), con l'istituzione presso la questura di un registro a cui sono tenute a iscriversi tutte le persone interessate a esercitare il mestiere.

Perché sessant'anni dopo la legge Merlin si torna a parlare di riaprire le case chiuse

Riaprire case chiuse: che cosa prevede la proposta di legge

E' punito con una multa da mille a diecimila euro chiunque esercita la prostituzione in luogo pubblico e chiunque ricorre alle prestazioni sessuali delle prostitute che esercitano in strada. Inasprite le sanzioni per chi compie atti sessuali con un minore in cambio di denaro e per chi si macchia del reato di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione. La proposta di legge leghista prevede anche interventi "di carattere preventivo e sanitario". "Chiunque esercita la prostituzione - si legge nella pdl - è tenuto a sottoporsi ad accertamenti sanitari ogni sei mesi e a esibire, a richiesta dell'autorità sanitaria o di polizia, l'ultima certificazione sanitaria ottenuta". Inoltre "chiunque esercita la prostituzione è tenuto a interromperne l'esercizio nell'ipotesi di acc ertamento positivo di patologie a trasmissione sessuale".

Fisco, tassare redditi derivanti dalla prostituzione

Per quanto riguarda la parte fiscale, "i redditi derivanti dall'esercizio della prostituzione sono soggetti a un'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi determinata con decreto del ministro dell'Economia e delle finanze, da emanare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge". Della opportunità di regolamentare la prostituzione è tornato a parlare in tempi recenti proprio il segretario della Lega e ministro dell'Interno Matteo Salvini, convinto sostenitore del superamento della legge Merlin. "Se dobbiamo sconfiggere davvero la criminalità togliamo dalle strade la prostituzione", ha scandito il vicepremier a gennaio, nel corso di una diretta Facebook, bocciando al contempo la proposta di legalizzazione della marijuana avanzata dal senatore M5S Matteo Mantero.

Il sesso locomotiva dell'economia tedesca: la prostituzione legale vale 14,5 miliardi l’anno 

Prostituzione, che cosa dice la legge Merlin

La legge 20 febbraio 1958, n. 75 è una legge della Repubblica Italiana, nota come legge Merlin, dal nome della promotrice nonché prima firmataria della norma, la senatrice Lina Merlin. Abolì la regolamentazione della prostituzione, chiudendo le case di tolleranza e introducendo i reati di sfruttamento, induzione e favoreggiamento della prostituzione. La prostituzione in sé, volontaria e compiuta da donne e uomini maggiorenni e non sfruttati, restò però legale, in quanto considerata parte delle scelte individuali garantite dalla Costituzione, come parte della libertà personale inviolabile. La legge Merlin regola tuttora il fenomeno in Italia.

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