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Giovedì, 13 Giugno 2024
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Riforma del lavoro: tutto quello che c'è da sapere sull'Aspi

Approvati anche gli ultimi emendamenti della Riforma del Lavoro varata dal Ministro Elsa Fornero. Ora il testo passa in aula. Tutto quello che c'è da sapere sull'Aspi

Si è concluso l'esame in Commissione al Senato anche degli ultimi emendamenti della Riforma del Lavoro varata dal Ministro Elsa Fornero. Adesso il testo passerà in aula dove non è escluso che il governo scelga di porre la fiducia. Tra le novità l'introduzione del'Aspi: l’assicurazione sociale per l’impiego che di fatto sostituisce il sussidio di disoccupazione.

I requisiti per poterne usufruire sono praticamente invariati rispetto ad oggi: due anni di anzianità assicurativa e almeno 52 settimane nell'ultimo biennio. Più ampio invece l'ambito di applicazione. Potranno infatti usufruire dell'assicurazione anche gli apprendisti e gli artisti dipendenti, oggi esclusi. Infine è stato approvato dal Governo l’emendamento sulla sperimentazione triennale (2013, 2014 e 2015) che consente al lavoratore di chiedere l’Aspi in un’unica rata per avviare un’attività di lavoro autonomo, un’attività in forma di auto impresa o di micro impresa, per associarsi in cooperativa.

L'assegno avrà un importo massimo di 1.119,32 euro, con abbattimento dell'indennità del 15% dopo i primi 6 mesi e un ulteriore 15% dopo altri 6 mesi. Durerà fino a 12 mesi per i lavoratori con meno di 55 anni di età; 18 mesi per chi avrà almeno 55 anni. Tutti i lavoratori dovranno contribuire all'Aspi, con modalità diverse a seconda della forma contrattuale.

L'uso della mobilità così come prevista nelle regole attuali continuerà fino al 31 dicembre 2014, nonostante il ministro del Welfare, Elsa Fornero, si sia opposta alla richiesta di rinviare di un anno l'entrata in vigore dell'Aspi, la cui introduzione era inizialmente prevista a partire dal 31 dicembre 2013.



Critica l'opinione della Cgil secondo cui “per evitare gli effetti di questa scelta bisognerà interverire al più presto”. “L'Aspi – ci spiega Claudio Treves – sostituisce anche la mobilità riducendo le tutele in un contesto in cui i tempi di lavoro si allungano”. “Tale miscela in tempo di crisi rischia di essere micidiale”, prosegue. “Infine- conclude – la cassa integrazione non viene estesa. Al suo posto viene introdotto il Fondo di solidarietà finanziato dai lavoratori e dai datori di lavoro”.

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