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Sabato, 28 Maggio 2022
Riforma catasto = più tasse?

Cosa prevede la riforma del catasto del governo Draghi

La riforma del catasto anima il dibattito politico in Italia. Aumenterà le tasse? Cinque domande e risposte per capirlo.

La riforma del catasto del governo Draghi ha parzialmente riportato l’attenzione alle vicende politiche italiane mentre è in corso la guerra tra Ucraina e Russia. La riforma del catasto è parte del disegno di legge delega sulla riforma fiscale, il cui iter è iniziato a ottobre. In sintesi, il Governo sta chiedendo al Parlamento di poter modificare diversi aspetti del sistema fiscale in Italia, tra cui il catasto. Camera e Senato dovranno dunque tracciare i confini e i principi entro cui potrà poi muoversi il Governo nella riforma fiscale. 

In questo dibattito, la riforma del catasto sta provocando divisioni tra i partiti, soprattutto all’interno della maggioranza: un emendamento presentato durante l’esame del disegno di legge alla Commissione Finanze della Camera ha quasi provocato una crisi di governo, con Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia che hanno votato contro il Governo. Matteo Salvini e Giorgia Meloni si sono spesso schierati apertamente contro una riforma del catasto per il timore di nuove tasse. Ma cosa prevede questa riforma? Vediamolo in 5 domande e risposte, per capirci di più.

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A cosa serve il catasto?

Prima di capire a cosa serve la riforma, è meglio avere una definizione chiara di catasto per capirne l’utilità. Il catasto è un insieme di documenti che contiene informazioni dettagliate riguardo le proprietà immobiliari presenti sul territorio italiano. È un censimento di tutti i terreni e i fabbricati, che vengono classificati con alcuni parametri per diverse finalità, tra cui il calcolo delle tasse (ad esempio l’Imu). Attualmente sono censiti 76,5 milioni di unità immobiliari (senza contare dunque i terreni).

Cosa prevede la riforma del catasto?

Il Governo Draghi intende riformare il catasto a partire da alcuni punti fermi:

  • Il ricalcolo delle rendite catastali, ossia i valori attribuiti agli immobili su cui calcolare le tasse o l’affitto, tra le altre cose. La rendita catastale di un immobile è influenzata dalla superficie, dal numero di vani e dalla posizione in cui si trova. 
  • L’introduzione di meccanismi di aggiornamento periodici delle rendite catastali in relazione ai cambiamenti delle condizioni del mercato di riferimento. 
  • Il potenziamento e la modernizzazione degli strumenti a disposizione dell’Agenzia delle entrate per mappare gli immobili ancora sconosciuti. 
  • Le agevolazioni per gli immobili di interesse storico o artistico per tenere conto dei costi di manutenzione e conservazione.

Perchè serve una riforma?

Il catasto italiano ha delle evidenti criticità, tra cui spicca il suo impianto generale di circa 70 anni fa. Il suo mancato aggiornamento comporta un disallineamento tra gli attuali valori di mercato degli immobili e le vecchie rendite catastali, che impattano quindi anche sulle tasse da pagare (o sugli affitti). Dunque ci sono contribuenti che pagano meno di quanto dovrebbero, altri che invece pagano di più. 

La modernizzazione e il potenziamento degli strumenti a disposizione dell’Agenzia delle entrate, poi, permetterebbero di correggere le classificazioni degli immobili o di mappare quelli mancanti per far emergere eventuali abusi. Secondo gli ultimi dati disponibili ne mancano all’appello circa 1,2 milioni. 

La riforma del catasto fa aumentare le tasse?

Alcuni sostengono che la riforma possa portare a un aumento delle tasse, ma non è così. Già il presidente del Consiglio Mario Draghi aveva specificato che si tratta di “un’operazione di trasparenza” e che non aumenterà le tasse. Il Governo ha infatti messo per iscritto nel testo del disegno di legge delega che le nuove informazioni sulle rendite catastali non verranno usate “per la determinazione della base imponibile dei tributi la cui applicazione si fonda sulle risultanze catastali”. 

Dunque, le rendite catastali verranno aggiornate e riviste, ma per il calcolo delle imposte rimarranno in vigore i valori precedenti. Non è una semplice promessa: se il governo non dovesse rispettare questa indicazione andrebbe incontro a un giudizio di illegittimità costituzionale.

Quante persone saranno interessate dalla riforma?

La riforma del catasto potrebbe  interessare  circa  39  milioni  di  persone  fisiche  e  circa  1,5  milioni  dì persone  giuridiche (aziende, associazioni o enti locali intestatari di  immobili) a partire dall'1 gennaio 2026.

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